Ricordo del professor Pasquale Tranzillo, lo straniero

di Tonia Ferraro

Ci sono persone che non sono di molte parole, che fanno della loro riservatezza un segno distintivo. Eppure dal loro modo di essere traspare autorevolezza, affidabilità, un mondo di buoni sentimenti.

Il professore Pasquale Tranzillo era un uomo fatto così. Ad un anno dalla sua scomparsa, giovedì 2 giugno è stato ricordato dalla famiglia nella basilica pontificia di Santa Maria di Pugliano in Ercolano.

Dopo la Santa Messa, durante la quale è stato commemorato con commozione dall’amico parroco padre Raffaele Ferriero, quella che doveva essere una commemorazione è stata invece un sereno dipanarsi di ricordi condivisi con Pasquale. Familiari, amici e compagni di scuola, colleghi e allievi, tutti hanno narrato con il sorriso sulle labbra un episodio della sua vita quotidiana di cui sono stati testimoni.

Dai loro racconti traspariva quello che c’era dietro, che c’era dentro ad una persona integerrima – addirittura terribile, come si definiva egli stesso – ma anche la sua umiltà, la sua generosità, la sua sincera fede, il suo desiderio di trasferire il suo grande sapere … E non soltanto agli allievi.

Parole essenziali, grandi silenzi … Bisognava conoscere a fondo Pasquale Tranzillo per coglierne la profonda umanità, è vero. Ma quanta ricchezza ha lasciato, quanti insegnamenti, e non solo di Lettere classiche, materia che amava e di cui fu docente, insieme alla musica, ai libri, ai giochi matematici, alla sua famiglia e alla buona tavola.

Il tutto è racchiuso in un libro piccino curato dai suoi cari, di quei libricini che si ripongono sullo scaffale della biblioteca e di tanto in tanto si riprendono in mano e si sfogliano. E ogni volta è una scoperta, una nuova lettura, un guardare la sua immagine riportata dalle fotografie e incrociarne lo sguardo severo e profondo …

Un susseguirsi di testimonianze affettuose e commosse che si conclude con una poesia scritta da Pasquale negli ultimi mesi della sua vita. Nel finale si legge:

Nel mio cuore si assopisce il dolore

Di una vita non vissuta

E subentra la mesta nostalgia

Delle gioie non godute.

Ecco, Pasquale, lo sappiamo che ci ascolti da Lassù: ti diciamo con gioia che invece la tua vita è stata piena e soprattutto ha riempito l’esistenza di tantissime persone. E poi, vivrai sempre: siamo stranieri su questa terra, apparteniamo al Cielo.

16 pensieri riguardo “Ricordo del professor Pasquale Tranzillo, lo straniero

  • 22 Giugno 2016 in 16:22
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    Il mio prof. di Latino e Greco … Anni 80 . Mai dimenticato e non sono tanti gli uomini il cui ricordo riesce a restare impresso così nitido e indelebile. Un formidabile campione di conoscenza e di umanità. Lo ricorderò per sempre con una grandissima gioia

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    • 23 Giugno 2016 in 16:38
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      Grazie per la gradita ed affettuosa Testimonianza.
      Cordiali saluti.
      Antonio Tranzillo

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      • 1 Agosto 2016 in 21:47
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        Ho saputo della morte del Prof. Pasquale Tranzillo l’anno scorso da Loris Tommaselli, carissimo e fraterno compagno di IV e V ginnasiale a Portici negli ormai lontani anni scolastici 1976/1977 e 1977/1978: allora il “Flacco” era in Via Libertà, quasi all’imbocco dell’autostrada. Da allora ho avuto modo di rivedere il Professore solo nel 1998 quando -ritornato a Portici per un breve soggiorno dalla Lombardia dove mi ero trasferito per l’università rimanendovi poi per lavoro- riuscii a fargli “un’improvvisata” andandolo a trovare ad Ercolano. Gli telefonai in mattinata preannunciandogli il mio arrivo e, con mia grande sorpresa, mi riconobbe immediatamente, come se ci fossimo lasciati il giorno prima all’uscita da scuola. Ancora oggi il ricordo di quell’incontro è nitidissimo: il professore mi salutò con il suo solito riserbo, ma i suoi occhi parlavano in luogo delle parole. Ricordava perfettamente il banco dove ero seduto e mi fece i complimenti per la qualità dei miei temi. Mi incoraggiò a seguitare i miei interessi letterari e scoprii allora che il nostro rapporto non si era di fatto mai interrotto. Io vivevo nei suoi ricordi e lui nei miei, indelebili. Saputo che nel frattempo ero diventato medico, mi raccontò che aveva subìto un intervento al cuore, la sostituzione di una valvola: il tutto con grande serenità, come fosse cosa che riguardasse altri. Non lo vidi più. Mi spiace di non aver potuto essere presente alla S.Messa nel primo anniversario della sua scomparsa: non lo sapevo ma, anche se lo avessi saputo, non sarei riuscito a liberarmi dal lavoro. Spero l’anno prossimo di poter esserci. Ho scoperto per caso su internet il ricordo del Professore a firma di Tonia Ferraro: che non conosco ma che ha fornito in poche righe un ritratto assolutamente preciso e veridico del Professore. Mi scuso per la lunghezza del mio intervento, ma sentivo il bisogno di dare la mia testimonianza del valore e della grandezza del Prof. Pasquale Tranzillo, uomo di vastissima cultura e che tanto, tantissimo ha fatto per me e per chi come me allora attraversava un periodo difficile e delicato come l’adolescenza. Addio Professore: non la dimenticheremo mai.
        Massimo De Padova

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        • 5 Agosto 2016 in 0:32
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          Gentile dott. Massimo,
          desidero esprimerLe tutto il mio cordiale ringraziamento per la testimonianza a ricordo di mio fratello Pasquale. Da quanto scritto sono ben evidenti i sentimenti di stima e di affetto che La legavano a lui. Grazie, ancora da parte di tutti noi fratelli e sorelle. Se mi darà un Suo recapito, anche per il tramite di Lorenzo Tommaselli, sarò lieto di farLe avere la pubblicazione realizzata in occasione dell’Anniversario.
          Cordialissimi saluti.
          Antonio Tranzillo

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  • 5 Agosto 2019 in 10:22
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    Ho un vivo ricordo del caro professore Tranzillo . Sono stato tra i fortunati ad essere un suo allievo negli anni 1992-1994, nella sezione D del liceo Orazio Flacco di Portici.Ricordo ancora quando lo incontrai per strada sotto casa a fine giugno ,dopo gli scrutini dell’esame di maturitá ,quando ero strafelice per avere conseguito il massimo dei voti.Lui non mi accompagnó alla maturitá perché attraversava in quell’anno un periodo in cui non stava bene . Mi stupi’ il fatto che incontrandomi quando tornava dalle sue lunge passeggiate(il professore amava camminare), era informatato della votazione che avevo conseguito.Si complimentó con me e ,quando io gli dissi che non mi aspettavo quello straordinario punteggio,lui mi disse testuali parole:”superata la lacuna del greco scritto era nella tue possibilitá”.E allora capii in quel momento che ció che il professore aveva negli anni apprezzato di me era la mia umiltá,il mio impegno e la mia serietá .Quello che mi stupiva di lui era la capacitá di capire ,nonostante la sua timidezza,le qualitá umani e caratteriali dei suoi allievi e di intercettare talora il nostro mondo interiore.Aveva una straordinaria empatia umana e a suo modo riusciva ad entrare in una speciale relazione con noi.Ricordo anche quando mia madre subi’una grave operazione ed io fui costretto ad assentarmi per qualche giorno e al ritorno lui mi guardó negli occhi chiedendomi mia madre come stava .Apprezzai molto quel gesto .Per me il professore é stato uno straordinario maestro di vita,la sua straordinaria erudizione e le sue qualitá umane conservano in me un ricordo vivido e indelebile.Dopo la maturitá non lo vidi piu´.Non ho potuto assistere ai suoi funerali vivendo all ‘estero da 10 anni.La ricordo con tanto affetto caro professor Tranzillo e in quegli anni per me molto difficili forse Lei e’stato l’unico a capire ed ad accettare il mio mondo interiore.
    Un abbraccio alla sua famiglia.

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    • 1 Dicembre 2019 in 13:18
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      La ringrazio, anche se con notevole ritardo, per la testimonianza concreta ed affettuosa nei riguardi di mio fratello Pasquale.
      Tutta la famiglia Tranzillo ricambia l’abbraccio.
      Antonio Tranzillo

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  • 4 Novembre 2019 in 17:52
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    Scopro solo adesso, per caso e con grande dispiacere, tramite questo sito, che è venuto a mancare il prof. Pasquale Tranzillo: è stato il “mio” professore di greco in primo liceo, nell’anno scolastico 1992-1993, quando frequentavo il “Q. O. Flacco” di Portici.
    Sono stato nella sua classe soltanto un anno, perché poi cambiai sezione (la mia classe fu “smembrata” e divisa nelle altre sezioni), ma, nonostante sia passato ormai quasi un quarto di secolo, lo ricordo ancora con stima e affetto.
    Era un professore all’antica (preparatissimo, rigoroso, severo), ma anche un uomo di un’ironia sottile e graffiante. Inutile dire che era il “terrore” degli studenti: quando c’era lui, in classe, non volava una mosca.
    Ricordo che quando spiegava o interrogava, usava farlo camminando tra i banchi; e quelle poche volte che rimaneva seduto alla cattedra, usava guardare un punto indefinito al di sopra delle nostre teste, salvo poi fissare improvvisamente i suoi occhi penetranti in quelli dello studente al quale si rivolgeva. All’epoca, attribuivo una forma di sadismo a questo suo modo di fare; in seguito, ho capito che, in realtà, era anche un modo per esorcizzare la sua profonda timidezza.
    Aveva una memoria prodigiosa: ricordava tutto, finanche le risposte sbagliate che Tizio o Caio avevano dato nel corso di un’interrogazione. Una volta, quando stavo all’università, lo incontrai per strada e, nonostante fossi stato suo alunno soltanto per un anno, dimostrò di ricordarsi perfettamente di me e, sorridendomi, mi salutò con un affetto che mi lasciò sorpreso.
    Ricordo ancora il suono della sua voce, il modo in cui parlava, le sue battute sarcastiche. Ma quello che, più di tutto, mi è rimasto di lui – anche a distanza di tanto tempo – sono le sue spiegazioni di greco: chiare, precise e affascinanti. Se chiudo gli occhi, mi sembra di vederlo ancora mentre declamava, appassionato, alcuni versi di Archiloco (“potessi stringere a Neobule la mano…”), oppure mentre ci spiegava, in maniera logica e incontrovertibile, il motivo per cui una certa frase dovesse essere necessariamente tradotta dal greco in quel modo, piuttosto che nell’altro.

    Dicono che i professori più severi ed esigenti siano anche quelli a cui restiamo più legati e che, più degli altri, lasciano un segno indelebile nella nostra memoria. E’ proprio così.
    Professore Tranzillo, ovunque sia, grazie per tutti i suoi insegnamenti e, soprattutto, per l’esempio di rigore e di passione per lo studio che è stato per tutti noi: le sia lieve la terra!

    FABIO LOMBARDO

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  • 4 Novembre 2019 in 18:25
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    Maestro di scuola, maestro di vita, il professore è un’indimenticabile figura della mia adolescenza, un uomo che lascia un segno profondo nella vita dei suoi studenti. Caro prof, chi sono oggi è anche grazie a lei. Le sarò per sempre grata dei suoi insegnamenti, di avermi insegnato la disciplina e la perseveranza necessarie nella vita.
    Grazie sempre. Mi mancherà

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  • 1 Dicembre 2019 in 13:32
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    Grazie a Voi tutti per le Vostre testimonianze affettuose nei confronti di nostro fratello Pasquale.
    Vi abbracciamo.
    La famiglia Tranzillo

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  • 15 Maggio 2020 in 14:41
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    Preg. Sig. Antonio Tranzillo, sono il Dr. Castellano Giuseppe ed ho frequentato negli anni 1972/73 il Liceo Classico Plinio Seniore per cui ho avuto l’onore di avere come professore di Latino e Greco suo fratello Prof. Pasquale. Ho letto qualche tempo fa un articolo del 2016 riguardante la cerimonia di commemorazione ad un anno dalla morte del Prof. Pasquale e mi son dispiaciuto di non avervi potuto partecipare; di certo avrebbe fatto piacere anche ad altri miei colleghi di liceo, rimasti legati alla figura e spesso argomento di rievocazione in senso molto positivo. Avevo saputo tramite un mio amico di Ercolano che il Prof. non stava bene e a lui avevo affidato una copia di una foto del liceo che avevo trovato, relativa a quell’anno e che penso suo fratello sarebbe stato felice di ricevere; poi mi disse che purtroppo era morto per cui non se ne fece più niente. E’ rimasto in me un ricordo di una persona a prima vista molto riservata ma che però pian piano ti trasmetteva e ti faceva apprezzare la sua enorme cultura, la sua umiltà, la generosità e il continuo tentativo di trasferire a noi alunni il suo grande sapere; ma se ancora oggi (son passati quasi cinquanta anni) il ricordo tra i suoi alunni rimane più che positivo, significa che ha operato bene. Ritornando alla foto, non essendo riuscito a recapitarla in tempo utile a Suo fratello, sarei felice di inviarla a Lei, ulteriore tassello fra le tante attestazioni che Lei sicuramente avrà ricevuto a testimonianza del rispetto e gratitudine. Quella classe di liceo ha poi diplomato molti persone divenute poi medici come me, 11 ( di essi poi uno dopo la laurea si è fatto prete), vari ingegneri, un farmacista e soprattutto il compianto Annibale Ruccello, attore teatrale, regista drammaturgo.
    Se è cosa gradita, mi faccia sapere l’indirizzo presso cui posso inviare la copia della foto, con allegato l’elenco delle persone che vi compaiono; Le chiedo nel contempo una cortesia, ho letto che è stato da Voi prodotto un libricino sul Professore Pasquale contenete tutte le notizie, le foto, le testimonianze e la sua ultima poesia che servano di ricordo anche per chi non lo ha avuto come professore e maestro di vita. Se non è disponibile in forma cartacea, anche in forma di file da poter trasmettere agli alunni di cui ora mi faccio voce.
    Grazie
    Dr. Castellano Giuseppe

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  • 15 Maggio 2020 in 16:06
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    Gentilissimo dottore,
    desidero ringraziarLa cordialmente per le parole ” di ricordo ” scritte, ma si avverte che sono rimaste scolpite nel Suo cuore e nella Sua memoria, nei riguardi di mio fratello Pasquale.
    Sono diversi gli ex alunni che purtroppo hanno saputo, dopo, della sua scomparsa.
    Sicuramente, mi farà cosa gradita ricevere copia della foto e l’elenco delle persone ivi presenti. Li custodirò fra le cose lasciatemi gelosamente da mio fratello.
    Come altrettanto gradito da parte mia, sarà farLe pervenire il libretto pubblicato in occasione del 1° anno dalla sua dipartita.
    Distinti saluti.
    Antonio Tranzillo

    Rispondi
  • 16 Maggio 2020 in 10:58
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    Preg.mo Sig. Antonio Tranzillo, La ringrazio per la sua solerte e cortese risposta, vorrei sapere come farLe pervenire la foto del Prof. Pasquale, mi occorrerebbe un Suo recapito a cui inviare la suddetta, me lo può inviare utilizzando la mia email; con la stessa modalità sarà mia cura inviarLe il mio recapito per il libricino. Ancora grazie e buon weekend.

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  • 9 Aprile 2021 in 14:20
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    Gentilissimo…ora sto apprendendo della morte del mio professore di ginnasio anni 76/77 e 77/78
    Liceo Orazio Flacco di Portici
    Mi chiamo Silvia D’Angelo e abito a Bologna…
    Ho 58 anni…
    Grazie a Suo fratello ho amato da subito il latino ed il greco e mi sono laureata in lettere classiche con una tesi in greco bizantino
    La retorica di cui suo fratello per me era l’esatta incarnazione in termini di cultura ed eloquio.
    Non potrò mai dimenticare gli occhi e il tipico atteggiamento del grande uomo che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita…
    Ancora oggi a distanza di anni lo ricordo come ieri…severo..timido..a tratti scontroso ma in realtà quella scontrosita’ altro non era che lo schermo a baluardo di una semplicità ed una umiltà che lo hanno reso unico
    La prova sono questi scritti che lo fanno rivivere a testimonianza del grande esempio che ha saputo donare a dei giovani un tempo divenuti oggi uomini e donne con un substrato che anche suo fratello ha contribuito a fertilizzare con la sua grande anima…

    Lo abbraccio forte e so che starà insegnando anche agli angeli

    Silvia D’Angelo

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    • 9 Aprile 2021 in 19:28
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      Grazie per questa bella testimonianza. Ciccio Capozzi mi era fratello solo nello spirito, ma questo non me lo rendeva meno caro. Porterò il suo cordoglio alla famiglia

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  • 2 Ottobre 2021 in 14:05
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    Che dolore, che dura idea di separazione da una scombinata età dell’oro sapere, solo ora, della scomparsa del professor Tranzillo avvenuta alcuni anni fa. Dire nel ‘mondo di ieri’. Insegnava come nessun altro, era prussiano come nessun altro (ma oggi si reputa più giusto scrivere altr*), parlava con un accento indefinibile, meridionale sì ma non per forza campano, da cerchio pitagorico. Solo lui, che ebbi per insegnante di greco, la lingua della scienza, dell’epistème e dei 3 ai compiti in classe, solo lui dicevo poteva usare il gioco di prestigio d’interrompere la mia interrogazione il 23 di dicembre e riprenderla il 7 gennaio come nulla fosse (‘Continua a leggere…’), come se da immobile avesse scavalcato le vacanze di Natale, due settimane in cui lontano dai suoi studenti era inutile vivere. Fui suo alunno solo nel ’92-93 se non sbaglio, al Flacco di Portici, un anno appena. E’ bastato per marchiarmi in testa le urla degli ateniesi assediati al Pireo e i versi disincantati di Archiloco. E se i professori di liceo che salvo poche eccezioni non ci hanno insegnato nulla se non l’aridità possiamo banalmente proseguire a ricordarli professori, a lui che fece del suo curioso cognome un blasone, una materia a sé e per sé, continueremo a chiamarlo Tranzillo. ‘Domani che orario abbiamo?’ ‘Italiano Italiano Matematica Educazione fisica e Tranzillo’.

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