Rosalinda scende giù per Toledo

NAPOLI – Al Teatro Nuovo di via Montecalvario venerdì 15 gennaio alle 21 Arturo Cirillo porterà in scena “Scende giù per Toledo” di Giuseppe Patroni Griffi, la storia di un travestito napoletano, scritta nel 1975, che assurge a emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suoi mutanti abitanti

Lo spettacolo sarà replicato fino a domenica 17.

L’attore e regista Arturo Cirillo è Rosalinda Sprint, protagonista del celebre racconto lungo – o romanzo breve – di Patroni Griffi. Presentato da Marche Teatro, Fondazione Campania dei Festival / Napoli Teatro Festival Italia e Tieffe Teatro di Milano, “Scende giù per Toledo” racconta il mondo dei travestiti napoletani, un mondo corale dominato dalla figura e dalla storia di Rosalinda, attorno alla quale ruotano personaggi che si chiamano Marlene Dietrich, Baronessa, Maria Callas, Viacolvento.

Continuando il suo percorso di rivisitazione del teatro e della lingua napoletana, dopo Scarpetta e Ruccello, Arturo Cirillo si confronta con Patroni Griffi e il suo mondo dominato dalla disperazione, fatta di personaggi osservati nella realtà e ricreati sulla pagina, attraversoun linguaggio di visionaria poeticità, di appassionato e grottesco realismo.

Interprete e regista dell’allestimento, Cirillo dà voce a tutti i personaggi, ma è anche la voce narrante che racconta, in terza persona, la celeberrima storia di questo travestito.

«Scende giù per Toledo e va di fretta Rosalinda Sprint, è in ritardo col sarto e deve andare da Marlene Dietrich. Fra mezz’ora e quella non aspetta. Colpa della Camomilla Schulz…»

Così inizia il lavoro di Patroni Griffi, corre dietro a Rosalia che sta facendo tardi all’appuntamento con un sarto che si vergogna di riceverlo in casa. Deve provare un cappotto con un grande collo alla Maria Stuarda, che vuole rigido e non floscio, e dunque sostenuto da stecche di balena, quelle dei busti di una volta per signora.  È «… una figura maldestramente ritagliata nella carta, le forbici si sono mangiate parte del bordo intorno intorno, n’è scappata fuori una silhouette in scala ridotta»,  come dice l’autore.

Cirillo rappresenta un mondo mercenario, aggressivo, spietato, talvolta solidale, in contrapposizione alla violenza, alla crudeltà del mondo maschile, perché l’amore di un uomo resta il sogno irrisolto di Rosalinda, segnato da infelici incontri, uomini alla ricerca del loro piacere, egoisti, violenti e profittatori, che la spingono a cercarsi una vita nuova – forse reale, forse immaginaria – in Inghilterra, con la delusione delle scogliere di Dover: al contrario della leggenda, non le appaiono per nulla bianche, così come non lo è la vita che immagina l’aspetti. 

“Scende giù per Toledo” è un flusso di parole che diventano carne, e spesso danza. Un tango disperato, un folleggiare sul baratro, un urlare per non morire.

Sorella immaginaria, e precorritrice della Jennifer di Ruccello e di molti personaggi di Moscato, la Sprint attraversa gli umori, i suoni della città di Napoli, qui, più che mai, diventata luogo metafisico, invenzione di un posto che non c’è.

Le scene sono a cura diDario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, le musiche originali diFrancesco De Melis, le luci di Mauro Marasà.

(Ph by Alessandro Cecchi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *