Gente come loro
Uno scenario dove figure un tempo marginali si impongono grazie ai loro vaneggiamenti, mentre l’interesse comune viene messo da parte
di Tonia Ferraro
Negli ultimi tempi capita sempre più spesso di assistere all’insorgere di personaggi che, fino a ieri, avevano ricoperto un ruolo marginale, quasi di contorno. Utilizzando una metafora del mondo dello spettacolo, erano poco più che “spalle”, e neanche particolarmente brillanti. Gente come loro trova spazio in dibattiti pubblici che, invece di essere seri e basati sui fatti, sempre più spesso diventano teatrini rumorosi dove contano soltanto provocazioni, insulti e frasi ad effetto.
Questi individui si presentano ovunque: talk show, fanno interviste improvvisate, scrivono sui social, portando con sé veleno, insulti, paragoni volutamente offensivi, parole distorte o perfino inventate di sana pianta.
Il loro futuro è incerto, e per garantirsi un piccolo spazio di visibilità mettono su improbabili polemiche. Così sperano di ritagliarsi una nicchia da cui ricavare guadagni, ovviamente sempre a spese dell’attenzione — e spesso delle tasche — dei cittadini italiani, magari per alimentare qualche vizio personale.
Come contrastare questo fenomeno? La risposta più semplice e, forse, la più efficace è ignorarli del tutto. Se non ricevono attenzione, quei personaggi si sgonfiano rapidamente. Certo, alcuni canali continuano a riproporli in mille salse, soprattutto quando fa comodo a qualcuno, e così essi riescono a raggiungere almeno un piccolo obiettivo: monetizzare la loro presenza sulla scena e alimentare qualche vizio personale.
Sarebbe facile rispondere alle loro offese con altrettante offese, restituire ogni menzogna con un altro inganno. Ma farlo equivarrebbe ad abbassarsi al loro livello, e anche a quello di chi li utilizza come strumenti, convinto che certe uscite volgari possano aumentare gli già scarsi consensi. Si sbagliano: il pubblico sta iniziando a capire che le cose davvero utili e necessarie non possono essere costruite in un clima da barzellette da taverna.
