La Domus del Chirurgo
Un libro su un capitolo della storia medica: Pompei e gli strumenti chirurgici – La Casa del Chirurgo di Michele Di Gerio
di Antonio Vitale
CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nella Sala dei Catasti nell’Archivio di Stato, in piazza Grande Archivio, lo scorso 6 dicembre, nell’ambito della rassegna Dialoghi di carta. Incontriamoci in Archivio, si è tenuta la presentazione del libro Pompei e gli strumenti Chirurgici – La Casa del Chirurgo, Guida editori, scritto da Michele Di Gerio, laureato in Medicina Veterinaria ed in Conservazione dei Beni Culturali a indirizzo archeologico all’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il libro prende spunto dal celebre ritrovamento degli strumenti medici rinvenuti nella cosiddetta Casa del Chirurgo di Pompei, durante gli scavi avviati nella primavera del 1771. Come ricorda l’autore, l’abitazione – scoperta come una semplice domus – rivelò un’ingente quantità di strumenti chirurgici, mostrando come già in età pompeiana si facesse uso di utensili sorprendentemente simili a quelli moderni. Il saggio analizza nel dettaglio tali strumenti e altri reperti probabilmente appartenuti alla stessa dimora, attraverso un rigoroso lavoro su documenti d’epoca: due inventari di Francesco La Vega del 1771, un ulteriore inventario e un resoconto tratti dalla Pompeianarum Antiquitatum Historia, oltre a fonti classiche, monografie dal XVI al XIX secolo e ricerche contemporanee.
Alla presentazione, insieme all’autore, sono intervenuti il professor Antonio De Simone, archeologo di fama internazionale e protagonista di importanti scoperte soprattutto nell’area pompeiana, il dottor Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, e il professor Marco Trifuoggi, docente di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali alla Federico II.
Nel corso degli interventi è stato sottolineato come l’archeologia possa offrire un contributo prezioso anche alla storia della medicina, mostrando l’evoluzione di strumenti e pratiche che, nei secoli, hanno progressivamente definito quella che veniva chiamata Ars Medica.

Grazie al Dott. Vitale per averci presentato l’eccellente lavoro di Michele Di Gerio, un’opera fondamentale che unisce archeologia e storia della medicina. Il suo saggio conferma la sorprendente modernità di questi reperti, dimostrando l’avanzato livello dell’antica Ars Medica. L’evento, ha giustamente sottolineato come l’archeologia possa offrire un contributo prezioso per comprendere l’evoluzione delle pratiche mediche nei secoli. Complimenti Antonio