Società

Figli di Portici famosi: l’alcantarino fra Giulio di Gesù e Maria

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo. La vita di Fra Giulio di Gesù e Maria, il frate alcantarino che dedicò la sua vita alla ricostruzione della provincia francescana napoletana

di Stanislao Scognamiglio

Entrato nell’ordine dei Frati Minori Scalzi o Alcantarini, l’uomo dalla taglia possente e dalla notevole personalità, dotato di infinita bontà e prodigalità, il giovane aspirante frate assume il nome di fra Giulio di Gesù e Maria.

Assegnato al convento di San Pietro d’Alcantara al Granatello di Portici, da tutti erroneamente detto di San Pasquale Baylon al Granatello, vi prodiga i tesori della sua mente e del suo cuore, riscuote sempre il comune consenso e la ammirazione della cittadinanza  porticese.

Con l’applicazione della legge eversiva, varata nel luglio del 1866, che prevede la soppressione degli ordini religiosi, è costretto ad abbandonare il convento del Granatello.

All’atto di lasciare la sua cara celletta in riva al mare, è costretto a cercare ospitalità altrove. Tuttavia, le autorità municipali, al corrente dell’immenso bene che il P. Giulio faceva ai Porticesi, per non privarsi dei suoi servizi, non lo lasciano andar via.

Infatti, lo trattengono a Portici, affidandogli la rettoria della chiesa madre interna al locale cimitero.

Pronto all’obbedienza, nel 1884, eletto ministro provinciale dei Frati Minori Alcantarini, dal padre ministro generale dell’ordine, fra Bernardino da Portogruaro (al secolo Giuseppe dal Vago, Portogruaro, Venezia, 15 gennaio 18222 – Quaracchi, Firenze, 7 maggio 1885) deve lasciare il convento al Granatello.

Nei circa sei anni di mandato, cura la ricostruzione della provincia alcantarina napoletana, bisognosa d’un polso fermo e d’una mente audace.

Per ripopolare i conventi prende contatto con i Frati lontani: con la sua voce allettatrice e stimolatrice ai Frati dispersi, rincora i pavidi, gl’incerti ed i vacillanti, rag­giunge con il suo consiglio coloro che sono sotto il servizio militare, fomenta nuove vocazioni propagandando, con opera capillare e minu­ziosa, l’ideale alcantarino.

Nell’anno 1889, promosso definitore generale dell’ordine, è tenuto a portarsi a Roma per reggere gli uffici di Catechista generale del Collegio di Sant’Antonio in Roma, di Consultore della Sacra Congregazione dell’In-dice e Relatore della Sacra Penitenzeria.

Rientrato a Portici, ancora una volta se ne allontana, perchè nell’anno 1901 è eletto vicario provinciale della Provincia di Principato.

Dopo appena sei mesi, però, l’età avanzata e la malferma salute non gli consentono di sostenere con decoro ed impegno le fatiche del Vicariato. Per cui, presentate le dimissioni, ritorna definitivamente al convento del Granatello.

Per tutta la sua vita religiosa, oltre a esercitare l’apostolato sacerdotale e ricoprire gli incarichi curiali assunti, parimenti, fra Giulio di Gesù Maria dedica tempo alla scrittura.

Scrittore francescano, è autore di pubblicazioni a carattere teologico e storico relative agli ordini francescani. Tra queste, citiamo, gi scrittoi:

Il mese di ottobre consacrato al glorioso Apostolo S. Giuda Taddeo, per meritarsi la sua protezione in vita ed in morte, dato alle stampe a Napoli nel 1874;

Sopra la quistione tra i frati minori scalzi, ossia alcantarini e i frati minori, pubblicato a Napoli nel 1893

Il frate francescano minore, Giulio di Gesù Maria ghermito da sorella morte, rende l’anima a Dio, a Portici, il giovedì 18 febbraio 1909.

Ai suoi imponenti funerali accorrono religiosi da tutte le Province limitrofe, che accompagnarono salmodiando la bara al cimitero, mentre una fitta ala di Porticesi faceva corona al grande Figlio di S. Francesco.

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