La storia sta per cominciare
Il cuore pulsante del gioco di ruolo, un’arte che Dadi & Maschere APS vuole aprire a tutti, attraverso una storia che crea relazioni e crescita personale
SANT’ANASTASIA | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Ogni grande campagna inizia con una sessione zero. È da questa immagine, familiare a chiunque abbia mai lanciato un dado attorno a un tavolo, che prende forma la presentazione ufficiale di Dadi & Maschere – Associazione di Promozione Sociale, in programma sabato 21 febbraio alle ore 18.30 nella Biblioteca del Seminario di Sant’Antonio da Padova, in Piazza Sant’Antonio.
Non si tratta soltanto di un evento formale. È un’apertura simbolica, quasi rituale: il momento in cui si “apre il grimorio” [manuale medievale di magia, ndr] dei progetti futuri e si racconta pubblicamente un percorso che intreccia gioco, creatività e impegno sociale.
Immaginate un tavolo illuminato da candele tremolanti, dadi che rotolano come destini incerti e un gruppo di amici che, tra risate e sussurri, dà vita a mondi impossibili.
Durante l’incontro, i fondatori illustreranno l’identità dell’associazione, le ragioni che ne hanno motivato la nascita e la visione che la guida. Sarà presentato il calendario eventi 2026, insieme ai progetti in cantiere, alle attività laboratoriali e alle collaborazioni in arrivo sul territorio. Ma soprattutto, sarà spiegato come entrare a far parte di questa nuova avventura collettiva.
Dadi & Maschere nasce con l’obiettivo di diffondere il gioco di ruolo da tavolo e dal vivo come strumento culturale e sociale. Non solo intrattenimento, dunque, ma spazio di relazione, crescita e inclusione. L’associazione propone la solidarietà non come formula retorica, ma come azione concreta: organizzata, continuativa e capace di intercettare bisogni reali.
L’evento è aperto a tutti: giocatori esperti, curiosi, associazioni, enti e cittadini interessati a scoprire un linguaggio che unisce narrazione e comunità. Non servono schede personaggio né manuali: basta la disponibilità ad ascoltare, condividere e immaginare.
Perché, come ricordano gli organizzatori, questa volta al tavolo ci siamo tutti. E la storia, quella vera, sta per cominciare.
