Il Racconto, Caro Babbo Natale…

Il nostro autore viene travolto dall’onda dei ricordi. E anche lui, da adulto,  vorrebbe scrivere una letterina  a Babbo Natale …

di Giovanni Renella

Caro Babbo Natale,

domani è l’8 dicembre e fervono i preparativi per addobbare l’albero di Natale e allestire il presepe della Natività.

Da quando ho imparato a scrivere ho sempre scelto il giorno dell’Immacolata per inviarti la mia letterina con la richiesta dei regali che mi piacerebbe ricevere la mattina del 25.

Cominciammo tanti anni fa con un cavalluccio a dondolo.

Preso dall’euforia mi lanciai al galoppo verso il balcone chiuso e andai a sbattere contro i vetri, che non si frantumarono solo per un caso fortuito; ricordo però che all’epoca mia nonna per giorni e giorni ringraziò Gesù, Giuseppe e Maria per la grazia ricevuta.

Per mitigare l’irruenza, l’anno successivo in famiglia mi fu caldamente consigliato di chiederti delle più tranquille costruzioni e per tutti fu un Natale più sereno.

Poi fu la volta dei soldatini che avviarono un’epopea memorabile, fatta d’interminabili battaglie combattute negli angoli più disparati della casa, che si concluse solo durante l’adolescenza, quando feci la  scoperta che sconvolse un’esistenza fino ad allora tranquilla: al mondo, oltre ai maschi, c’erano anche le femmine ed erano di gran lunga più interessanti!

Nel frattempo avevo capito che agivi sotto mentite spoglie ed ero riuscito ad attivare un canale di comunicazione più diretto per ottenere i miei regali di Natale, che di solito si traducevano in carta moneta.

In quegli anni ci siamo un po’ persi di vista, per recuperare poi il nostro antico rapporto quando sono diventato genitore ed è ripresa la nostra corrispondenza con le letterine dei miei figli che avevo l’incarico di recapitarti.

Al cavalluccio, alle costruzioni e ai soldatini si sono sostituiti in un primo tempo i pupazzi dei personaggi dei cartoni animati dai nomi più improbabili che abbia mai sentito e subito dopo i video giochi.

Oggi che i ragazzi sono grandi e già da qualche tempo hanno compreso che operi per interposta persona, anche loro sembrano gradire delle “semplici” banconote quale regalo da trovare sotto l’albero, quasi a chiudere una sorta di ciclo vitale fatto di corsi e ricorsi storici.

Ora che so di dover aspettare i nipoti per poter recuperare la magia di quelle letterine scritte con la grafia incerta e inimitabile dei bambini e spedite rigorosamente prive di francobollo, anche per ringraziarti di tutto ciò che ci hai portato nel corso dei decenni trascorsi, ti propongo una restituzione che per molti di noi sarà il  tuo ennesimo cadeau.

Dopo la consegna dell’ultimo regalo, la notte fra il 24 e il 25 dicembre non tornare indietro con la slitta vuota: porta via con te, il più lontano possibile, quei quattro mentecatti che animano la scena politica italiana, sia di maggioranza che di opposizione!

Lo so, forse una slitta sola non basterà e dovrai fare più di un viaggio; ma sai la soddisfazione che ci darai di non dover più ascoltare le cretinate che dicono o vedere le loro facce d’idioti ignoranti, supponenti e arroganti che si agitano in tv o nelle aule parlamentari?

Che dici?

Hai bisogno di una lista di nomi per non confonderti fra i tanti chi devi portar via e i pochi che possono restare?

Tranquillo, ti scrivo una letterina!

Giovanni Renella, nato a Napoli nel ‘63, vive a Portici. Agli inizi degli anni ’90 ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI. Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata  “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (2017) ed è stato fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (2017). Nel 2017 con il racconto “Bellezza d’antan” ha vinto il premio “A… Bi… Ci… Zeta” e nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea con il racconto “Sovrapposizioni”. Altri suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed. 2018) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed. 2018). Nel 2019 ha pubblicato la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni, che l Premio Letterario Internazionale Città di Latina ha meritato il Premio Speciale della Giuria.

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