Genesi
Elena Testi presenta Genesi. Soldi, crimine, impunità. Storia dell’estrema destra israeliana (edito da Sem) alla Feltrinelli di piazza dei Martiri
CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Alla libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri, la scrittrice e inviata di La7, Elena Testi, giovedì 25 giugno alle ore 18 presenta il suo nuovo libro Genesi (Sem) in dialogo con Ludovica Ciriello. L’incontro offrirà ai lettori l’occasione per approfondire i temi al centro del volume: un racconto che intreccia rigore giornalistico e narrazione per analizzare l’ascesa dell’estrema destra in Israele e la complessa deriva politica, sociale e umana che sta segnando il Paese.
Con la tenacia della reporter e il ritmo di una grande narratrice, Testi racconta l’epica nera dell’estrema destra che si è presa Israele. Genesi è il romanzo criminale, ma tutto vero, sull’inquietante deriva geopolitica e umana a cui stiamo assistendo. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Prima di varcare la soglia parlamentare della Knesset e diventare ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir militava nel Kach, partito così attivamente razzista da essere considerato un’organizzazione terroristica. Nella vita precedente a quella di ministro delle Finanze, Bezalel Yoel Smotrich traeva ispirazione dalle parole degli esponenti di Gush Emunim, movimento ultranazionalista affiancato dalla formazione paramilitare Jewish Underground, responsabile di numerosi attentati. Benjamin Netanyahu, il carismatico e machiavellico “Bibi”, “l’Americano” per il legame a doppio filo con gli States, da bambino non poteva neanche immaginare che sarebbe diventato il premier più longevo della storia del suo paese, mentre cresceva con i libri di Žabotinskij – il padre del revisionismo sionista – e coltivava il sogno della Grande Israele. Ed è lui che, nella sua villa a Cesarea, convince Ben-Gvir e Smotrich a stringere il patto che darà origine al governo più estremista di sempre.
Ma il preludio a questa irresistibile ascesa è una fitta trama che viene da lontano. Affonda le radici negli anni sessanta e si snoda fino ai giorni nostri attraverso figure oscure e atti fondativi siglati nel sangue. C’è il rabbino Meir Kahane, informatore per l’Fbi di Edgar Hoover e pioniere dello spregiudicato espansionismo nei territori della West Bank. C’è Daniella Weiss, convinta sostenitrice della violenza contro i goyim, i non ebrei che occupano abusivamente la Cisgiordania. C’è Baruch Goldstein, rispettabile medico che dopo gli accordi di Oslo decide di disfarsi del camice per indossare i panni dell’attentatore. Ci sono famiglie, finanziatori, sostenitori della causa, dai Falic a Mike Pompeo, passando per Donald Trump. E c’è molto altro.
Fortunatamente, accanto alle ombre di questa deriva politica, Israele resta anche un Paese di straordinaria vitalità civile e culturale: una democrazia che ospita un dibattito libero e vivace, centri di ricerca d’eccellenza, movimenti per la pace e associazioni che ogni giorno lavorano per il dialogo e la convivenza.
In questa complessità, la società israeliana continua a esprimere voci critiche e coraggiose che difendono i diritti umani e la speranza di una coesistenza possibile.
In principio fu la fede in un sogno. Poi venne l’odio.
Elena Testi è reporter per La7. Ha firmato numerose inchieste e ha coperto i maggiori conflitti mondiali e le zone di crisi tra cui l’Ucraina, il Medio Oriente e Israele. Per Sem ha pubblicato Genesi (2026).
