Difendiamoci dal caldo
Il decalogo del Ministero della Salute per difenderci dal caldo, consigli utili per sopravvivere a questa estate torrida
di Carlo Alfaro
Sul sito del Ministero della Salute, è consultabile il decalogo per proteggersi dal micidiale caldo di questa estate rovente: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/ondate-di-calore/dieci-consigli-utili/
Vediamo in dettaglio a cosa si riferiscono i 10 consigli. 
- Difendersi dal caldo all’esterno.
Il principio base è evitare di esporsi al caldo. Durante le giornate di ondata termica elevata, non uscire nelle ore più calde (tra le 11.00 e le 18.00) e quando si esce cercare l’ombra e i luoghi più freschi come parchi e zone alberate. Scegliere per passeggiare il primissimo mattino o il tramonto. Proteggersi con un ombrellino, porre una tendina o una tettoia anche sopra la carrozzina o il passeggino dei bambini. Al mare, solo dopo i 6 mesi, i piccoli tra i 6 e i 12 mesi possono stare solo per poco tempo entro le 10.30 o dopo le 18.30, dopo l’anno fino alle 10.30 e dopo le 16.30. Usare esporsi al sole con una crema solare con protezione molto alta (50+), da applicare 20 minuti prima di esporsi, riapplicare ogni due ore e dopo ogni bagno. Bagnare frequentemente la testa e la nuca con acqua fresca. L’ombrellone non basta a difendersi dall’irradiazione solare. Parimenti, nelle giornate nuvolose le nuvole filtrano la luce ultravioletta. Evitare le posizioni immobili quando si sta al sole, quindi non dormire al sole. Anche nell’acqua i raggi solari raggiungono ugualmente la pelle. Evitare la montagna sotto i 3 mesi di età; a 3-12 mesi fino a 2000 metri; da 1 a 5 anni fino a 2500 metri; oltre i 5 anni come gli adulti, a meno di controindicazioni cliniche (problemi cardiaci, polmonari). Per “compensare” la pressione che si percepisce sul timpano quando si sale o scende di quota, in prima infanzia è consigliabile fare ogni tanto una breve sosta.
- Difendersi dal caldo all’interno.
In casa o nell’ambiente di lavoro, evitare la triade “AAA”: Alta temperatura, Alta umidità, Assenza di ventilazione. Garantire la ventilazione naturale degli ambienti creando correnti di aria. Schermare di giorno le finestre con tende o oscuranti regolabili quali tapparelle, persiane, veneziane, che bloccano il passaggio della luce, ma non dell’aria (abbassano la temperatura interna anche di 3-4 gradi) e tenerle spalancate la sera/notte. Fare un uso responsabile dell’aria condizionata: evitare l’effetto “polare”, mantenendo la temperatura a non oltre 3 gradi in meno rispetto alla temperatura esterna, in media una temperatura 24-27°C e comunque non inferiore a 23 gradi, sempre con la funzione di deumidificazione con tasso di umidità su valori del 50-60%, non superiore. Evitare brusche escursioni termiche tra gli ambienti refrigerati e non. Mantenere chiuse le finestre durante il funzionamento dei climatizzatori. Non dirigere l’aria condizionata direttamente sulle persone ma verso l’alto. Pulire regolarmente i filtri prima dell’utilizzo dopo una lunga pausa per rischio di presenza di agenti microbici. Assicurare una frequente areazione degli ambienti climatizzati. Non ricorrere estensivamente a questi impianti che comportano un grande consumo di energia e massicce emissioni di gas a effetto serra, con il risultato di peggiorare l’impatto ambientale. Evitare l’uso contemporaneo di elettrodomestici che producono calore e consumo di energia. Non sempre utili i ventilatori meccanici, che accelerano il movimento dell’aria ma non abbassano la temperatura ambientale, per cui il corpo continua a sudare: quando la temperatura supera i 32°C, l’uso del ventilatore non è efficace. Il ventilatore non deve essere puntato direttamente sulle persone. Spegnere luci e dispositivi elettrici quando non in uso per limitare la produzione di calore.
- Acqua.
Bere molta acqua, preferibilmente fuori dai pasti (circa 1 bicchiere all’ora), senza aspettare la sensazione della sete, già sintomo di disidratazione. Evitare bevande alcoliche, zuccherate, gassate, caffeinate o troppo fredde. I lattanti non hanno bisogno di bere in quanto il latte soddisfa i bisogni non solo calorici ma anche idrici. Aumentare l’apporto idrico in caso di esercizio fisico. Mantenere la cute fresca anche dall’esterno con bagni e docce, panno bagnato su nuca polsi, fronte e collo.
- Cibo.
La regola è: alimentazione sana e corretta, varia, bilanciata ed equilibrata, basata su cibi semplici, freschi, poco calorici, facilmente digeribili, ricchi di liquidi, senza grassi e zuccheri aggiunti, poco conditi, con poco sale (meglio quello iodato), tanta frutta e verdura fresca di stagione. Cercare di rispettare il numero e gli orari dei pasti, soprattutto non saltare la prima colazione. Non forzare l’alimentazione se si ha meno appetito: è normale col caldo. Nei bambini e adolescenti, che hanno consumi metabolici elevati, è utile fare anche degli spuntini a metà mattina e pomeriggio, che però non devono essere molto calorici, troppo salati o zuccherati.
- Corretta conservazione degli alimenti.
Il rispetto della catena del freddo è fondamentale per garantire la sicurezza e la qualità degli alimenti, in quanto in estate le alte temperature favoriscono proliferazione batterica con tossinfezioni alimentari e deperimento delle proprietà organolettiche e del valore nutrizionale. Esempio, utilizzare una borsa termica per il trasporto, mantenere il frigorifero a una temperatura compresa tra 0°C e 4°C e il freezer a -18°C o inferiore, conservare gli alimenti in contenitori puliti e chiusi ermeticamente per evitare contaminazioni, cuocere gli alimenti a temperature adeguate per eliminare i batteri, non lasciare gli alimenti deperibili a temperatura ambiente per più di due ore (o un’ora in caso di temperature superiori ai 32°C), evitare di scongelare gli alimenti a temperatura ambiente (meglio in frigorifero, nel microonde o sotto acqua corrente fredda).
- Vestiti.
Scegliere indumenti con colori chiari (assorbono meno calore), leggeri, non aderenti, traspiranti, a trama stretta e doppio strato, di fibre naturali e come lino, cotone, viscosa, piuttosto che fibre sintetiche, poliestere e nylon. Proteggere la testa e gli occhi dal sole diretto con un cappello leggero di colore chiaro con falde larghe o visiera e occhiali da sole. È bene bagnare il cappello se si cammina sotto il sole.
- Viaggio.
Partire nelle ore serali può essere vantaggioso per i bambini piccoli per conciliare il sonno durante il percorso. Invece i più grandi vanno coinvolti spiegandogli tutto quello che succede e si osserva. È opportuno recare con sé tutto quanto può occorrere. Per il trasporto dei piccoli, un passeggino leggero è spesso la soluzione più versatile. Può essere funzionale un passeggino che si trasformi in seggiolino auto. Attenzione al troppo caldo in auto, nell’abitacolo la temperatura può raggiungere i 50 gradi in pochi minuti (effetto “serra”), per cui appena si entra nella vettura aprire gli sportelli per ventilare abbondantemente e controllare che i seggiolini non siano surriscaldati. Se l’automobile è dotata di un impianto di climatizzazione, regolare la temperatura in modo che ci sia una differenza non superiore ai 5-7°C tra l’interno e l’esterno dell’abitacolo ed evitare di orientare le bocchette del climatizzatore direttamente sui passeggeri. Alcune persone, in particolare bambini tra i 3 e i 12 anni soffrono di “chinetosi” (o cinetosi) sui mezzi di trasporto (auto, aereo, nave), un corteo di sintomi neurovegetativi dovuto agli spostamenti ritmici o irregolari del corpo che causa iper-stimolazione dell’apparato vestibolare (organo dell’equilibrio) presente nell’orecchio interno. In genere, non interessa i neonati e si manifesta solo dopo il primo anno di vita; l’età più suscettibile è tra i 3 e i 12 anni. Per prevenire il disturbo: far viaggiare il bambino vicino al finestrino; mantenere una buona areazione; fare, se possibile, delle soste; non fargli guardare tablet e smartphone; farlo distrarre con storie o canzoni o osservando strada e paesaggio; tenerlo in posizione dritta; avere una guida tranquilla, senza brusche accelerate o frenate; evitare odori forti, come deodoranti per auto; non far bere bibite gassate e latte ed evitare pasti abbondanti (anche se non va tenuto lo stomaco completamente vuoto). Ai primi accenni di sintomi, può aiutare sgranocchiare un cibo asciutto come dei crackers.
- Esercizio fisico.
Evitarlo nelle ore più calde della giornata o in ambienti al chiuso non ventilati o privi di aria condizionata. Garantire abbondante idratazione. Cercare di adattarsi progressivamente al caldo con sessioni di allenamento di intensità e esposizione crescenti. Lo sport in estate può causare “crampi da calore”: contrazioni muscolari improvvise, molto dolorose, di breve durata che interessano i muscoli delle gambe, braccia, addome, dovute alla notevole perdita di liquidi e sali.
- Anziani.
Offrire assistenza a persone a maggiore rischio come gli anziani che vivono da soli e segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento.
- Animali domestici.
Garantire loro cibo adeguato, idratazione abbondante con acqua fresca e pulita.
Accesso a zone ombreggiate e fresche.
Evitare le passeggiate nelle ore più calde e fare attenzione all’asfalto bollente, che può ustionare i polpastrelli delle zampe.
