Il Velo di Maya
Un salotto di parole nel cuore antico di Napoli: nella Casina Pompeiana di Palazzo Venezia si solleva il velo delle apparenze per guardare il mondo con occhi nuovi
di Mario Scippa
Nel cuore antico di Napoli, dove le strade sono vene di pietra e la storia affiora da ogni muro, esiste un luogo in cui il tempo rallenta e la parola torna ad avere peso.
È il giardino nascosto del Palazzo Venezia.
Ed è qui, nella Casina Pompeiana, che una volta al mese prende vita il salotto letterario
Il Velo di Maya, curato con passione e delicatezza da Adriana Capogrosso e Adriana Mastropasqua.
Non è una presentazione di libri. Non è una conferenza. È qualcosa di più raro.
È un incontro di sguardi intorno alla letteratura.
Una stanza di parole
Chi entra nella Casina Pompeiana avverte subito una sensazione particolare.
I colori delle pareti, caldi, vissuti, sembrano trattenere le voci di chi è passato prima.
Il piccolo giardino respira lentamente, come se custodisse una memoria silenziosa.
Seduti in cerchio, con un libro al centro, i partecipanti cominciano a parlare. Non per spiegare la letteratura, ma per abitarla.
Le storie diventano domande, le frasi aprono altre frasi, i silenzi hanno lo stesso valore delle parole. E poco alla volta accade qualcosa di raro: si crea una comunità momentanea di lettori, un piccolo spazio in cui il pensiero può muoversi libero.
Nel frastuono del centro storico, questo salotto diventa una bolla di resistenza culturale. Un luogo in cui, per qualche ora, si può ancora respirare bellezza.
I libri come porte
Ogni incontro nasce da un libro scelto dalle curatrici.
Così, nelle settimane passate, i partecipanti hanno attraversato la malinconia sospesa di Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij. Un racconto fragile e luminoso come una notte d’estate.
Poi, la feroce allegoria politica di La fattoria degli animali di George Orwell, dove il potere mostra il suo volto più spietato.
Libri lontani tra loro, eppure uniti dalla stessa capacità: aprire varchi nella realtà.
Forse è proprio questo il senso del nome scelto per il salotto.
Il Velo di Maya, nella tradizione filosofica, è il velo delle apparenze che ricopre il mondo: quella trama sottile di abitudini, percezioni e illusioni che ci fa credere di vedere le cose così come sono, mentre in realtà ne cogliamo soltanto la superficie.
Viviamo dentro questo velo senza quasi accorgercene, attraversando i giorni come se la realtà fosse trasparente e definitiva.
La letteratura, invece, ha un altro movimento.
Non distrugge il velo, forse nessuno può farlo davvero, ma lo sfiora, lo increspa, lo solleva per un attimo.
Un romanzo, una pagina, una frase possono improvvisamente aprire uno spiraglio: la realtà appare più profonda, più ambigua, più umana. Ci accorgiamo che sotto ciò che sembrava semplice esistono strati di senso, domande, contraddizioni.
Forse è proprio questo che accade, una volta al mese, nella Casina Pompeiana del Palazzo Venezia: grazie ad Adriana Capogrosso e Adriana Mastropasqua, un gruppo di lettori si ritrova intorno a un libro e, parlando insieme, prova a compiere quel gesto antico e ostinato che appartiene alla letteratura da sempre — sollevare, almeno per un istante, il velo delle apparenze e guardare il mondo con occhi nuovi.
Il prossimo incontro
21 marzo, ore 11.00, a Napoli, in via Benedetto Croce, al PA.VE – Palazzo Venezia.
Il libro al centro della conversazione sarà Il signore delle mosche di William Golding. Un romanzo inquieto e necessario, che interroga il cuore oscuro dell’uomo e la fragilità della civiltà.
E ancora una volta, tra le pareti silenziose della Casina Pompeiana, tra le piante del giardino e la luce che filtra lenta, un gruppo di lettori proverà a fare ciò che la letteratura chiede da sempre: guardare oltre il velo.


Dopo questa presentazione ,come si fa a nn conoscervi ,Il Velo docet…… Un ‘atmosfera da zucchero filato ,dove ballano fate ,gnomi , un bosco di parole magiche che come fiori spuntano in un’atmosfera di ieri e di oggi e di domani ,xke ‘ la semina comincia qui. A presto.
Ho preso parte al salotto letterario e mi è piaciuto molto. ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️