Una Napoli di luci ed ombre – L’intervista a Maurizio de Giovanni

di Tonia Ferraro

Di Maurizio de Giovanni, classe 1958, si sa già tutto. Non solo scrittore e autore teatrale, è grande tifoso del Napoli e appassionato di calcio. Ultimamente si è cimentato come sceneggiatore per la serie televisiva I Bastardi di Pizzofalcone, con Alessandro Gassman nei panni dell’ispettore Giuseppe Lojacono, l’uomo  con gli occhi da cinese. Lo script della fiction è basato sui tre romanzi I Bastardi di Pizzofalcone, Buio e Gelo. Sta inoltre collaborando alla sceneggiatura di un film di produzione europea, che però non sarà ambientato a Napoli, tratta da Le lacrime del coccodrillo.

Nei suoi prossimi progetti c’è ancora uno script basato sulla figura dell’altro suo commissario, Ricciardi, l’uomo dagli occhi verdi.

Su richiesta di Toni Servillo si è cimentato per la prima e unica volta nella poesia in lingua napoletana con ‘O vecchio sott’o ponte, magistralmente interpretata dal grande attore in Servillo legge Napoli.

Complice la grande disponibilità e gentilezza di Maurizio e della sua insostituibile collaboratrice, la moglie Paola, Lo Speakers Corner ha intervistato de Giovanni.

L’universo femminile dei suoi romanzi: come sarebbero i suoi personaggi senza donne? 

Al di là dei personaggi fissi, cioè di quelli che rispondono alla narrazione seriale, ho sempre in gran conto e ho grande cura dei personaggi femminili in genere, perché scrivo sempre e comunque di delitti passionali, non finanziari o di criminalità organizzata. Questo vale sia per la serie dei Bastardi di Pizzofalcone sia per quella di Ricciardi. Chiaramente, scrivendo di passioni il detonatore sono le donne, non solo negli uomini ma nelle donne stesse. L’emozione principe e depositaria delle altre emozioni, delle altre passioni, anche e soprattutto quelle che sfociano nel delitto, deriva dall’amore, dalla passionalità e dall’attrazione nei confronti delle donne. I sentimenti tra uomini sono più razionali, molto meno passionali. Quindi credo che sia una questione di tematica che porta l’universo femminile ad essere funzionale nei confronti dei personaggi principali. 

La sacralità del femminiello napoletano: Bambinella è una sorta di deus ex machina?

Bambinella rappresenta la Napoli di sotto, ed è funzionale al personaggio del brigadiere Maione, che invece è l’allegoria della Napoli di sopra, di tutto quello che succede nella quotidianità. Bambinella sa tutto, vede tutto … Rende possibile tutto quello che accade sopra … 

Ha trovato più congeniale scrivere sceneggiature?

No, direi di no. Scrivere romanzi è molto più complesso ma anche più gratificante. Scrivere una sceneggiatura cinematografica o televisiva, o anche per il teatro, è certamente più diretto, più leggero e sicuramente meno impegnativo, almeno per me. 

Ha avuto modo di dire che nel 2019 appenderà la penna al chiodo.

Si. Devo portare a termine l’arco narrativo di Ricciardi e Lojacono. Scrivo un libro all’anno per serie: ne esce uno ogni sei mesi. Passati questi tre anni non vorrei firmare altri contratti editoriali e fermarmi.

È una terrificante promessa o intende solo dire che per quella data terminerà le parabole di Ricciardi e di Lojacono?

Non lo so … Vorrei fermarmi in assoluto.

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