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Diari dell’Antiquario-Memorie, incontri e storie di Mario Scippa | 1

Mario Scippa ci accompagna in pagine dedicate al mondo dell’antiquariato, ai maestri dello sguardo, agli oggetti vissuti e alle storie custodite nel tempo

La prima pagina

di Mario Scippa

Avevo poco più di quindici anni quando entrai per la prima volta in una galleria antiquaria diversa da tutte le altre che conoscevo.

Era a due passi dal negozio di mio padre.

Il primo impatto era quello di un caos.

Mi fermai sulla soglia.

Quando entrai quella mattina, prima ancora di vedere davvero, sentii l’odore denso, di legno antico, di cera, di carta vecchia.

Lo sguardo non sapeva dove posarsi.

Appena dentro ebbi la sensazione che nulla fosse stato disposto per rassicurare.

Quadri del Seicento sopra quadri del Novecento. Orologi in bronzo dorato accanto a torri inglesi in radica di noce. Candelabri dappertutto. Mobili sopra altri mobili.

Ogni oggetto sembrava chiamarne un altro.

Una cornice rifletteva un quadro appeso di fronte. Un vetro moltiplicava una fila di candelabri.

Per un momento ebbi la sensazione che la stanza non fosse ferma. Come se le cose stessero ancora cercando il loro posto.

Rimasi immobile.

In quel silenzio ebbi l’impressione che qualcuno mi stesse osservando.

Fu allora che lo vidi.

Non direttamente. Riflesso in uno specchio.

Un volto scavato dal tempo, immobile alle mie spalle. Gli occhi azzurri come il mare.

Non avevo sentito passi. Non avevo sentito aprire nessuna porta.

Era lì da chissà quanto.

Si accorse del mio smarrimento. Sorrise appena. Poi disse soltanto:

«Non cercare l’ordine. Cerca le relazioni.»

Avrei impiegato anni per capire che quella frase non riguardava soltanto quella stanza.

La mattina dopo ci ritornai.

Ogni antiquario ha avuto nella sua vita un maestro che gli ha insegnato a guardare.

Per me fu mio padre.

Mi insegnò che la bellezza non appartiene a una sola categoria.

Da bambino, insieme a mio fratello, la domenica mattina ci portava nelle chiese e nei musei di Napoli.

Ci faceva fermare davanti ai dipinti, a guardare in silenzio.

«Ascoltate, ogni oggetto antico racconta una storia.»

Spesso, lo stesso giorno, con la stessa naturalezza, ci conduceva nei mercatini dell’usato, tra i rigattieri di via Foria, a rovistare tra oggetti, a sollevare cassetti, a osservare superfici consumate.

In quelle domeniche ho imparato che la bellezza si può incontrare in un grande mobile, in un’opera d’arte come in un oggetto quotidiano.

E lì nacque il diario.

Mario Scippa è architetto, perito d’arte e antiquariato, scrittore e fotografo. Si occupa di critica culturale, storia dell’arte, fotografia e immaginario urbano, con un’attenzione particolare alle trasformazioni del paesaggio contemporaneo e alle tracce che la memoria lascia nello spazio pubblico. Il suo lavoro indaga in modo trasversale il rapporto tra potere, identità e stratificazione storica, osservando come questi elementi si riflettano nelle forme della città, nei suoi simboli e nelle sue rappresentazioni visive.

 

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