Società civile e squilibrio sociale

Nuove generazioni e società: con passione, esperienza e capacità di osservazione si potrebbero ripristinare la vivibilità negli agglomerati urbani martoriati

di Fortuna Iannone

Ripensare allo sguardo affascinato di bambina, che da attenta osservatrice, vedeva correre dal finestrino posteriore di una macchina in marcia sull’autostrada le molteplici varietà del paesaggio, le diversità degli aspetti formali, propri di ogni paese che attraversava, le varietà dell’alternarsi delle essenze nelle aree a verde, le differenti cromaticità delle aree agricole e il loro magicamente cambiare con il variare dei riflessi luminosi della luce solare.

Ritrovarsi adulta su un altro sediolino posteriore, ricercando quelle stesse sensazioni, e accorgersi invece di provare delusione e angoscia scoprendo un paesaggio martoriato, notevolmente ridotto nella parte a verde, sostituito da grossi agglomerati urbani, disposti in maniera causale, realizzati senza alcun rispetto per il circostante e con dubbio gusto estetico nella gran parte dei casi.

Riscoprire la necessità di ripercorrere le fasi dell’esperienza formativa e professionale accumulata nel corso degli anni, che tanto hanno contribuito a far crescere una competenza acquisita principalmente con la passione, l’esperienza e la capacità di osservazione, determinando l’esigenza di dover incominciare a riflettere sulla causa che ha prodotto questa ormai tanto accertata, quanto insoluta, invivibilità dei luoghi: se non si provvederà in tempo, questo trend porterà alla sicura quanto irreparabile devastazione dei territori.

Si avverte, dunque, la necessità di adoperarsi concretamente alla ricerca del giusto equilibrio nelle nostre città, obiettivo che potrà essere raggiunto solo se si rispetteranno quelle semplici e fondamentali regole che consentano di provvedere ad un recupero consapevole, responsabile e giustificato dei nostri territori.

Recupero che, proprio a causa di un persistere nella mancanza di metodo e rispetto delle regole, non riesce a far emergere le criticità che continuano ad accumularsi senza essere risolte, rappresentando il maggior impedimento al raggiungimento della sostenibilità nelle nostre città, che influendo negativamente in tutti i campi della vita sociale, incide di riflesso sullo squilibrio generale della società civile.

Non esiste sensazione peggiore dell’avvertire un fallimento generazionale, recependo di aver trasmesso sfiducia e impotenza su un nulla poter fare, anche se fortunatamente esiste una parte di giovani eccellenze che – nonostante la rassegnazione – persiste nella ricerca della conoscenza e del sapere, raccogliendo tutte le informazioni possibili per accrescere la propria competenza, e non solo per soddisfazione personale.

È perciò necessario un cambiamento di tendenza, che restituisca a capacità e professionalità il ruolo che gli compete all’interno della società civile, provando a ragionare sulla problematica in generale, riflettendo sulla necessità di un tempestivo adoperarsi per il recupero di una coscienza morale. Nascerà così una nuova generazione, che dovrà dimostrare di aver recepito gli errori fatti, essere consapevole delle responsabilità assunte, per mettersi realmente al servizio dell’interesse comune.

Sembra difficile far recepire queste consapevolezze, in una realtà che da troppo tempo si adegua ad un “sistema” ormai obsoleto, sfociando in una superficialità frenetica, che spinge sempre più alla dilagante mancanza di rispetto sia per le persone, che per il “circostante”, inteso come Spazio Fisico Vitale, da tempo sempre più spesso mal considerato, incidendo sulla carenza della vivibilità quotidiana.

Provare a modificare il sistema, dunque, con una politica di mediazione basata sul confronto fra gli esponenti della generazione attuale e quelli della nuova, ragionando sulla condizione odierna per cercare di ristabilire il giusto equilibrio.

Pur non immaginando soluzioni concrete, si avverte dunque, la forte la necessità di una generale presa di coscienza, che si ponga l’obiettivo di considerare di avere un unico e fondamentale obiettivo comune: il ripristino del rispetto reciproco, basato sul rispetto delle regole e sul comune senso del dovere.

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