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Il tappeto di fiori per San Ciro

Infiorata di Via Naldi: come di consueto, l’opera floreale dedicata al Santo è stata realizzata dagli Infioratori Cappella San Ciro e dai volontari del quartiere

Stanislao Scognamiglio

PORTICI, CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Poco dopo le ore 23 di sabato 2 maggio, l’inossidabile gruppo Infioratori Cappella San Ciro ha dato inizio alla sua ennesima performance in omaggio al santo patrono San Ciro.

Com’è ormai in uso, i provetti artisti del petalo, dopo aver srotolato, steso e fissato il bozzetto del quadro da comporre al grigio basolato di Via Michelangelo Naldi, nel cuore del popolare centro storico cittadino, hanno dato inizio all’opera sacra.

Suddivisi in gruppi di lavoro, avute assegnate le parti da comporre, affiancati da giovani collaboratori, gli esperti maestri del petalo hanno dato forma e volume al complesso mosaico floreale.

Allo zoccolo duro del prestigioso team: Giorgio, con i figli Antonio, Francesco Pio e Vincenzo D’Andrea, Vincenzo Di Dato, Teresa Guadagno, Antonio Minichini, Vincenzo Parenti, Clemente e Giovanni Torre, si sono aggregati alla composizione del colorato quanto profumato artistico mosaico molti volontari.

Tra questi bisogna citare i giovanissimi frequentatori dell’Oratorio della chiesa parrocchiale consacrata a Maria Santissima del Buon Consiglio, meglio conosciuta come chiesa di San Luigi. Questi non solo hanno preso parte all’operazione preliminare della spennatura dei garofani, ma, nel corso della notte della vigilia festa, hanno anche assunto un ruolo attivo nell’assemblaggio del particolare loro assegnato.

Lo spettacolare tappeto di fiori, ormai noto come l’Infiorata di Via Naldi, anche quest’anno, è stato realizzato sotto l’attenta guida dei maestri infioratori Angelo Di Napoli e Francesco Mondanaro, autori del disegno.

Poiché il 16 luglio del corrente anno ricade il 250simo anniversario della proclamazione di San Ciro a Santo Patrono della Città di Portici, all’attuale omaggio al Santo Patrono, dal titolo Ripartiamo da Cristo, è stato corredato da un’appendice a ricordo del fausto evento.

All’immagini del volto del Cristo morente e risorto e alla Croce, ben marcate nel campo centrale del quadro, nella parte bassa dello stesso è stato riprodotto il triregno del sommo pontefice Pio VI = Giovanni Angelo Braschi (Cesena, 25 dicembre 1717 – Valence sur Rhône, in Francia, 29 agosto 1799, papa della Chiesa Cattolica dal 15 febbraio 1775)

Sotto la tiara papale, ben evidente si legge la scritta San Ciro Protettore di Portici 1776 – 2026.

Come prescritto, l’infiorata, tra le più alte espressioni dell’arte effimera, può essere tale se per la composizione delle sue diverse parti del quadro siano stati impiegati materiali vegetali per almeno il 70% della figura e materiali inorganici ecocompatibili per il restante 30%.

In dettaglio, indichiamo i materiali utilizzati per realizzare ogni singolo elemento del policromo manufatto:

Fondo del quadro, nei colori arancio, bianco, bordeaux chiaro, giallo, rosso = garofano;

Fiori, nei colori bianco, giallo, rosa magenta, rosa chiaro = garofano;

Volto del Cristo: barba e capelli = risultanza di torba mista a cenere – incarnato = crusca, segatura di legno mogano e di pino, tritello di salice piangente – corona di spine = cenere, marmolina giallo naturale, torba – contorni vari = torba;

Croce: assi = torba bruna, mangime per avicoli; torba, cenere per il grigio – suolo su cui è impiantata la Croce, rispettivamente per i colori verde e il marrone = muschio, torba;

Lenzuolo bianco: garofano, riso soffiato – Luce bianca = riso soffiato – Raggi gialli = garofano – Nuvole = garofano giallo;

Triregno di papa Pio VI: trito di alluminio – gemme, nei colori bleu, rosso, verde, sabbia; Intarsi = grani di mais frantumati;

Scudo: marmolina naturale – scritta = torba;

Chiavi decussate: per il colore grigio argento dell’una = trito di alluminio; per il colore giallo oro dell’altra = granuli mais.

A complimentarsi con gli esecutori dell’affiatato gruppo Infioratori Cappella San Ciro per il loro continuo e costante impegno, portato avanti con  abnegazione e passione,  mantengono vivo il tradizionale omaggio al Santo Protettore, nell’ordine sono arrivati il Sacerdote Rosario Petrullo, parroco della chiesa di Maria Santissima del Buon Consiglio – San Luigi; il giornalista radio televisivo Rino Cesarano; il promotore di Ogliara in fiore, Angelo Costantino; il teologo e filosofo Gennaro Zeno; il regista e autore teatrale Ciro Sannino.

L’artistica creazione è rimasta esposta alla pubblica ammirazione dalle prime ore di domenica 3 maggio ino alle ore 17.30, ora in cu è stato irrimediabilmente guastato dal passaggio del simulacro del Santo Protettore di Portici.

Al colophon, rappresentante il progetto dell’Infiorata, era allegato il seguente messaggio, composto dal signor Ciro Raillo, che riportiamo integralmente: Ripartiamo da Cristo (Raccogliamo il collirio di Dio per camminare nella luce, per portare frutti di bontà, giustizio e verità)

In questo mondo moderno dominato dalla AI (intelligenza artificiale) dove la gente osanna il cellulare come fosse un Dio, si sia perso il valore della fede … Bisogna ripartire da Cristo, che come un collirio ci fu dato come cura per farci aprire gli occhi.

Un omo che scese dal cielo e gli fu dato il nome Gesù … per la salvezza dell’umanità e riconciliazione con Suo Padre.

Credo che oggi non nascerebbe a Wall street o si farebbe video per acquisire follower, ma sicuramente nascerebbe in periferia o in un campo profughi per dare amore.

Su Internet, sarebbe etichettato come un “INFLUNCER PERICOLOSO” e di nuovo crocifisso non fisicamente, ma dai media come 2000 o più anni fa’..

Concludo facendo una domanda: Quale miracolo chiederebbe a Lui per cambiare le cose?

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