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Il Tappeto della Morte porticese

Una antica tradizione porticese si veste di nuovo: l’arte dei Maestri Infioratori Cappella San Ciro per El Tapete de la Muerte

di Stanislao Scognamiglio

PORTICI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nel giorno dall’universo cattolico dedicato alla commemorazione dei defunti, il 2 novembre, il gruppo Infioratori Cappella San Ciro ha posto all’attenzione degli appassionati dell’arte effimera la sua ultima realizzazione.

Questa nuova quanto insolita performance nasce dalla condivisione del pensiero lanciato dall’Asociacion Civil Manos Unidas de Guanajuato: Coloro che se ne vanno muoiono solo quando non ispirano nessuno. Noi che viviamo siamo ispirati dal loro ricordo e, nella loro evocazione, creiamo opere che ci permettono di coesistere con loro e che, allo stesso tempo, ci ricordano la natura fugace dell’esistenza. Siamo della terra e ad essa ritorniamo.

L’Associazione Civile Mani Unite, con sede nella città di Guanajuato, capitale dell’omonimo stato del Messico, è attivamente impegnata nella promozione di attività di sostegno sociale, sviluppo culturale e consapevolezza ecologica.

L’edizione 2025 della manifestazione commemorativa Il Tappeto della Morte, promossa dall’Associazione, ha registrato la creazione di oltre 100 artisti unici tappeti, composti da Tapeteros, lungo le vie cittadine che estendono dalla Basilica Collegiata di Guanajuato al Teatro Cervantes.

La manifestazione, giunta alla 18esima edizione, per l’UNESCO, agenzia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, è una festa riconosciuta quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, … per la sua importanza e significato in quanto espressione tradizionale-contemporanea e viva, rappresentativa e comunitaria.

Secondo l’UNESCO, infatti, … l’incontro annuale tra i popoli indigeni e i loro antenati svolge una notevole funzione sociale affermando il ruolo dell’individuo all’interno della società. Contribuisce inoltre a rafforzare lo status culturale e sociale delle comunità indigene del Messico.

Seppur solo virtuale, l’adesione del gruppo porticese alla XVIII Esposizione Internazionale di Arte Effimera, è stata salutata dal Comitato Organizzatore con un calorosissimo Bienvenidos Infiorata E Non Solo – ¡Que emoción recibir al equipo Infiorata E Non Solo!

Su talento y creatividad llenarán de color las calles de Guanajuato durante El Tapete de la Muerte.

Gracias por ser parte de esta gran comunidad cultural.

(= Che emozione dare il benvenuto al team di Infiorata E Non Solo!

Il loro talento e la loro creatività riempiranno di colori le strade di Guanajuato durante El Tapete de la Muerte (Il Tappeto della Morte).

Grazie per far parte di questa fantastica comunità culturale.

Altro messaggio indirizzato allo storico gruppo porticese alla vigilia dell’evento è questo: ¡Una cálida bienvenida a Italia en su primera participación en ¡El Tapete de la Muerte!

Nos llena de alegría abrir nuestras puertas al talento y la sensibilidad italiana, que este año se suman por primera vez a esta gran tradición guanajuatense.

Su entusiasmo refleja el poder del arte efímero como lenguaje universal: una forma de honrar la vida y la memoria sin importar las fronteras.

Gracias por unirse a esta celebración donde el color, el respeto y la creatividad se encuentran.

(= Un caloroso benvenuto all’Italia alla sua prima partecipazione a El Tappete de la Morte!

Ci riempie di gioia aprire le porte al talento e alla sensibilità italiana, che quest’anno si aggiungono per la prima volta a questa grande tradizione guanajuatense.

Il suo entusiasmo riflette il potere dell’arte effimera come linguaggio universale: un modo per onorare la vita e la memoria indipendentemente dai confini.

Grazie per aver partecipato a questa festa dove colore, rispetto e creatività si incontrano).

Così come richiesto, attenendosi strettamente al bando dettato dal Comitato Organizzatore, il gruppo ha realizzato un tappeto di 2 x 3 m, lavorando nel cantinato di un settecentesco palazzo di via Michelangelo Naldi, lontano da occhi indiscreti.

Una volta ultimato, nella mattinata di domenica 2 novembre hanno portato alla luce del sole il risultato della loro ultima fatica. Esposto nel piazzale con sullo sfondo l’immancabile complesso vulcanico Somma-Vesuvio, il loro effimero tappetino è stato ammirabile per il solo tempo di un batter d’occhio.

I provetti infioratori, sotto l’attenta regia di Angelo Di Napoli e Francesco Mondanaro, nel pieno rispetto delle indicazioni ricevute, hanno sviluppato il tema la Morte, con l’impiego di:

  • bacche di iperico (Hypericum inodorum);
  • fiori secchi: dalia (Dahlia Sam Hophins), peonia (Paeonia Linnaeus);
  • freschi: rosa gialla, (Rosa Linnaeus);
  • frutti di rosa; semi di cipolla (Allium cepa);
  • trucioli di legno variamente colorato;
  • piume di colombo (Columba Linnaeus), polvere di marmo, terra, candele e qualsiasi altro materiale legato alla tradizione del Giorno dei Morti in Messico.

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