Porticesi famosi: Sebastiano Poli

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi porticesi per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Sebastiano Poli è nato a Portici il 27 settembre 1838, da Gaetano Poli.

Giovanissimo, sotto il regno dei Borbone (Ferdinando II e Francesco II), «… dimostrando un carattere fiero e audace tale da non temere il carcere per i suoi ideali politici», ha svolto attività propagandistica antiborbonica».

Nel 1860,  adoperatosi «… molto per il buon esito del plebiscito e per merito suo Portici fu «… una delle città che dette maggiori adesioni per l’aggregazione del Mezzogiorno al Regno d’Italia», è stato nominato capitano della Guardia Nazionale.

Dedicatosi alle opere edili, ha continuato e incrementato l’attività imprenditoriale familiare, divenendo in poco tempo uno dei migliori costruttori della provincia napoletana.

Interessato alla vita politica e amministrativa della città, iniziata la carriera, è stato sindaco di Portici dal 1878 al 1884 e poi nuovamente nel 1896.

Quale amministratore e nume tutelare della città di Portici ha dato un notevole impulso allo sviluppo urbanistico ed economico della Città, che è divenuta la capitale della villeggiatura della bella époque, dove tutti volevano abitarci. Ciò è stato possibile, in quanto, è stato, il «… protagonista dell’apertura di piazza San Ciro e di corso Umberto» nel 1881, della «… costruzione in Piazza Bellavista dell’omonimo Hotel (Albergo Poli – Pensione Poli) aperto nel 1895» e dell’adeguamento della zona industriale del Granatello.

Per sostenere la sue visione della vocazione turistica della Città, trasformata nella più fiorente ed elegante cittadina vesuviana, si è fatto anche recato a «… Roma per ottenere che il Vesuvio fosse gestito come richiamo turistico dal nostro Comune. Gli risposero che il vulcano doveva restare a Resina, «…perché voi avete i villeggianti e loro soltanto gli scavi».

In segno di riconoscenza per quanto ha operato a favore della Città, nella seduta del 15 maggio 1882, il Consiglio Comunale lo ha proclamato benemerito e, pertanto, ha deliberato «… in pari tempo che una lapide commemorativa venisse collocata sulla parete di uno degli edifici della piazza».

Nel 1890, dal presidente del consiglio dei ministri Francesco Crispi (1818 –1901) gli è stato conferito il titolo di commendatore.

Verso la fine dell’Ottocento, per la sua prodigalità, riconoscenti, i Porticesi gli hanno dedicato una canzoncina: «… Tu sì o pate nuosto, ’e Puortece sì ’o rre. E tutte, ’e veru core, vulimmo bene a tte!».

Oltre ad aver ricoperto la carica di sindaco di Portici, dal 1900 al 1904, eletto con 1176 voti, è stato consi­gliere alla Deputazione provinciale di Napoli, «… e solo per modestia» non ha voluto accettare la candidatura a deputato del Regno d’Italia.

Personalità dotata «… di notevoli qualità di mente e di cuore; uomo di carattere pratico, fermo e sicuro fu stimato dalle personalità più eminenti della sua generazione come Crispi, Zuppetta, Bovio, Zanardelli, Nicotera, e perfino i suoi oppositori gli riconobbero meriti e lo stimarono un avversario leale».

Durante una delle sue gestioni sindacali, è stato accusato di aver utilizzato fondi «… per gratificazioni alle guardie daziarie, per retribuzioni di servizi di confidenza, per spese di pubblicità, di stampa e di abbonamento ai giornali; per spese di beneficenza, non che per festeggiamenti e spese elettorali».

Processato per malversazione, il Tribunale penale di Napoli, con sentenza del 12 luglio 1905, ha dichiarato «… inesistente il reato nei riguardi del Poli, perchè era risultato che costui non si era mai ingerito nell’amministrazione di quelle somme sempre affidate all’assessore anziano Cozzolino».

Nel 1904, si è ritirato dalla scena politica; tuttavia non ha mai cessato di interessarsi alla vita e alle vicende cittadine.

L’ottantaquattrenne commendatore Sebastiano Poli, fra il rimpianto di tutti, muore a Portici, il 10 gennaio 1923.

L’indomani, giorno delle esequie, l’amministrazione comunale di Portici, ritenendo di dover tributare un «… piccolo attestato di riconoscenza di questa città natale possa dare al suo insigne e illustre figlio», delibera uno stanziamento di 10.000 lire per far fronte alle spese necessarie per un solenne funerale.

Le sue spoglie mortali, seguite con sincero cordoglio e con grande partecipazione di cittadini, vengono seppellite nel Cimitero di Portici.

Sulla pietra posta sulla tomba, leggiamo la seguente iscrizione:

SEBASTIANO POLI / ANIMA BOLLENTE CUORE GENEROSO CAVALIERE DEL POPOLO /NE RESSE LUNGAMENTE LE SORTI NEL COMUNE/ A DIFENDERLO EBBE IL RUGGITO DEL LEONE ED IL FUOCO DEL VESUVIO.

SI DORMI’ NEL SIGNORE IL 10 GENNAIO 1923 INDOMITO ANCORA |NEL SUO OTTUAGESIMO QUINTO / A LUI MONUMENTO DI GLORIA | STANNO IL LUSTRO DI PORTICI LA RIVERENZA DEI CONCITTADINI

Così, Portici ha ricordato il suo degno figlio:

Sulla facciata della casa dove Sebastiano Poli «… aveva fatto la sua roccaforte e dove» ha esalato l’ultimo respiro, è stata murata una lapide.

Sul marmo bianco si legge incisa un’iscrizione dettata dal giornalista Emanuele Rocco.

IN QUESTA CASA | IL X GENNAIO MCMXXIII | MORÌ SEBASTIANO POLI. FINCHE’ SARA’ LEGGE LA GRATITUDINE | PORTICI LO RICORDERÀ CON LA MEMORIA DEL CUORE.

L’amministrazione comunale di Portici, al fine di «… onorarne degnamente la memoria», al centro della parete sinistra dell’aula delle adunanze del Consiglio comunale, al corso Giuseppe Garibaldi, ha fatto sistemare «… un grande busto bronzeo» raffigurante il sindaco Sebastiano Poli.

L’erma è stata modellata e fusa dallo scultore porticese Ettore Sannino.

Al disotto del busto, viene murata una piccola lapide marmorea, su cui si legge la seguente epigrafe:

DA QUEST’AULA CONSILIARE PER LUNGA SERIE DI ANNI SEBASTIANO POLI CON L’ELOQUENZA DEL CUORE DOMINO’ E DIRESSELE SORTI DEL PAESE

Il Consiglio comunale di Portici, nell’ordinaria seduta del lunedì 15 Maggio 1882, in virtù dei meriti acquisiti, ha proclamato benemerito il cavaliere Sebastiano Poli.

Ha anche deliberato che la figura del prestigioso amministratore, «… che aveva cambiato e abbellito il volto di Portici» sia ricordata alle future generazioni con l’apposizione di una lapide.

Il bianco marmo, su cui è stato inciso il testo dettato dall’avvocato Giulio Nocerino, è stato murato sulla facciata del primo fabbricato posto sulla destra del corso Umberto I.

Sulla lastra, leggiamo la seguente iscrizione:

IL CONSIGLIO COMUNALE DI PORTICI NELLA TORNATA DEL 15 MAGGIO 1882 PROCLAMÒ BENEMERITO IL SINDACO CAV. SEBASTIANO POLI
PER AVER CONCEPITO PROPUGNATO ED INCARNATO IL DISEGNO DI UNA STRADA PIAZZA E VILLA MONUMENTALI SORMONTANDO D’OGNI MANIERA OSTACOLI CON UNA ENERGIA PIUTTOSTO UNICA CHE RARA

IL CONSIGLIO DELIBERÒ IN PARI TEMPO CHE UNA LAPIDE COMMEMORATIVA VENISSE COLLOCATA SULLA PARETE DI UNO DEGLI EDIFIZII DELLA PIAZZA COME PUBBLICO ATTESTATO DI RICONOSCENZA VERSO IL SINDACO POLI E COME ECCITAMENTO AI POSTERI AD IMITARLO NELLE OPERE GRANDIOSE

Inoltre, subito dopo il decesso, per ricordare «… grande sindaco», ha deliberato di intitolare una piazza al suo nome. Così, piazza Bellavista, dove «… ha fatto edificare l’Hotel Bellavista e aveva trascorso buona parte della sua vita» è diventata piazza Sebastiano Poli.

Altri profili di porticesi famosi:

One Response to Porticesi famosi: Sebastiano Poli

  1. Eduardo Pilone Poli ha detto:

    Complimenti all’Autore. Grazie per averci ricordato,con dovizia di particolari, un Illustre Concittadino nonché mio Trisavolo. Da oltre 20 anni, mia Madre prima ed io poi, abbiamo ripetutamente chiesto all’Amministrazione Comunale, la ricollocazione nell’Aula Consiliare del Busto bronzeo e della targa marmorea, inspiegabilmente rimossi. Siamo ancora in attesa! Se si dimentica il passato non si può costruire il futuro. Ringrazio ancora il Dr.Scognamiglio che ogni volta con i suoi scritti ci ricorda un altro Illustre Porticese “Diego Rapolla” che raccontava,come Scognamiglio, con forbita forma ed esattezza scrupolosa, la Storia del natio loco, ne descriveva con vivi colori la bellezza della Contrada, inneggiava con passione all’incanto del cielo e plaudeva èntusiasta all’eco potente che ha trovato sempre in questa Terra Vesuviana, la voce della civiltà e del progresso. Cav.Dr.Eduardo Pilone Poli

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