Il romanzo L’Armadio dei bambini di Nunzia Pasqua
Negli spazi del Palazzo dell’Istituto Pennese, l’evento di presentazione del libro L’Armadio dei bambini di Nunzia Pasqua: un racconto diemigrazione, violenza di genere e riscatto femminile
di Stanislao Scognamiglio
PORTICI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nella sala teatro al terzo piano dello storico Palazzo dell’Istituto Pennese, sito al civico 4 di via Vittorio Emanuele, alle ore 18.30 di mercoledì 24 giugno, avrà luogo la presentazione del libro L’Armadio dei bambini. Figli sotto chiave.
Un toccante e coinvolgente romanzo, opera prima della scrittrice porticese Nunzia Pasqua, ispirato da una storia realmente vissuta da una giovane donna emigrata in Svizzera.
L’autrice, attraverso i tanti sentito dire, suffragati poi da valide e inoppugnabili testimonianze dirette, racconta al potenziale lettore la ferrea legge vigente in Svizzera negli anni sessanta dello scorso secolo. L’atto imponeva agli emigranti, muniti di permesso di soggiorno stagionale, il divieto assoluto di avere al seguito i propri figli. Il mancato accoglimento dei figli, costringeva i lavoratori stranieri a tenere ben nascosti i bambini fatti arrivare clandestinamente in Svizzera. Questi, però, erano costretti a vivere costantemente segregati in casa con il terrore di essere scoperti e quindi allontanati o rinchiusi in un orfanotrofio oltre confine. Nella loro condizione di “bambini invisibili”, non potevano fruire di alcuna di assistenza sociale e medica, né di frequentare la scuola.
Esponendo tale triste e cruda realtà, non solo parla di “emigrazione, quella che nel dopoguerra ha coinvolto migliaia di persone proveniente dalle aree più povere del nostro paese”, ma parla anche della violenza di genere e del patriarcato molto praticate negli anni sessanta, dell’emancipazione e riscatto femminile, del desiderio di libertà e di godere dei diritti negati.
Pubblicato dalla Marotta & Cafiero Editori, presentato all’appena scorsa edizione del Salone del Libro di Torino 2026, il volume sarà presto nelle migliori librerie.
All’incontro con l’autrice del libro, interverranno:
- Rosario Esposito La Rossa, scrittore e direttore della citata casa editrice napoletana;
- Antonella Renzullo, presidente dell’Associazione Tells Italy.
La presentazione sarà intervallata dai contributi musicali proposti dagli strumenti Giuseppe Nocera e Angelo Pierce, nonché dalle letture di alcuni pasi scelti, curate da Lina Misasi e Manuela Infante.
Contestualmente l’incontro potrà essere seguito anche da non udenti .in virtù della simultanea traduzione in Lingua italiana dei segni a cura di Marianna Veronica Gaglione.
Questa, in sintesi, la trama del romanzo ambientato alla fine degli anni sessanta.
La protagonista è Adele, una giovane donna che vive in un piccolo paese del sud Italia, assieme al marito e alla loro unica figlia di sette anni.
Adele si è sposata giovanissima per fuggire da una situazione familiare difficile ma ben presto si è ritrovata intrappolata in un matrimonio infelice con un marito violento. Per sfuggire a tale situazione, decide di allontanarsi di nascosto e di rifugiarsi in Svizzera dove vivono dei conoscenti che le hanno promesso aiuto e un lavoro per mantenersi.
Solo a pochi giorni dalla partenza però, ad Adele viene comunicato che non potrà portare con sé sua figlia Giovanna perché per le leggi esistenti in quegli anni nella Nazione elvetica, agli emigranti non era consentito di portare i figli minori.
All’epoca l’alternativa era quella di far entrare clandestinamente i bambini nel Paese, e tenerli nascosti in casa, spesso al buio per occultarne la presenza ed evitare di essere scoperti, perché questo avrebbe significato l’allontanamento forzato dal Paese o l’accompagnamento in Istituti oltre il confine.
Dal millenovecentotrenta, fino alla sottoscrizione degli accordi di Schengen degli anni novanta, migliaia di bambini stranieri, soprattutto italiani, hanno vissuto nascosti in casa: erano i cosiddetti “ bambini invisibili.”
Adele presa dalla disperazione decide in ogni caso di partire e da quel momento assieme alla piccola Giovanna si troverà ad affrontare una serie di situazioni particolari e pericolose.
Tra avventure e colpi di scena, tra i quali un rapimento, il romanzo racconta della vita da “invisibile” che la bambina conduce a Zurigo, del periodo di permanenza in un Istituto oltre confine e infine del suo ritorno in Italia. Infatti, grazie a una nuova consapevolezza, alla volontà di riscatto, all’amore, e al sostegno di uomini e donne che incontrerà sul suo cammino, Adele troverà il coraggio necessario per indirizzare la sua vita e quella di sua figlia verso un futuro dignitoso.
E soprattutto ridarà voce alla sua bambina.
L’autrice dedica questa storia “ai nostri emigranti, ai loro figli, e a tutti quei cittadini che furono migliori dei propri governanti”.
La cittadinanza è invitata a intervenire all’evento, la cui partecipazione è libera e del tutto gratuita.
