Arrivano i saldi
In Campania al via dal 3 gennaio i saldi invernali: si prevede un giro d’affari da 750 milioni di euro
I saldi invernali in Campania Partiranno da sabato 3 gennaio. Secondo le stime del Centro Studi di Confesercenti Campania, il giro d’affari complessivo raggiungerà circa 750 milioni di euro. Un campano su due approfitterà degli sconti, ma con una maggiore attenzione al portafogli: la spesa media pro capite sarà di circa 200 euro, in calo di 10-15 euro rispetto ai saldi dello scorso anno.
Un contributo significativo arriverà dal turismo. Nelle prossime settimane, infatti, la presenza di visitatori italiani e stranieri inciderà in maniera rilevante sul fatturato: ogni turista spenderà mediamente 100 euro durante il periodo dei saldi, per un apporto complessivo stimato intorno ai 250 milioni di euro.
A pesare sul quadro generale sono però i cosiddetti pre-saldi, una pratica irregolare che continua a diffondersi.
Quasi il 18% dei consumatori campani – spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno – ha già effettuato acquisti prima dell’avvio ufficiale dei saldi, in una fase di vera e propria “giungla” di sconti non regolamentati.
In questa fase, i campani avrebbero già speso circa 90 milioni di euro, risorse che non confluiranno nei saldi ufficiali. Il fatturato effettivo prodotto sul territorio nei prossimi 60 giorni sarà quindi di circa 660 milioni di euro, al netto di quanto già speso.
Confesercenti Campania rinnova inoltre l’invito a privilegiare i negozi di prossimità, sempre più penalizzati dalla crescita dell’e-commerce. Secondo i dati dell’associazione, il 59% dei campani intende acquistare online durante i saldi, orientando verso il web circa 223 milioni di euro.
La scelta dell’online – sottolinea Schiavo – incide pesantemente su un settore già in forte difficoltà come quello dell’abbigliamento campano. Le grandi piattaforme, che spesso pagano tra il 60 e il 70% di tasse in meno rispetto alle imprese locali, esercitano una concorrenza sleale. È indispensabile una regolamentazione: chi vende online deve rispettare le stesse regole dei negozi di vicinato.
Da qui l’appello di Confesercenti all’apertura di un tavolo nazionale per definire norme chiare sia sulle vendite online sia sulla disciplina di saldi e pre-saldi.
Non può continuare una situazione – conclude Schiavo – in cui il più forte schiaccia il più piccolo. L’ossatura del commercio italiano, soprattutto al Sud e in Campania, è fatta di piccole e medie imprese, spesso artigianali e a conduzione familiare.
I dati di consumo confermano che anche quest’anno i prodotti più acquistati saranno quelli dell’abbigliamento, in particolare tramite il web. In testa alle preferenze scarpe, maglioni, giubbini, pantaloni e vestiti. La spesa media in Campania resta inferiore alla media nazionale, con una propensione più elevata tra gli over 35. Napoli si conferma il principale motore dei consumi regionali: tra città e provincia si stima una spesa complessiva di circa 380 milioni di euro, oltre il 60% del totale regionale, considerando anche gli acquisti già effettuati nei pre-saldi.
