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La pace che nasce dall’ascolto

Un evento dedicato alla pace come dialogo e ascolto reciproco: musica, testimonianze e voci da Oriente e Occidente per costruire ponti in un tempo segnato da divisioni

di Antonio Vitale

CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – La pace nasce dall’ascolto. Ascolto dell’altro, delle sue differenze, del suo dolore, della sua umanità. È un gesto semplice e rivoluzionario: aprire il cuore e lasciarsi attraversare dalle voci del mondo.

Un’immagine universale accompagna questo pensiero: una madre accanto al figlio nel momento del dolore più grande. Un simbolo che attraversa i secoli e parla a tutti, oltre le culture e le fedi.

Il Premio Internazionale Pellegrini di Pace, istituito nel 2025 grazie all’intesa tra l’Arcidiocesi di Napoli e l’Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, nasce per riconoscere personalità capaci di trasformare la cultura, l’arte e il pensiero in strumenti di dialogo, responsabilità e costruzione della pace.

Nell’ambito del Premio, la musica diventa spazio di incontro tra Oriente e Occidente. L’appuntamento è per giovedì 25 giugno alle ore 20, nella Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova, in Largo Donnaregina. La serata si apre con un dialogo tra Monsignor Gennaro Matino e l’Imam Massimo Abdallah Cozzolino: due voci, due fedi, un’unica intenzione. In un tempo segnato da divisioni, la pace comincia da un gesto semplice: ascoltare.

Segue il concerto dell’Orchestra Discantus e del Coro Vocalia, diretti da Luigi Grima, valorizzato dalla vocalità appassionata e ricercata di Maria Pia De Vito.

Il Premio Internazionale Pellegrini di Pace 2026 è stato consegnato lo scorso 16 giugno, nella chiesa di San Giovanni Maggiore, al termine della proiezione del film La voce di Hind Rajab, dedicato alla bambina palestinese uccisa durante il conflitto a Gaza: un’opera che diventa appello contro la guerra e contro ogni forma di disumanizzazione.

La regista Kaouther Ben Hania, autrice di L’uomo che vendette la sua pelle e Four Daughters, ha dato voce a chi spesso resta invisibile: donne, bambini, vittime della guerra, persone costrette all’esilio. La sua testimonianza artistica incarna pienamente i valori del Premio: la pace come responsabilità, come dialogo, come ascolto.

Ingresso libero.

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