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Influenza stagionale: pensiamoci per tempo

Il nostro medico commenta la circolare del Ministero della Salute, invitandoci a prevenire per tempo l’influenza stagionale

di Carlo Alfaro

L’influenza è una malattia respiratoria acuta, altamente contagiosa (tramite le goccioline e le secrezioni respiratorie) causata da virus influenzali di tipo A e B.

I virus dell’influenza A sono classificati in sottotipi in base a due proteine di superficie: emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA). Quelli in gioco nelle epidemie degli ultimi decenni sono due sottotipi di HA (H1 e H3) e due sottotipi di NA (N1 e N2).

Il virus colpisce potenzialmente qualunque persona, indipendentemente da stile di vita, condizioni di salute, età, genere e luogo in cui vive.

Dopo un periodo di incubazione di 1-4 giorni, il virus si manifesta con la classica triade febbre-tosse-dolori, per una durata media di 7 giorni.

Nei climi temperati, come in Italia, le epidemie stagionali si verificano principalmente durante l’autunno-inverno, mentre nelle regioni tropicali l’influenza può verificarsi durante tutto l’anno.

In tutto il mondo, i virus influenzali causano ogni anno da 3 a 5 milioni di casi di malattia, a volta con gravi complicanze (come polmonite, miocardite, encefalite) e da 290.000 a 650.000 decessi (tasso di mortalità complessivo di 13,8 decessi ogni 100.000 persone ogni anno). I decessi in Europa arrivano fino a 70.000 all’anno.

Le persone a maggior rischio di complicazioni sono anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, individui con deficit della risposta immune o malattie croniche. Oltre ai costi sanitari altissimi, l’influenza causa costi indiretti per assenteismo in ambito scolastico e lavorativo e perdita di produttività. Il monitoraggio dell’influenza in Italia avviene tramite un sistema di sorveglianza integrato coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e costituito da “medici sentinella” sul territorio (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) e laboratori accreditati: il sistema RespiVirNet. Questo network monitora l’andamento di tutte le sindromi simil-influenzali (influenza-like-illness, ILI), causate anche da altri virus respiratori, come respiratorio sinciziale, Covid, rinovirus e para-influenzali.

In Europa e Italia, le ultime stagioni epidemiche, dopo il Covid, sono state particolarmente virulente. La scorsa stagione si è raggiunto in Italia un livello record di contagiati da ILI, oltre 16 milioni.

Contro l’influenza, la prevenzione è fondamentale. Contano molto le misure di protezione individuale non farmacologica, per ridurre il rischio di contrarre l’infezione ed evitare di trasmettere il virus ad altri, quali:

  • lavare regolarmente le mani,
  • osservare una buona etichetta respiratoria,
  • evitare contatti se si è ammalati o con chi è ammalato,
  • usare la mascherina se è il caso (es. contatti stretti).

Tuttavia, l’arma di prevenzione più efficace è il vaccino. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel febbraio 2025 ha indicato la composizione del vaccino trivalente per la stagione 2025/2026 dell’emisfero settentrionale: 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e 1 virus di tipo B.

Fino a pochi anni fa, i vaccini erano quadrivalenti, ma poiché dal marzo 2020, nei virus in circolazione a livello globale, non è stato riportato alcun caso riconducibile al virus B/Yamagata, questo ceppo è stato escluso e i vaccini sono trivalenti.

Ogni anno la composizione viene aggiornata sulla scorta delle variazioni antigeniche (deriva antigenica) che subiscono i ceppi influenzali. Le indicazioni del Ministero della Salute per la campagna vaccinale 2025-26 sono contenute in una Circolare inviata alle Regioni. Il vaccino antinfluenzale può essere effettuato a tutte le età a partire dai 6 mesi di vita, ma è raccomandato e offerto attivamente e gratuitamente alle categorie a rischio, che sono distinte in due sottogruppi.

Il primo è costituito da persone che se si ammalano possono avere conseguenze più gravi (protezione diretta), quali anziani oltre i 60 anni, donne in gravidanza in qualsiasi trimestre e nel postpartum, persone con immunodepressione o patologie di base (polmonari, cardio-circolatorie, metaboliche, renali, endocrine, ematologiche, oncologiche, epato-intestinali, reumatologiche, neuromuscolari), bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, ricoverati presso strutture per lungodegenti.

Il secondo sottogruppo è rappresentato da persone che se si ammalano possono diffondere l’infezione ai soggetti fragili (protezione indiretta): bambini dai 6 mesi ai 6 anni, operatori sanitari, lavoratori dei servizi essenziali, esempio forze di polizia, vigili del fuoco, personale a contatto con animali potenzialmente veicolo di virus influenzali trasmissibili all’uomo (allevatori, veterinari, macellatori, trasportatori di animali vivi), donatori di sangue, care-givers.

La strategia della protezione indiretta è da perseguire, poiché i vaccini antinfluenzali utilizzati abitualmente sono più efficaci nei bambini e negli adulti sani rispetto agli anziani e alle persone con patologie croniche. Il vaccino sarà comunque offerto gratuitamente, dopo aver coperto le priorità, a chiunque lo richieda.

L’OMS e il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025 auspicano, negli ultrasessantacinquenni, una copertura del 75% come obiettivo minimo perseguibile e del 95% come obiettivo ottimale.

Per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino, a distanza di almeno quattro settimane. Dopo i 9 anni basta una dose unica, anche il primo anno che ci si vaccina.

I vaccini antinfluenzali inattivati standard (VIT) – split e a subunità- sono indicati dai 6 mesi ai 60 anni e nelle donne gravide. Vanno somministrati per via intramuscolare nel muscolo deltoide sopra i 2 anni, mentre fino ai 2 anni nella faccia antero-laterale della coscia. Ogni dose è da 0,50 ml (per tutte le età).

Dai 2 ai 18 anni è possibile utilizzare il vaccino antinfluenzale vivo attenuato (LAIV) in formulazione spray per via nasale. La dose è da 0,2 ml. Normalmente i vaccini inattivati (e quelli per via nasale) sono coltivati su embrione di pollo, ma è disponibile anche un tipo inattivato sviluppato su colture cellulari, VITcc (utilizzabile dai 6 mesi di età in poi) e uno sempre inattivato a DNA ricombinante, VITr (indicato dai 18 anni di età).

Nelle persone anziane è raccomandato l’utilizzo di vaccini antinfluenzali potenziati. Il tipo adiuvato (VITa) che contiene un adiuvante (per stimolare la risposta immunitaria), è indicato tra 60 e 64 anni in presenza di patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza e dai 65 ai 74 anni indipendentemente dallo stato di salute.

Il tipo ad alto dosaggio (VIThd), con una maggiore concentrazione di antigeni, è raccomandato per soggetti di età pari o superiore a 75 anni indipendentemente dallo stato di salute e per ospiti nelle strutture per lungodegenza. I vaccini anti-influenzali inattivati sono controindicati solo in caso di anafilassi a uno dei componenti, mentre quello nasale, oltre che in questo caso, è sconsigliato in caso di immunodeficienza, assunzione cronica di salicilati, asma severo, asplenia anatomica o funzionale, gravidanza, caregivers di persone gravemente immunocompromesse. Cautela nelle persone con perdita di liquido cefalorachidiano e portatori di impianto cocleare. Gli effetti indesiderati comuni dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale intramuscolare consistono in reazioni locali, quali dolore, eritema, gonfiore nel sito di iniezione. Le reazioni sistemiche comuni includono malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni. Ancora più tollerata la formulazione nasale.

Per una corretta segnalazione di reazione avversa a vaccino si raccomanda che a ciascuna persona vaccinata vengano consegnati nome e lotto del vaccino somministrato. I vaccini antinfluenzali devono essere conservati a temperature comprese tra +2°C e + 8°C e non devono essere congelati. La stabilità è di almeno un anno, se non viene interrotta la catena del freddo. Il vaccino anti-influenzale può essere somministrato simultaneamente ad altri vaccini raccomandati.

La campagna vaccinale 2025-2026 inizierà a ottobre, ma sarà possibile vaccinare in qualsiasi momento della stagione influenzale. La risposta immunitaria alla vaccinazione impiega circa due settimane per svilupparsi pienamente. La vaccinazione sarà disponibile in diversi contesti, come ospedali, farmacie, ambulatori, residenze assistite, aziende.

Al seguente link, la circolare completa del Ministero:

https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/influenza-pubblicata-la-circolare-con-le-raccomandazioni-la-stagione-2025-2026/

 

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