Storia dell’Emeroteca-Biblioteca Tucci

di MICHELE DI IORIO

 

Napoli sembra proprio essere la culla del giornalismo: primo giornale italiano, La gazzetta di Napoli, fondata nel 1631 in via Monteoliveto – quindi prima della Gazzetta di Mantova, fondata invece nel 1664  – ed Eleonora Pimentel de Fonseca, prima donna italiana ad aver fondato nel 1799 un giornale, il Monitore Napoletano.

Napoli, non solo capitale di cultura, di libri ma anche di giornali. Davvero tanti: dati recenti, Napoli custodisce un patrimonio che ammonta a milioni di euro.

Questo tesoro di carta stampata è racchiuso nel palazzo in piazza Matteotti che dal 1936 ospita la sede della Posta Centrale e dove si trova l’Emeroteca Tucci, il più grande archivio di giornali del mondo dal 1648 ad oggi. Ma non solo: una biblioteca raccoglie oltre 45mila volumi dal Quattrocento ai giorni nostri, un’interessante raccolta di bandi, decreti, ordinanze e leggi dal Cinquecento al Novecento, collezioni di manoscritti e lettere inediti di prelati, scrittori, poeti, statisti, autorità pubbliche e militari, raccolta di manifesti letterari, politici e artistici.

Se si va all’Emeroteca-Biblioteca Tucci subito l’odore particolare della carta frammisto a quello di secoli riempie le narici, e si riscopre l’amica carta, quasi dimenticata in questi ultimi anni dove la digitalizzazione la fa da padrona. Ma niente paura: per gli ipertecnologici l’archivio dell’Emeroteca è consultabile anche on line su www.emerotecatucci.it

L’Emeroteca Tucci, già Emeroteca dei Giornalisti, venne fondata nel 1907 e intitolata alla memoria del giornalista Vincenzo, corrispondente del Giornale di Sicilia.

Fu proprio nella sede di piazza Matteotti che nel 1924 nacque il Sindacato fascista dei giornalisti. L’anno successivo, nel 1925, per volere di Benito Mussolini, fu istituito per legge l’albo professionale e quindi nacque l’Ordine nazionale dei Giornalisti.

L’Emeroteca il 24 giugno 1999  venne dichiarata dal MiBac «… di notevole interesse storico»

Già nei primi anni del XX, esattamente nel 1907, i direttori delle varie testate insieme con  Florindo Gentile, corrispondente dell’agenzia Stefani, antenata dell’ANSA fondarono a Napoli la prima organizzazione giornalistica, il Sindacato Corrispondenti,  in due stanze di un edificio di fronte il palazzo della Posta Centrale, a quel tempo Palazzo Gravina a Monteoliveto, e nel 1912 lo fondarono l’Unione dei Giornalisti Napoletani.

Per concedere maggior spazio, l’allora ministro delle Poste Italiane Gaspare Colosimo, nel gennaio 1914 inaugurò la Sala Stampa in Palazzo Gravina.

Nel 1915 il nuovo ministro Vincenzo Riccio donò all’Emeroteca l’intera collezione del giornale Il Pungolo, acquistò nuove scaffalature e donò a tale istituzione del Sindacato la somma di duecento lire e nel 1916 fu inaugurata la nuova sala stampa con il subentrato ministro Luigi Frera.

Nel 1917 venne in visita all’emeroteca un giornalista vestito da bersagliere, Benito Mussolini, direttore del giornale Il popolo d’Italia.

Aumentando la mole di fogli  e la ricchezza raccolte in archivio dei giornali nell’emeroteca di Napoli, il ministro delle Poste Rosario  Pasqualino Vassallo, dispose che personale postale fosse impiegato nella sorveglianza dell’Emeroteca, anche di notte. Ma le due stanze a disposizione a Palazzo Gravina erano insufficienti, così nel 1936 fu trasferita nel nuovo palazzo delle Poste Italiane nell’odierna piazza Matteotti

Bombardato nel 1942, oltre a registrare una vittima tra il personale, per un incendio perse alcune importanti collezioni. Durante l’occupazione alleata la sede dell’Emeroteca, ben conosciuta negli USA per la sua importanza, venne rispettata per ordine di  William Green, responsabile dei servizi alleati postali americani in Italia.

In seguito fu riorganizzato il sindacato, la sala stampa e l’emeroteca con i primi 2000 volumi di raccolte di antichi giornali ad opera dei giornalisti Vincenzo Tucci, Orazio Carratelli, ed Emilio Spadetti. Cominciò una collezione di giornali di grande pregio e rari in tutto il mondo, come i fogli stampati dal 1476 antenati di  La gazzetta di Napoli.

Nel 1970, l’Emeroteca Napoli raccoglieva, direttore  Salvatore Maffei, 312 collezioni di giornali antichi e più recenti in 3700 volumi.Tra i suoi collaboratori va ricordato Giuseppe Del Noce, storico e direttore dell’Esko Posta, ovvero la Polizia interna, nonché direttore compartimentale della  provincia di Napoli, 1927-1991, e poi Antonio Perna.

La cosa che soprattutto dispiace è che l’Emeroteca-Biblioteca Tucci, altissimo valore aggiunto della città, sia conosciuta da pochi napoletani, nonostante sia nota ovunque e consultata da tutto il mondo.

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