cinemaCultura

Ho visto il corazon

Ciak per le riprese di Mi batte il corazon di Peppe Iodice, diretto da Francesco Prisco. Volti noti e l’esordio delle figlie di Iodice Sofia e Gloria

Sono iniziate a Napoli e provincia le riprese di Mi batte il corazon, la commedia tragicomica di Peppe Iodice, diretto da Francesco Prisco, che firmano anche la sceneggiatura insieme a Francesco Burzo e Marco Critelli.

Dopo Cercola, la troupe è arrivata a Portici, esattamente nel bellissimo e curatissimo Cimitero comunale.

Ancora una volta, la cittadina vesuviana si conferma set ideale di film, fiction e documentari. Persino la celebre Elvira Notari, la prima regista italiana del cinema muto, girò un lungometraggio sulla processione del Santo Patrono Ciro, di cui, purtroppo, è rimasto solo il titolo.

Prodotto da Run Film in collaborazione con realtà da sempre vicine al comico come il Teatro Troisi, Mi batte il corazon trae ispirazione dallo spettacolo teatrale Ho visto Maradona.

Nel cast anche i noti attori Francesco Procopio, Ivana Lotito, Yari Gugliucci, Gianni Ferreri, Francesco Mastandrea, Antonio Milo, Maria Bolignano, e per la prima volta sullo schermo le due figlie di Peppe Iodice, Sofia e Gloria.

Le riprese di Mi batte il corazon proseguiranno per 4 settimane. L’uscita nella sale è prevista per la primavera del 2026.

Sinossi. Peppe Iovine, giornalista di una piccola emittente locale, conduce una vita tranquilla e mediocre, finché viene colto da infarto e muore. Fine dei giochi. O almeno, così sembra. Perché il giorno seguente, nel bel mezzo del suo funerale, Peppe si risveglia nella bara. Da lì comincia il suo personale inferno: per lo Stato è morto, per la moglie è un mistero, e per il quartiere è “quello che ha visto Maradona”. Convinto di averlo incontrato davvero nell’aldilà, Peppe decide di cambiare vita: dire sempre la verità, senza più paura di niente e nessuno. Ma la verità può essere un’arma pericolosa. E tra burocrazie assurde, confessioni esplosive e momenti di tenerezza disarmante, Peppe scopre che forse le seconde opportunità non servono a rifarsi… ma a capirsi davvero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *