Veglia di preghiera contro la camorra

Dio ha tanto amato il mondo, ma l’uomo no: uccide, ruba e, quel che è peggio, è assente… Venerdì 27 dicembre la veglia di preghiera dei presbiteri porticesi

di Stanislao Scognamiglio

PORTICI (NA) –  Nella piazza Padre Salvatore Iovino antistante la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova in via dell’Università nella serata di venerdì 27 dicembre si è tenuta la veglia di preghiera Per amore del mio popolo non tacerò.

Alla veglia oltre ai presbiteri che esercitano il loro apostolato nel territorio della Città di Portici, hanno preso parte numerosi cittadini, alcuni dei quali appartenenti ad Associazioni laicali   impegnate nel sociale.

Eccetto la presenza di due consiglieri comunali d’opposizione, nonostante l’accorato invito loro rivolto, è stata evidenziata la totale assenza dei rappresentanti delle Istituzioni civiche e degli organi d’informazione locali.

La veglia è stata presieduta dalla terna di sacerdoti: monsignor Raffaele Galdiero, decano, don Giorgio Pisano e fra Roberto Sdino.

La preghiera in chiesa è stata intervallata dagli interventi vocali e musicali, eseguiti:

  • dagli strumentisti del coro parrocchiale di Sant’Antonio di Padova,
  • dall’attore Ernesto Lama, che con vibrante ed emozionante voce ha letto la lettera, scritta e diffusa nel 1991, da don Peppe Diana, parroco della chiesa di San Nicola di Bari in Casal di Principe, in provincia di Caserta, con la quale chiedeva un impegno civico contro la camorra dei Casalesi;
  • dal cantautore Nero Nelson, che ha interpretato il suo brano ’A verità.

Seguendo la Croce, sacerdoti e popolo, infine, si sono portati in processione nel piazzale, delimitato da un ampio striscione su cui campeggiava la scritta policroma Per amore del mio popolo non tacerò.

La veglia è stata chiusa con la lettura a più voci dell’Appello alla città: per una città sicura che si cura, sottoscritto da tutti i presbiteri.

Si riporta per intero il testo dell’Appello

Dio infatti ha tanto amato il mondo

 da dare il Figlio unigenito, perché

 chiunque crede in lui non vada perduto,

 ma abbia la vita eterna

(Gv.3,16)

Una persona uccisa a Portici, nella nostra città…

Tante le considerazioni da fare. Incominciando dai moti dell’animo. Un essere umano è stato privato della sua vita. Una famiglia di un padre. All’antivigilia del Natale del Signore, un’immagine che sconvolge il presepe che richiama armonia e gioia. C’è un anti-presepe in atto. Un omicidio non è mai una cosa giusta. Qualsiasi siano le colpe dell’ucciso.

In tanti, si corre. Verso dove?

Il traffico insopportabile della città, il flusso strombazzante ed esasperato delle auto che esalano veleni malefici. La gente distratta da tentativi di acquisti. I commercianti speranzosi di vendere qualcosa per pagare le molteplici ed esose tasse.

Intanto in V. Università, nei pressi di un bar, c’è un uomo riverso per terra.

Il volto triste da parte di alcuni, desolato di altri. I commenti, le chiacchiere, la curiosità della gente comune. Altra gente si ferma, in silenzio ad osservare. Il quartiere è spaventato.  

Sembra che sia la droga a comandare ancora di più, oggi nella nostra città e avere la meglio. A causa di una domanda incalzante da parte di tantissimi “acquirenti”, giovani e adulti, il mercato di essa è diventato ancora più florido. Persone di tutti i ceti sociali l’assumono.

Continue piazze di spaccio, nascono dall’oggi al domani. Tanti sotterfugi per vendere la morte. La malavita si arricchisce e, a differenza del passato, porta a morire i suoi giovani gregari, i quali, per compiere atti criminali, ricorrono alla stessa “roba”.

La dipendenza da droghe viene nascosta da parte di alcuni, mal celata da parte di altri, evidente ancor più, da tanti altri. Immaginiamo cosa succede durante le prossime feste.

Maledetta droga!  Maledetta camorra.

Le forze dell’ordine alle prese con un omicidio che sconvolge la città. Gli sforzi di queste persone in divisa che cercano di operare con impegno, sembrano essere neutralizzati dai facili domiciliari concessi agli spacciatori, chiamiamoli pure con un già rodato inglesismo: pusher. Essi purtroppo, continuano a smerciare morte.

I diversi tentativi di Comunità parrocchiali e di alcune associazioni e insegnanti, a favore di giovanissimi sembrano vani. Tanti ragazzi appaiono già persi e incamminati sulla via del farsi male e del fare il male.

Ma non è così! Non deve essere così.

C’è una linea di bene che continua e che non bisogna estinguere. Il contagio è necessario. Mai fermarsi. Occorre un sussulto degli animi. Occorre risvegliarsi come famiglie e aprirsi già nei propri condomini per estirpare le radici dell’indifferenza e dell’isolamento.

Il Natale del Signore è un’opportunità di vita e di speranza per intraprendere nuove strade… per tornare ad essere umani. Cristo si è incarnato nella nostra umanità. Impariamo con Lui a fare il bene che non è un’esibizione per vendere prodotti.

Avere a cuore la città iniziando dalle piccole cose di ogni giorno. Da ciò che sembrano dettagli. Ma non lo sono: una persona anziana che attraversa la strada, un auto che è ferma sulle strisce pedonali, un ragazzo che spinella ordinariamente tra la gente, un bimbo di pochi anni che tenta di camminare per strada, al Viale L. da Vinci, davanti ai suoi genitori e viene sbalzato da un passante frettoloso e distratto. E così potremmo continuare… a lungo.

Scopriamo l’importanza di essere cittadini, di abitare dignitosamente la città collaborando con le istituzioni, adoperandoci con azioni efficaci di volontariato. La costanza premia. Iniziamo ad essere cittadini. Ognuno per la sua parte. A nessuno manchi la possibilità di partecipare ad un nuovo presepe vivente, che duri di più, anzi per sempre. Occorre scegliere da che parte stare.

Tante dichiarazioni non mancheranno da parte di tutti. E anche il tentativo di discolparsi e accusare altri. Basta!

Riscopriamo altri “brindisi” da fare che non rendono brilli in tanti nelle nostre piazze. Riscopriamo la gioia dello stare insieme serenamente.

Pertanto ci raduneremo presso la Chiesa di s. Antonio in v. Università venerdì 27 dicembre alle 19.30.

Occorre risvegliarsi dal torpore prima che sia troppo tardi. Questo Natale è un’opportunità. Viviamolo in pienezza! Che vinca la Vita!

                                                                                                                I presbiteri di Portici 

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