L’Archivio, luogo della memoria
Un Archivio va inteso come spazio vivo, dove documenti e storie si intrecciano e tornano a parlare e il passato torna a respirare
CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – La Sala Catasti dell’Archivio di Stato giovedì 21 maggio, alle ore 16, ospiterà un incontro dedicato alla memoria di Guido Donatone, studioso raffinato e instancabile promotore della riscoperta della ceramica meridionale.
L’appuntamento rientra nel ciclo Dialoghi di Carta. Incontriamoci in Archivio, attraverso il quale l’Istituzione apre le proprie porte a chi opera nella ricerca e nella divulgazione, trasformando le carte in voce e racconto.
Al centro della conferenza sarà la presentazione del volume Da Venezia alla Calabria: la maiolica secentesca di Gerace riscoperta, edito nel 2022 dal Centro di Studi Esperide. A dialogare con i curatori Mario Panarello, Vincenzo Cataldo e Monica De Marco sarà Rosa Romano, storico dell’arte della Soprintendenza di Napoli.
Il contributo fondamentale di Guido Donatone, scomparso nel 2020, sarà ricordato da Monica De Marco, mentre la sua figura e il suo impegno nella complessità culturale napoletana saranno rievocati da Luigi De Falco e Giovanna Mozzillo, in rappresentanza della sezione napoletana di Italia Nostra, di cui Donatone, fondatore del Centro Studi per la Storia della Ceramica Meridionale, fu a lungo presidente.
Il volume nasce come catalogo della mostra del 2021, con il sostegno della Regione Calabria, al Museo delle Ceramiche di Calabria a Seminara. Per la prima volta furono esposti sessanta esemplari della produzione dei maestri maiolicari attivi a Gerace nel Seicento, grazie ai prestiti di collezionisti privati e del Muza de La Valletta. Alla base dello studio, vasto e articolato, vi è una ricerca d’archivio capillare. Da un lato si è indagato su tutta la documentazione notarile prodotta a Gerace, dal Cinquecento al Settecento, mentre dall’altro, su documenti conservati nell’Archivio di Stato di Venezia e quello del Patriarcato.
Alla base del lavoro c’è una ricerca d’archivio accurata, condotta tra Gerace e Venezia, che ha permesso di ricostruire la storia dei maestri ceramisti e dei loro scambi con il Nord Italia.
Questi studi hanno permesso di capire la composizione delle argille, degli smalti e dei colori, rivelando le tecniche usate dai maestri ceramisti e le loro connessioni con le botteghe veneziane. I risultati, spesso corroborati dai del DIBEST | Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria e dal professore Claudio Capelli dell’Università di Genova, hanno confermato le intuizioni straordinarie che Donatone, già negli anni Ottanta, aveva formulato osservando le caratteristiche del decoro e delle forme. Le novità più significative riguardano invece la ceramica veneziana, con nuovi dati sull’attività di Maestro Domenego da Venezia e sulla diffusione delle sue maioliche nel Regno di Sicilia e a Malta.
Ne emerge un quadro affascinante: un linguaggio decorativo e morfologico raffinato e di alto livello, nato nei grandi centri di produzione, viene reinterpretato da vasai‑imprenditori del Sud con tratti più corsivi e sapidi, intrisi di cultura popolare. Non semplice imitazione, ma rinascita creativa: un fenomeno artistico autonomo, capace di raccontare attraverso la materia e il colore l’energia di un Sud che rielabora e rinnova la tradizione.
Vengono prodotte, infatti, maioliche in cui il disegno diventa più sciolto, le forme più vive e riconoscibili, i motivi decorativi si adattano al gusto locale e agli usi quotidiani. Non è una copia minore del modello veneziano, ma una ri‑scrittura: lo stesso schema di base viene adattato a nuove esigenze sociali, economiche e simboliche, generando un fenomeno artistico autonomo, distinto e coerente, che può essere interpretato come una delle espressioni più caratteristiche della ceramica del Meridione.



