Antiqua, un patrimonio culturale accessibile e condiviso
Scopri come il patrimonio culturale del Parco Archeologico di Ercolano si può aprire a tutti attraverso percorsi inclusivi e supporti adeguati
Il Parco Archeologico di Ercolano il 29 maggio non sarà soltanto un luogo da visitare, ma uno spazio di confronto e formazione, un’aula a cielo aperto dove il passato entrerà in dialogo con il futuro della tutela culturale. Studenti e docenti dell’Università Federico II di Napoli, dell’École du Louvre di Parigi e dell’Université de Lille si ritroveranno per una giornata di studio dedicata a tre temi che stanno ridefinendo il rapporto con il patrimonio: accessibilità, comunità e innovazione digitale.
Non si tratta di una semplice cornice simbolica, ma di una scelta precisa: portare la formazione dentro il patrimonio, facendone esperienza diretta. A Ercolano teoria e pratica si intrecciano continuamente; ogni strada antica, ogni muro, ogni traccia del tempo diventa parte di una riflessione più ampia sul modo in cui il patrimonio viene raccontato, condiviso e vissuto. È da questa visione che nasce il seminario internazionale “Antiqua. Narrare il Passato”: non osservare la storia da lontano, ma entrarci dentro, lasciandosi interrogare dalle sue fragilità e dalle sue possibilità.
Ad aprire i lavori del Seminario Il Seminario, dal titolo Antiqua. Narrare il Passato, saranno Federica Colaiacomo, Direttrice di PaErco, e la funzionaria archeologa Maricarmen Pepe, che illustreranno un’idea di accessibilità intesa non come progetto separato, ma come pratica quotidiana. Rendere Ercolano realmente fruibile significa rivolgersi a pubblici differenti — scuole, comunità locali, visitatori con esigenze specifiche — e trasformare il sito in uno spazio capace di accogliere, ascoltare e creare relazione.
Al centro dell’intervento di Sarah Senatore del Packard Humanities Institute, partner storico del Parco, ci sarà invece il rapporto tra sito archeologico e territorio contemporaneo. I progetti sviluppati con la comunità ercolanese mostrano come un sito UNESCO possa diventare parte integrante della vita civile, contribuendo alla costruzione dell’identità collettiva e alla partecipazione culturale. A Ercolano la comunità non resta spettatrice, ma diventa parte attiva del racconto del patrimonio.
Il funzionario archeologo Simone Marino presenterà poi la piattaforma digitale del Parco, pensata per superare i confini fisici del sito e ampliare le possibilità di accesso alla conoscenza. Collezioni, contenuti scientifici e strumenti educativi diventano così disponibili anche a distanza, offrendo nuove modalità di fruizione e approfondimento sia a chi non può visitare il sito sia a chi desidera prolungarne l’esperienza oltre la visita.
La mattinata si concluderà con una visita guidata condotta dai funzionari del Parco e dai professionisti del Packard Humanities Institute. Sarà il momento in cui la riflessione teorica si trasformerà in esperienza diretta: gli studenti attraverseranno le strade dell’antica città osservando, ascoltando e confrontandosi con il patrimonio in modo concreto e partecipato.
La scelta di Ercolano come sede del seminario non è casuale. Il Parco rappresenta oggi un modello internazionale non solo per lo straordinario stato di conservazione del sito, ma anche per il metodo con cui viene gestito, fondato sull’integrazione tra ricerca scientifica, sostenibilità, accessibilità e rapporto con il territorio. Accogliere tre università europee significa portare qui le nuove generazioni che domani studieranno, interpreteranno e proteggeranno il patrimonio culturale.
Antiqua. Narrare il Passato si inserisce così in un percorso più ampio di apertura del Parco alla formazione universitaria e alla cooperazione internazionale. È la conferma di una visione precisa: la valorizzazione del patrimonio passa attraverso chi lo studia, lo racconta e lo trasmetterà alle generazioni future. E passa soprattutto attraverso luoghi come Ercolano, dove il passato continua a essere una risorsa viva, capace di formare, ispirare e trasformare il presente.
