Comunicare con gentilezza
Una conferenza sul ponte tra emozioni, salute e relazioni organizzata dal Centro Psicosintesi per mostrare come emozioni e gentilezza migliorino la salute mentale
AVELLINO – Le parole hanno il potere di ferire con un click o di curare con un messaggio. In un’epoca in cui il dialogo autentico sembra farsi sempre più raro, la comunicazione gentile emerge non solo come una buona abitudine, ma come una vera e propria pratica di salute mentale.
Di questo si discuterà venerdì 6 febbraio, alle ore 18, al Circolo della Stampa in Corso Vittorio Emanuele II. Il Centro di Psicosintesi presenta la conferenza dal titolo: Comunicare con gentilezza: un ponte tra emozioni, salute e relazioni.
La parola come atto creativo
L’incontro si propone come un momento di profonda riflessione sull’impatto del linguaggio nella nostra quotidianità. Comunicare con gentilezza non significa limitarsi alle formule di cortesia, ma scegliere consapevolmente di incontrare l’altro attraverso la presenza e l’ascolto.
Ogni parola pronunciata è, infatti, un atto creativo: può nutrire la fiducia e armonizzare le emozioni o, al contrario, generare chiusura e conflitto. Come spiegano gli organizzatori: È un atto di volontà amorevole che armonizza pensiero, emozione e azione, generando un campo relazionale capace di curare.
Il Centro di Psicosintesi
Il Centro di Psicosintesi di Avellino, ispirato alla visione dello psichiatra Roberto Assagioli, è un punto di riferimento per la crescita personale e il benessere psicologico.
Attraverso seminari, percorsi esperienziali e servizi di ascolto, il centro promuove lo sviluppo armonico della personalità in sinergia con le altre sedi nazionali dell’Istituto di Psicosintesi.
Come partecipare
La conferenza è aperta a tutti: cittadini, insegnanti, professionisti e chiunque desideri esplorare come le parole possano diventare uno strumento di cura in famiglia, sul lavoro e nella comunità.
L’ingresso è libero.
Basterà presentarsi direttamente alla sede del Circolo della Stampa all’orario indicato.
