Pullecenella Citrullo, omaggio a Michele Del Grosso

NAPOLI – Nella Sala del Capitolo del Convento di San Domenico Maggiore sabato 13 ottobre alle 19 andrà in scena lo spettacolo Le felicissime peripezie amorose di Pullecenella Citrullo, un omaggio al compianto Michele Del Grosso.

La regia della pièce è di Gianni Sallustro. Costumi di Costantino Lombardo, acconciature di Luca Riccardi, ottimizzazione di Marcello Radano, coreografie di Maria Prisco e Felicia Duraccio, elaborazioni grafiche di Ciro Pellegrino.

La comunicazione dell’Accademia Vesuviana del Teatro è curata da Roberta D’Agostino.

A quasi un anno dalla scomparsa di Michele Del Grosso, figura chiave del teatro napoletano ed italiano, il Comune di Napoli gli rende omaggio, grazie a Gianni Sallustro e Roberta DAgostino, che hanno lavorato con Del Grosso negli ultimi venti anni, con la messa in scena del suo ultimo lavoro Le felicissime peripezie amorose di Pullecenella Citrullo, a cura dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema.

Una serata per ricordare un artista geniale, troppo spesso dimenticato, con gli interventi del sindaco Luigi de Magistris, dell’assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele, di Roberto D’Avascio, presidente di Arci Movie e Roberto del Gaudio, regista, scrittore ed attore che hanno conosciuto bene Michele e ne hanno condiviso idee e progetti. Sarà presente anche Giancarlo Del Grosso, nipote di Michele.

Le felicissime peripezie amorose di Pullecenella Citrullo è un lavoro in cui si analizza la Commedia dell’Arte, nato da una chiacchierata con il compianto Michele Del Grosso. Il regista, animatore teatrale nonché proprietario del T.I.N. (Teatro Instabile Napoli) era particolarmente legato alla figura del Pulcinella. Infatti la statua realizzata da Lello Esposito che si trova nel vico Purgatorio ad Arco fu fortemente voluta da lui che aveva il sogno o l’utopia di trasformare quel vicolo in un posto d’arte. La figura del Pulcinella, così legata alla Commedia dell’Arte, era per Michele quasi un’ossessione così come l’ideazione e stesura di un testo o una regia.

Durante una chiacchierata con Gianni Sallustro fu proprio Del Grosso a consigliare da dove partire per creare un testo sulle peripezie del Pulcinella (ispirandosi ai capolavori di Petito, Scarpetta,Viviani, Libero Bovio, Manlio Santanelli, Brunello Leone) ed è proprio quello che l’Accademia mette in scena nel convento di San Domenico Maggiore. Ritmo, comicità, frizzi, lazzi, allegria, giochi amorosi, balli e canti sono gli elementi che costituiscono lo spettacolo.

Il Pullecenella, complessivamente è uno spettacolo divertente, godibile, moralistico ed adatto ad un pubblico di età varia: sia ai bambini, sia a chi fanciullo non lo è più da un pezzo.

In Le felicissime peripezie amorose di Pullecenella Citrullo vi è l’intreccio dei personaggi che in una girandola di situazioni diverse prendono spunto da caratteri ben precisi, copiati dalla realtà quotidiana, nella quale – lo sappiamo – simili personaggi esistono davvero contribuendo a comporre il bizzarro e vario mosaico della vita.

Interessanti i diversi linguaggi adoperati nello spettacolo: un dialetto quotidiano realistico usato normalmente in città per mettere in risalto una realtà quotidiana di oggi come di cinquecento anni fa, un linguaggio molto vicino alle forme melodrammatiche, soprattutto nelle scene più teatralizzate, un linguaggio tipico della tradizione contadina e un linguaggio corporeo, mimico e gestuale che contraddistingue i vari personaggi di quest’opera.

La costruzione dei personaggi sarà il frutto di un allenamento vocale, e corporale, che fanno parte proprio di quel training che contraddistingue la formazione attoriale.

L’ingresso a Le felicissime peripezie amorose di Pullecenella Citrullo libero fino ad esaurimento posti.

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