Saglienno pe’ ll’Arena: la Giornata FAI di Autunno

di Rosanna De Simone

NAPOLI – La Giornata FAI d’Autunno torna domenica 14 ottobre. Con l’evento nazionale la Fondazione Ambiente Italiano invita a riscoprire il propio territorio: le porte del patrimonio storico ed artistico si aprono a tutti i visitatori.

Questa volta il percorso FAI tracciato a Napoli abbraccia il perimetro del Real Orto Botanico: si partirà da via Foria, raggiungibile comodamente da piazza Cavour, e si diramerà per i vicoli alle spalle dell’Orto. Saranno aperti giardini, chiese e ville…piccoli eden di una Napoli sconosciuta.

Di seguito i siti aperti:

  • Real Orto Botanico, via Foria, 223

L’idea di realizzazione un Orto Botanico per la città partenopea appartiene al re Ferdinando IV di Borbone ma fu Giuseppe Bonaparte che nel 1807 istituì il Real Orto Botanico. L’edificio, progettato dagli architetti Fazio e Paoletti, fu costruito su alcuni dei terreni espropriati ai Religiosi di Santa Maria della Pace e fu completato nel 1815. Fin da subito il giardino fu aperto al pubblico e vi furono portate tutte le specie di piante colllezionate nelle residenze private del re. Oggi questo incantevole luogo custodisce ben venticinquemila esemplari vegetali.

Orari: 9 – 14

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni della Scuola Media Statale Viale delle Acacie e del Liceo Scientifico Galileo Galilei

Visite in lingua inglese, francese, spagnolo, creolo, wolof, portoghese a cura di: FAI ponte tra culture Napoli.

  • Giardino e ipogeo Babuk, via Giuseppe Piazzi, 55

Il giardino di Babuk è un vero e proprio eden che si nasconde tra i vicoli di via Foria. Il giardino fu costruito dalla famiglia Caracciolo del Sole per isolarsi dal caos della città. Il giardino è oggi conservato benissimo e al centro svetta ancora lo storico faggio, ma a godere di questo piccolo paradiso non c’è più la storica famiglia, bensì i gatti. Una piccola colonia di gatti si aggira nel giardino trovando ristoro dalle strade limitrofe troppo caotiche da attraversare. La magia di questo posto non finisce nel giardino ma si estende oltre il piano di calpestio. Sotto il giardino si trova un enorme cava naturale usata in passato come cisterna e poi come rifugio durante la II guerra mondiale. Le sue pareti hanno infinite storie da raccontare…

Orari: 9.30 – 17

Visite a cura di: FAI Giovani Napoli

Prenotazione obbligatoria su: https://goo.gl/rkz2MJ

  • Paradisiello, vico Paradisiello

Non tutte la città possono vantare di averne uno in terra, Napoli invece si, ha il suo paradisiello! Attraverso una piccola strada alle spalle del Real Orto Botanico si raggiunge un vicolo ancora più stretto i cui scalini portano al Paradisiello. Dal XVI secolo questo giardino è stato il luogo più ambito dalla nobiltà napoletana. Infatti nei terreni attorno all’attuale via Foria si stavano velocemente edificando palazzi e chiese, ad esempio il monastero di Sant’Eframo nel 1530 e la chiesa di Santa Maria degli Angeli alle croci nel 1583. Il Paradisiello restò col tempo l’unico angolo verde del quartiere e oggi più di allora è un vero e proprio ristoro dalla movimentata città.

Orari: 09.30 – 15

Visite a cura di: Arch. Stefania Salvetti e FAI Giovani

Prenotazione obbligatoria su: https://goo.gl/n239Pm

  • Chiesa Sant’Eframo, piazza Sant Eframo Vecchio

La chiesa di Sant’Eframo è stata fondata insieme al monastero nel 1530 sulla catacomba del V secolo d.C. dove furono sepolti i santi Eframo, che fu vescovo di Napoli, San Martino e San Fortunato. All’interno la chiesa presenta un’unica navata e le cappelle e i complessi decorativi risalgono ai lavori commissionati dai Cappuccini nel XVIII secolo. Recentemente i frati Cappuccini hanno permesso anche gli scavi ed recupero dell’antica catacomba, oggi in parte visitabile. Gli stessi frati hanno anche realizzato un ampio giardino con tanto di stagno, tartarughe e pavoni!

Orari: 9.30 – 17

Visite a cura di: FAI Giovani Napoli

  • Villa di Donato, piazza Sant’Eframo Vecchio

La piazza di Sant’Eframo prende il nome da un bosco dedicato al santo che si estendeva tutto attorno alla chiesa. Tra i pini e le magnolie del bosco nel XVIII secolo i baroni Donato di Casteldonato costruirono una casina di caccia. È stata usata come residenza familiare fino alla morte della discendente marchesa Maria. Dopo essere rimasta disabitata per oltre trent’anni i proprietari hanno deciso di riaprirla ma soprattutto di affrontare un accurato restauro. Si sono recuperati i marmi antichi e gli affreschi originali risalenti al regno di Ferdinando IV, è stato restaurato tutto il complesso architettonico. Oggi ha recuperato in tutto e per tutto l’aspetto di un elegantissima dimora napoletana del XVIII secolo.

Nell’incantevole giardino che circonda la villa il gruppo musicale Jazz do it si esibirà dalle 11 alle 13.30 per arricchire l’esperienza dei visitatori.

Orari: 9.30 – 17

Visite a cura di: FAI Giovani Napoli

Ingresso riservato agli iscritti FAI, possibilità di iscriversi sul posto.

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