La rivoluzione attraverso la muografia
Discariche trasformate in “miniere” con la muografia: è l’obiettivo del progetto di ricerca della Federico II e Res spa
Un progetto innovativo finanziato dalla Regione Molise punta a trasformare le vecchie discariche in vere e proprie “miniere” di materie prime seconde, recuperando acciaio, rame, alluminio, plastiche e gomma.
Coordinato dal professor Giovanni De Lellis dell’Università Federico II di Napoli, il progetto “La radiografia muonica per il landfill mining” unisce l’ateneo partenopeo, l’INFN e la società molisana RES | Recupero Etico Sostenibile), capofila dell’iniziativa.
Obiettivo della ricerca è fornire uno strumento di diagnosi preventiva per stimare la posizione, la dimensione e la tipologia di materie prime seconde ad alto valore come acciaio, plastiche, gomma, rame e alluminio, così da trasformare le discariche in vere e proprie miniere da cui estrarre risorse, apportando un beneficio significativo in termini di sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale
Il progetto, che si svilupperà in un arco temporale di due anni, ha ottenuto un finanziamento complessivo di 1,247 milioni di euro nell’ambito del programma regionale Molise FESR FSE+ 2021-2027 per sostenere l’innovazione e il trasferimento tecnologico nelle imprese. La quota assegnata alla Federico II è di circa 397mila euro.
La RES, società che opera da oltre 30 anni nel settore della Circular Economy e della sostenibilità ambientale, impresa capofila, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica Ettore Pancini dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’ INFN | Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ne è promotrice.
Il programma regionale FESR FSE+ prevede anche agevolazioni come contributo a fondo perduto per lo sviluppo delle attività di Ricerca e sviluppo sperimentale.
L’idea è di sviluppare e applicare in modo del tutto innovativo la tecnica della radiografia muonica all’indagine stratigrafica delle discariche, un’applicazione che rappresenta una novità assoluta. La radiografia muonica, o muografia, è una tecnica che utilizza i muoni, particelle prodotte nella cascata che segue l’interazione dei raggi cosmici con l’atmosfera terrestre, per ricostruire un’immagine della struttura interna di un oggetto. Il principio è simile a quello delle radiografie che invece dei muoni utilizzano raggi X, con il vantaggio di poter investigare oggetti molto più grandi e distanti dal punto di osservazione, a causa del maggiore potere di penetrazione dei muoni.
Con questo progetto – spiega Giovanni De Lellis – le tecnologie che abbiamo sviluppato nell’ambito della fisica delle particelle elementari si applicano per la prima volta all’indagine stratigrafica di discariche e in generale di siti da bonificare. Riuscire ad avere una mappa tridimensionale della densità agevolerà le potenziali fasi di recupero dei materiali e, in tal modo, la discarica da sito terminale sarà sempre più inserita in un contesto di economia circolare. Questo progetto pilota ci rivelerà le potenzialità della tecnica con un’applicazione concreta al sito molisano di Tufo Colonico dove opera la Società Res con cui abbiamo avviato una proficua collaborazione.
Il gruppo di ricerca, guidato dal professore De Lellis, ha già applicato con successo la muografia all’indagine del sito archeologico degli Ipogei dei Togati e dei Melograni, portando alla luce nel 2023 un ipogeo nascosto, dieci metri sotto terra nel rione Sanità a Napoli, e nel 2019 investigando la struttura in prossimità del cratere del vulcano Stromboli.
