L’identità di Eduardo De Filippo
Eduardo, un uomo che, seppur gravato di pesanti legami familiari e artistici, riuscì a conquistarsi un’identità propria
CASTELFORTE | LATINA – In Piazza XII Maggio giovedì 21 agosto, alle ore 20.45, si terrà l’incontro letterario con protagonista la professoressa Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura teatrale italiana all’Università degli Studi di Napoli – Federico II, che presenterà il suo ultimo saggio Eduardo De Filippo tra legami di sangue e legami d’arte, La valle del Tempo edizioni.
Al dibattito con l’autrice, condotta da Rossella Serao, parteciperanno il sindaco Angelo Felice Pompeo e la professoressa Angela Falso, già dirigente scolastica e membro dell’associazione Castelforte Produce.
La serata, arricchita dalla lettura di alcuni passi del saggio a cura di Paola Iotti, è promossa dall’associazione culturale Castelforte Produce in collaborazione con la casa editrice La Valle del Tempo, e si svolge nell’ambito del programma estivo di Serate alle fonti delle terme di Suio.
La professoressa Scognamiglio nel suo saggio è riuscita a dare una visione emozionante e assolutamente originale del genio di Eduardo, un uomo che, seppur gravato di pesanti legami familiari e artistici, riuscì a conquistarsi un’identità propria.
Basta farsi un giro sui social per trovare tante notizie sulla dinastia Scarpetta-De Filippo. Invece, Pina Scognamiglio per anni ha consultato archivi e cineteche, incontrato le persone vicine al grande drammaturgo, con le quali ha continuato a intrattenere rapporti, tanto da annunciare con gioia la nascita del pronipotino del grandissimo uomo di teatro, cui è stato imposto il nome di Eduardo.
Sovrastato dall’ingombrante figura paterna, dalla quale ricevette sempre poco amore, Eduardo De Filippo riuscì a trasformare quel deserto affettivo “rubando” l’arte a Scarpetta, assorbendo tutto ciò che poteva, riversando sulla scena e nella scrittura la sua amarezza. Una mancanza affettiva che, però, non lo aveva distrutto, anzi, gli aveva dato forza e spinto a creare e, infine, a superare di gran lunga il maestro. E nonostante la vita dura che dovette affrontare, Eduardo nelle sue opere, da buon napoletano, non disdegnò mai il sorriso.
