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Gaza

Perché Global Sumud Flotilla non è una semplice spedizione umanitaria ma un messaggio d’amore per Gaza

di Carlo Alfaro

La Global Sumud Flotilla é la più grande missione marittima civile umanitaria non violenta mai organizzata nella storia, completamente indipendente, nata a partire da un coordinamento internazionale di cittadini volontari. Vi partecipano associazioni non governative, attivisti umanitari, operatori sanitari, attori e artisti, religiosi, avvocati, giornalisti, intellettuali e politici, nautici e marinai.

La nostra unica affiliazione – dichiarano gli organizzatori – sono i valori di giustizia, libertà e sacralità della vita umana.

La missione è completamente legale secondo il diritto marittimo internazionale e si impegna a rispettare scrupolosamente le leggi, che proteggono le imbarcazioni civili che trasportano aiuti umanitari o partecipano a proteste pacifiche in acque internazionali. L’obiettivo è rompere l’assedio navale di Gaza e il blocco che Israele ha imposto agli aiuti sulla Striscia, per aprire un corridoio umanitario via mare che faccia entrare cibo, acqua, forniture mediche, farmaci, mezzi di sussistenza elementari e beni di prima necessità per una popolazione allo stremo: l’ONU ha dichiarato ufficialmente lo stato di carestia a Gaza lo scorso 22 agosto, secondo una nuova analisi dell’Integrated food security phase classification (Ipc). La flotta è composta da decine di imbarcazioni, provenienti da 44 Paesi, per lo più di piccole e medie dimensioni (12-16 metri di lunghezza), in grado di affrontare il mare aperto, dotate di videocamere e connessione Starlink, la rete di comunicazione satellitare di SpaceX, per garantire aggiornamenti costanti.

Su ogni barca ci sono dalle sei alle dieci persone, nelle più grandi si arriva a trenta. Le navi partono dai porti di Barcellona, Tunisi, Genova, Catania, dalla Grecia. Tutte assieme, proseguiranno il loro viaggio per arrivare sulle coste della Striscia a metà settembre.

L’iniziativa è il risultato della coalizione di diversi movimenti internazionali tra cui la Freedom Flotilla Coalition, il Global Movement to Gaza, il Maghreb Sumud Flotilla e Sumud Nusantara. Aderisce anche la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv), che riunisce 97 organizzazioni della società civile impegnate in progetti di cooperazione in più continenti e che la definisce … un’iniziativa civile forte e non simbolica in risposta al genocidio: non è solo testimonianza, ma cittadinanza globale e impegno concreto per la pace.

Anche Emergency partecipa alla Global Sumud Flotilla con la Life Support, la sua nave di ricerca e soccorso, dal porto di Catania, con ruolo di supporto medico e logistico alle imbarcazioni partecipanti: … mentre i nostri governi non sono stati in grado di adottare nessun provvedimento per fermare una situazione che degenera di giorno in giorno, i cittadini non si rassegnano a stare a guardare, dichiara l’associazione.

Il nome, Sumud, significa in arabo “resilienza, perseveranza, fermezza”, anche nelle avversità peggiori.

Purtroppo, attraccare a Gaza è un obiettivo impossibile: l’esercito israeliano non consente dal 2007 ad alcuna imbarcazione non autorizzata di avvicinarsi alle coste della Striscia e ha sempre bloccato tutte quelle che ci hanno provato, anche negli ultimi mesi. I volontari rischiano l’arresto, il ferimento, la morte. Ma una spedizione simile è un messaggio forte della società civile internazionale contro l’inerzia dei governi mondiali: … forse voi no, ma la gente un cuore ce l’ha ancora.

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