Lampedusa Beach
Presentazione della pièce Lampedusa Beach e il progetto I SUD 2026: un intreccio di teatro, testimonianza e riflessione sul tema delle migrazioni
CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Al Teatro Mercadante, in Piazza del Municipio, martedì 24 febbraio alle ore 12 è in programma un incontro con la stampa dedicato alla presentazione dello spettacolo Lampedusa Beach di Lina Prosa, con la regia di Alessandra Cutolo. In scena ci saranno Cristina Parku e la danzatrice Moussan Yvonne N’dah, interpreti di un racconto teatrale che affronta con forza poetica e lucidità uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il viaggio migratorio e le sue ferite. Durante il dibattito sarà proiettato anche un video realizzato da Caterina Biasiucci, che arricchirà ulteriormente la riflessione visiva e narrativa proposta dall’incontro.
L’appuntamento offrirà inoltre l’occasione per presentare la quarta edizione del progetto I SUD 2026, promosso dal Teatro Nazionale di Napoli in collaborazione con l’Associazione IF|Imparare Fare. Il percorso, condotto dalla stessa Alessandra Cutolo, coinvolge le comunità migranti presenti sul territorio, con l’obiettivo di costruire nuove narrazioni condivise e di dare voce a esperienze spesso invisibili. Attraverso laboratori, incontri e pratiche teatrali partecipate, I SUD intende creare uno spazio di ascolto e rappresentazione capace di restituire complessità, dignità e umanità alle storie di chi attraversa confini e frontiere.
All’incontro interverranno, oltre alla regista, Cristina Parku, Moussan Yvonne N’dah, Caterina Biasiucci, Daria Esposito, Presidente dell’Associazione IF–Imparare Fare, e Laura Marmorale, Presidente nazionale di Mediterranea Saving Humans. Saranno presenti anche le partecipanti del laboratorio I SUD, protagoniste di un percorso artistico e umano che intreccia identità, memoria e appartenenza.
Lo spettacolo Lampedusa Beach debutterà in prima nazionale giovedì 26 febbraio alle ore 21 al Ridotto del Mercadante, con repliche fino all’8 marzo.
Negli ultimi dieci anni circa 30.000 persone hanno perso la vita tentando di attraversare il mare.
Ma il mare è innocente – ricorda Alessandra Cutolo – Vite spezzate solo per essere nate “dalla parte sbagliata” del mondo.
