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Diari di Caffè (s)corretto – A spasso con il navigatore di Giovanni Renella | 13

Tra ironia, vita quotidiana e codice della strada, Giovanni Renella racconta un viaggio al supermercato con il suo inflessibile “navigatore supremo”: la moglie

di Giovanni Renella

A spasso con il navigatore

Dopo aver trascorso qualche giorno di ferie, parcheggiata all’ombra di un albero nel cortile di casa, la mia vecchia auto non ne vuole sapere di ripartire.

Forse mi tiene il broncio perché si aspettava di andare un po’ in giro lungo la tanto decantata costiera amalfitana, ormai celebrata anche dalla ninodangiolesca hit che ne porta il nome, e non comprende il motivo di tanta immobilità: difficile spiegarle la necessità di dover assistere chi non riesce più a badare a sé stesso.

Mentre collego i cavi dell’avviatore di emergenza ai poli della batteria, non senza aver sbagliato invertendoli al primo tentativo, nella speranza di rabbonirla le garantisco che a breve, al raggiungimento dei suoi fatidici 18 anni, per la maggiore età le regalerò un treno di gomme nuove.

Sarà la promessa del cambio degli pneumatici, sarà l’impulso dell’alimentatore, l’auto si riavvia.

Mi metto al volante con al fianco mia moglie, il fedele copilota che mi fa da navigatore da quando presi la patente 45 anni fa, e parto alla volta del supermercato.

L’autoradio, tanto per restare in tema quattroruote, dà la notizia di prossimi cambiamenti nel codice della strada che però non entreranno in vigore prima del 2027, perché il testo in circolazione è una bozza di lavoro che deve ancora essere scritta in forma definitiva, approvata e seguita dai regolamenti attuativi.

Intanto il mio copilota, dopo un perentorio richiamo a moderare la velocità, peraltro già contenuta ben al di sotto dei limiti consentiti dalle norme, ma non da lei, commenta con disappunto la notizia del possibile abbassamento a 17 anni dell’età per prendere la patente B, non sentendosi per nulla rincuorata dall’apprendere che la guida da soli sarebbe possibile, comunque, solo al compimento del diciottesimo anno di età: già le sembravano insufficienti i diciotto anni, figuriamoci i diciassette.

E poco le interessa che la novità recepisca una direttiva europea e non si tratti di una produzione autoctona del nostro ordinamento giuridico: diciassette anni sono pochi, e non si discute!

Di sicuro non sarò io a sostenere la causa dell’abbassamento del limite d’età contro il parere del mio copilota, con cui passo l’intera giornata fra casa e ufficio.

C’è ancora un bel tratto di strada da percorrere prima di arrivare a destinazione e fra un “attento a destra”, un “occhio all’incrocio” e l’ennesimo “devi andare più piano”, io e il navigatore supremo apprendiamo che fra le ipotesi allo studio ci sono la possibilità per i motociclisti di percorrere la corsia di emergenza in caso di incidente o forte rallentamento in autostrada, garantendo comunque il transito dei mezzi di soccorso, e l’introduzione della circolazione per file parallele su autostrade e superstrade a tre corsie, con la conseguenza che il superamento sulla destra non costituirebbe più un’infrazione del codice.

Una modifica che stravolgerebbe un principio consolidato della circolazione italiana: il divieto assoluto di sorpasso a destra.

Ora, considerato che la categoria di automobilisti che più schifo in assoluto è quella di chi ti sorpassa sulla destra, e lascio a voi la valutazione sulla pericolosità del fatto, spero che le associazioni e gli operatori del settore, interpellati dal MIT per una opportuna consulenza e per i suggerimenti del caso, facciano muro evidenziando l’enorme rischio di incidenti che porterebbe con sé lo sdoganamento del sorpasso a destra, anche se limitato a strade e autostrade a tre corsie.

Intanto siamo arrivati nel parcheggio del supermercato e mentre io mi guardo intorno, spaesato, alla ricerca di un po’ di spazio dove posteggiare l’auto, il mio copilota, dotato di sofisticatissimi sensori di parcheggio naturali, ha già individuato almeno tre posti liberi in cui avremmo potuto fermarci, se io non li avessi oltrepassati perché non sto andando piano.

Poiché non ho mai saputo sincronizzare lo spegnimento dell’autoradio con quello del motore, anche se ho già estratto la chiave dal quadro, le notizie continuano a fluire e abbiamo il tempo di apprendere che, al momento della visita medica per il rinnovo della patente, saranno accentuati i controlli sui riflessi degli anziani alla guida.

Al che, preoccupato per il veloce scorrere degli anni, faccio per spegnere la radio, ma la mano repentina del navigatore supremo, che per inciso non ha mai voluto prendere la patente, mi blocca: deve sapere, prima ancora che entrino in vigore, quali restrizioni lei dovrà applicare per consentirmi o meglio concedermi di continuare a guidare nei prossimi anni.

 

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Giovanni Renella, nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI.

2017 – Pubblica una prima raccolta di short stories, intitolata “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui vince il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (Albissola), riceve una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (Roma) ed è fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (Viareggio).

Vince il premio “A… Bi… Ci… Zeta” (Minturno) per i racconti bonsai.

2018 – Finalista alla prima edizione del Premio Letterario Cavea (Genzano di Roma).

Le antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed.) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed.) pubblicano due suoi racconti

2019 – Pubblica la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni con cui vince il Premio Speciale della Giuria al “Premio Letterario Internazionale Città di Latina”.

2020 – Le antologie “Cento parole”, “Ti racconto una favola”, “Io resto a casa e scrivo” edite dalla Kimerik pubblicano alcuni suoi racconti.

Finalista al Premio Bukowski 2020.

2021 – Pubblica due favole nell’antologia “Ti racconto una favola 2021” ed. Kimerik.

Pubblica un racconto nell’antologia “Desiderio d’estate” ed. Ensemble.

2022 – Alcuni dei suoi racconti sono pubblicati dalla Rudis Edizioni nelle raccolte “Storie d’estate”, “Pianeta favole” e “Storie di Natale” e dalla casa editrice Historica nel volume “Storie e leggende di Natale”

2023 – Ivvi editore pubblica un suo racconto nel volume “Scrittori italiani. Libro blu” per la Collana Coralli

Historica Edizioni pubblica due suoi racconti nei volumi “Favole e fiabe 2023” e “Racconti estivi”

Ensemble Edizioni pubblica un suo racconto nell’antologia “Venti23 – Un’altra estate”

Historica Edizioni pubblica un suo racconto nel volume “Storie d’amore 2023”

2024 – Esce un suo racconto nel volume “Favole e fiabe” edito da Historica

Pubblica la raccolta di racconti “Trame diverse” edito da Narrazioni Clandestine

2025- Historica edizioni pubblica un suo racconto nel volume “Favole e fiabe” 

Con Rudis Edizioni pubblica un racconto nell’antologia “Fiabe e fantasy”

 

Cliccando su questo link https://wp.me/p60RNT-3Zh puoi trovare i racconti pubblicati da Giovanni Renella sulle nostre pagine

Un pensiero su “Diari di Caffè (s)corretto – A spasso con il navigatore di Giovanni Renella | 13

  • Michele Maggio

    Caro dr.Renella è sempre immenso il piacere di leggere queste storie, che rispecchiano la realtà che viviamo ogni giorno con i copilota di vita, aiutandoci a non pensare di essere soli in questo mondo ad avere accanto piloti premurosi, ma spesso troppo premurosi. Mi complimento pertanto ancora una volta per il successo che meritano questi scritti, meritevoli di una diffusione più che capillare. Bravo!

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