Adotta una Mamma
Università Federico II, si presenta la campagna di fund raising Adotta una Mamma per il progetto Mama Trial
In Nord Uganda, e in particolare nella regione di Gulu, la mortalità materna continua a rappresentare un’emergenza sanitaria di enorme rilevanza. Ogni anno, troppe giovani donne perdono la vita durante la gravidanza o il parto, spesso per complicanze che potrebbero essere prevenute con adeguata assistenza e interventi mirati. È un grido d’allarme che ha raggiunto anche l’Italia e che la Fondazione dell’Università Federico II ha deciso di accogliere con impegno concreto.
Martedì 9 dicembre, alle 11.30, nella sala del Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, sarà presentata la campagna di fund raising dedicata al progetto “Mama Trial”, affiancata dall’iniziativa di crowdfunding “Adotta una Mamma”, ospitata sulla piattaforma solidarietaattiva.it. Due strumenti complementari che puntano a sostenere un’unica missione: ridurre il numero di morti materne a Gulu attraverso ricerca scientifica e interventi di prevenzione.
Alla base del progetto “Mama Trial” vi è l’evidenza, emersa da studi recenti, di un legame significativo tra la carenza di vitamina D e l’aumento del rischio di complicanze gravi in gravidanza. In quest’area dell’Uganda, condizioni di povertà diffusa, alimentazione insufficiente, limitato accesso alle cure prenatali e carenze nutrizionali croniche rendono molte donne particolarmente vulnerabili. La mancanza di vitamina D, spesso ignorata o non diagnosticata, può contribuire allo sviluppo di patologie come diabete gestazionale, ipertensione e parto prematuro, tutte tra le principali cause di mortalità materna.
Proprio per questo lo studio sarà effettuato su 2000 donne che riceveranno dosi di vitamina D3, con l’obiettivo di valutare in modo sistematico l’impatto della somministrazione sulla salute materna e neonatale.
L’iniziativa mira non solo a salvare vite, ma anche a costruire un modello replicabile in altre regioni dove le stesse condizioni favoriscono un alto rischio per le mamme.

