Diari di Caffè (s)corretto – Tutti a scuola! di Giovanni Renella | 14
Un racconto brillante e nostalgico sul ritorno a scuola: tra dibattiti sul caldo, ricordi degli anni Ottanta e riflessioni sulla vita scolastica di ieri e di oggi
di Giovanni Renella
Tutti a scuola!
Mentre “l’estate sta finendo”, come avrebbero cantato i Righeira, c’è qualcosa che invece sta per cominciare, attesa con aspettative diverse da genitori e figli.
Di cosa stiamo parlando?
Ca va sans dire: dell’inizio del nuovo anno scolastico!
Fra qualche giorno le scuole, fra statali e paritarie, riapriranno i cancelli a poco meno di otto milioni di studenti per la ripresa delle lezioni.
Prima ancora che docenti e alunni occupino le loro reciproche posizioni, in cattedra o nei banchi, è già in corso, però, un acceso dibattito fra chi sostiene l’esigenza di procrastinare l’avvio delle lezioni per il perdurare dell’ondata di caldo e chi sostiene l’esigenza di avviare comunque, senza ulteriori indugi, le attività didattiche.
Con il disincanto di chi ha vissuto il suo ultimo anno di scuola agli albori degli anni Ottanta del secolo scorso, rifletto sul mio essere stato studente in quel fatidico anno scolastico 1980/1981: l’anno della mia maturità!
All’epoca l’accesa discussione che sta animando questo ultimo scorcio di estate su giornali e televisione non solo non avrebbe fatto notizia ma avrebbe suscitato più di un interrogativo sulla salute mentale degli interlocutori delle opposte fazioni.
Evitando, democristianamente, di schierarmi per l’una o l’altra parte, penso a quanto tempo, da quel lontano inizio degli anni Ottanta, si sia perso, e si stia perdendo, per rendere le scuole accoglienti e confortevoli per chi ci lavora o ci studia.
Sorvolo, per carità di patria, sui vari ministri che si sono succeduti alla guida del dicastero della pubblica istruzione negli ultimi quarant’anni e passa e sulla loro distanza siderale dal mondo della scuola e fatico a trattenere il riso se penso ai banchi a rotelle pensati e acquistati per fronteggiare la questione del contagio nel periodo del covid.
Immagino che la didattica a distanza potrebbe essere d’aiuto per fronteggiare la questione delle avversità climatiche, ma non avendo le competenze necessarie mi astengo, sempre democristianamente, dal proporla quale soluzione per il gran caldo che professori e ragazzi patirebbero nel chiuso di aule non climatizzate in questa estate che sembra non voler finire mai (e credetemi accosto i termini “climatizzatore” e “aula” senza alcuna ironia o sarcasmo di sorta, consapevole del paradosso a cui la citazione congiunta potrebbe indurre).
Inevitabilmente, la nostalgia della giovinezza mi riporta al mio ultimo anno di scuola, quando non esistevano smartphone, registri elettronici o chat di classe; si usavano il gesso e la lavagna di ardesia, i quaderni senza griffe e le penne Bic (spesso smontate o con i cappucci masticati) e le gomme da cancellare bicolore.
Le verifiche si facevano rigorosamente con la biro sui fogli protocollo e le interrogazioni a sorpresa erano un incubo ricorrente degno di Nightmare.
Il diario era il social network di quei tempi, personalizzato con adesivi, dediche dei compagni e foto ritagliate dai giornali.
Non so se per il ragazzo che ero allora quei giorni erano migliori di quelli che stanno vivendo gli studenti di oggi.
È certo, però, che non potrò mai dimenticare l’esortazione di quel preside del liceo a stringerci e stare più vicini per fronteggiare il freddo delle aule quando si guastava l’impianto di riscaldamento: un genio, un creativo della didattica inclusiva che nessun ex liceale di sessant’anni e passa, della mia città, potrà mai dimenticare!
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Giovanni Renella, nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI.
2017 – Pubblica una prima raccolta di short stories, intitolata “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui vince il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (Albissola), riceve una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (Roma) ed è fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (Viareggio).
Vince il premio “A… Bi… Ci… Zeta” (Minturno) per i racconti bonsai.
2018 – Finalista alla prima edizione del Premio Letterario Cavea (Genzano di Roma).
Le antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed.) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed.) pubblicano due suoi racconti
2019 – Pubblica la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni con cui vince il Premio Speciale della Giuria al “Premio Letterario Internazionale Città di Latina”.
2020 – Le antologie “Cento parole”, “Ti racconto una favola”, “Io resto a casa e scrivo” edite dalla Kimerik pubblicano alcuni suoi racconti.
Finalista al Premio Bukowski 2020.
2021 – Pubblica due favole nell’antologia “Ti racconto una favola 2021” ed. Kimerik.
Pubblica un racconto nell’antologia “Desiderio d’estate” ed. Ensemble.
2022 – Alcuni dei suoi racconti sono pubblicati dalla Rudis Edizioni nelle raccolte “Storie d’estate”, “Pianeta favole” e “Storie di Natale” e dalla casa editrice Historica nel volume “Storie e leggende di Natale”
2023 – Ivvi editore pubblica un suo racconto nel volume “Scrittori italiani. Libro blu” per la Collana Coralli
Historica Edizioni pubblica due suoi racconti nei volumi “Favole e fiabe 2023” e “Racconti estivi”
Ensemble Edizioni pubblica un suo racconto nell’antologia “Venti23 – Un’altra estate”
Historica Edizioni pubblica un suo racconto nel volume “Storie d’amore 2023”
2024 – Esce un suo racconto nel volume “Favole e fiabe” edito da Historica
Pubblica la raccolta di racconti “Trame diverse” edito da Narrazioni Clandestine
2025- Historica edizioni pubblica un suo racconto nel volume “Favole e fiabe”
Con Rudis Edizioni pubblica un racconto nell’antologia “Fiabe e fantasy”
Cliccando su questo link https://wp.me/p60RNT-3Zh puoi trovare i racconti pubblicati da Giovanni Renella sulle nostre pagine

Come sempre, la penna caustica e corrosiva di Gianni scava in profondità nel mondo desolato in cui è stata ridotta la scuola italiana. Troveremo mai qualche ministro che sappia veramente realizzare un modello accettabile di scuola veramente Democratica?
Sempre piacevole leggere i tuoi scritti.