lo stretto legame tra salute mentale e fisica
Un Congresso a Udine per focalizzare le ricerche che hanno individuato lo stretto legame tra salute fisica e mentale
di Carlo Alfaro
Notizie generali sul Congresso
Si terrà dal 25 al 27 settembre 2025 il Congresso nazionale SALUTE MENTALE E MEDICINA: PERCORSI DI CURA E INTEGRAZIONE, all’Università degli Studi di Udine, Biblioteca Dei Rizzi, Via Fausto Schiavi, 44.
L’iscrizione, gratuita, può essere effettuata sul sito “Del Prato Congressi” entro il 22.09.2025.
I posti disponibili sono limitati ai primi 120 iscritti. Sono stati assegnati al Congresso n. 4,9 crediti ECM, usufruibili dalle professioni: Medico-chirurgo di varie discipline, Biologo, Dietista, Infermiere, Infermiere pediatrico, Psicologo, Psicoterapeuta.
Responsabili scientifici del Convegno sono:
- il professore Marco Colizzi, Direttore della SOC Clinica Psichiatrica e DCA, ASU FC, Udine;
- la professoressa Rossella Gaudino, Dirigente Medico della UOC Pediatria C, AOUI, Verona, Presidente SIMA;
- la professoressa Mariarosaria Valente, Direttrice della SOC Clinica Neurologica, Udine.
Razionale scientifico
Un numero crescente di ricerche sta evidenziando in maniera sempre più marcata il legame indissolubile tra salute fisica e mentale, rivelando la necessità di un’integrazione nella pratica clinica tra discipline mediche e psichiatriche.
Un punto chiave è l’impatto bidirezionale tra malattie fisiche e disturbi mentali, che suggerisce una visione della salute basata sul concetto “biopsicosociale”, che considera fattori biologici, psicologici e sociali nell’analisi e nel trattamento delle malattie. Da ciò scaturisce l’opportunità di un approccio olistico, che richiede una collaborazione interdisciplinare tra medici internisti, psicologi, psichiatri, biologi e altri professionisti della salute per costruire percorsi diagnostici precoci e mirati e interventi terapeutici personalizzati ed efficienti.
Questo Congresso intende esplorare ed approfondire le connessioni tra corpo e mente, favorendo un approccio multidisciplinare per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie umane, soprattutto quelle più complesse. Ciò attraverso una proficua e aggiornata occasione di confronto tra esperti, con l’obiettivo di superare la separazione tra fisico e psichico e promuovere una visione integrata della salute umana.
Le distanze tra salute fisica e mentale si accorciano
La prima giornata, dal titolo “Le distanze tra salute fisica e mentale si accorciano”, sarà dedicata all’interazione tra malattie fisiche e disturbi psichiatrici nell’adulto. L’argomento è estremamente attuale: uno studio pubblicato su The Lancet Regional Health-Europe Evidenze dimostra ad esempio che alcuni disturbi mentali come depressione, ansia, schizofrenia, disturbo bipolare e disturbo da stress post-traumatico aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari dal 50% fino quasi al 100% e peggiorano gli esiti di patologie cardiache preesistenti, con un aumento della mortalità tra il 60% e il 170%.
Lo studio sottolinea inoltre una relazione bidirezionale: oltre il 40% delle persone affette da malattie cardiovascolari presenta anche problemi di salute mentale.
In questo solco la lettura magistrale del professore Yuri Milaneschi: “Personalizzare le cure: la depressione immuno-metabolica”. La depressione immuno-metabolica è un paradigma dell’approccio olistico alla malattia, dato che descrive la connessione bidirezionale tra la depressione, le alterazioni del sistema immunitario e le disfunzioni metaboliche. Le persone depresse mostrano spesso alterazioni del sistema immunitario e disfunzioni metaboliche (come la sindrome metabolica), che a loro volta possono innescare o peggiorare i sintomi depressivi, in un circolo vizioso che deve essere intercettato per poter essere spezzato. La disregolazione immunometabolica e la depressione riconoscono, come la maggior parte delle malattie croniche non trasmissibili, un comune terreno patogenetico: l’infiammazione cronica silente, ovvero uno stato infiammatorio di basso grado ma persistente, che può protrarsi per anni senza dare sintomi clinici evidenti. Le medesime citochine pro-infiammatorie, come IL-6, TNF-α e CRP, sono implicate sia nei disturbi immunitari e metabolici che nella neuroinfiammazione che è alla base di molte malattie mentali.
Cambiamenti comportamentali: come il corpo segnala il suo malessere
La I Sessione delle due della mattina del 25 settembre si concentrerà sui “Cambiamenti comportamentali: come il corpo segnala il suo malessere”.
La prima relazione, “Comorbidità cardiometabolica e salute mentale: le Linee Guida ESC 2025”, a cura del professore Massimo Imazio, discute le Linee Guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) del 2025 che nel primo Clinical Consensus Statement dedicato a salute mentale e malattie cardiovascolari, appena pubblicato sull’European Heart Journal, sottolineano la relazione bidirezionale tra i due ambiti: i disturbi dell’umore e le malattie psichiatriche aumentano il rischio cardiovascolare, così come le patologie cardiache hanno un impatto negativo sulla salute mentale. Il documento raccomanda l’integrazione tra la cardiologia e la salute mentale, invitando i cardiologi a valutare regolarmente lo stato di salute mentale dei propri pazienti e a sviluppare collaborazioni con i professionisti della salute mentale, in team psico-cardiologici.
La seconda relazione, “Esiti fisici e psichici della malattia da Covid-19: lezioni apprese “, a cura del Professore Carlo Tascini, si focalizza sull’importante impatto avuto dalla pandemia sulla salute mentale oltre che su quella fisica.
Le stime riportano che 1 persona su 3 ha sviluppato disturbi neurologici e/o psichiatrici dopo aver contratto il Covid-19, che si configura quale una malattia sistemica-multiorgano, capace di coinvolgere tutti gli organi e gli apparati, compreso il sistema nervoso. A essere più colpiti da esiti neuropsichiatrici i soggetti con una malattia acuta più grave o con pregressa suscettibilità neurologica.
Nella successiva relazione, “Malattie reumatologiche, dolore cronico e depressione: impatto psicosociale”, a cura del professore Luca Quartuccio, il focus è sul circolo vizioso tra malattie infiammatorie, dolore cronico e depressione: le malattie reumatiche croniche causano dolore, che a sua volta peggiora la qualità di vita e induce depressione, mentre la depressione, a sua volta, può aggravare la percezione del dolore e influenzare negativamente il decorso della malattia reumatica.
Questo legame è mediato da fattori biochimici e infiammatori condivisi, rendendo fondamentale un approccio terapeutico integrato che consideri sia gli aspetti fisici che psicologici.
Non c’è salute senza salute mentale
La II Sessione della mattinata del 25/9, “Non c’è salute senza salute mentale”, si apre con la relazione “Problematiche mediche e depressione nel periparto: eziologia o complicanza?” a cura della professoressa Lorenza Driul. È noto che la depressione post-partum è una condizione multifattoriale, determinata dalla complessa interazione di fattori biologici (ormonali, genetici), psicologici (stress, bassa autostima), sociali (isolamento, supporto mancante) e ambientali (eventi stressanti).
Le problematiche mediche nel periparto possono contribuire all’insorgenza della depressione ma anche complicarla, per difficoltà di adattamento della puerpera allo stress del parto, che rappresenta un evento di straordinaria intensità fisica e psichica nella vita di una donna.
Nella relazione “Trattamento dell’insonnia: quale impatto sul benessere fisico e mentale?” del professore Matteo Balestrieri si focalizza l’impatto che ha l’insonnia sulla salute fisica e mentale, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, obesità, disordini immunitari, alterazioni cognitive, ansia, depressione.
Nella relazione “Fatigue in oncologia: sintomo psichico di depressione, fisico o entrambi?”, a cura del professore Fabio Puglisi, si affronta il tema della “fatigue” oncologica, definita una stanchezza persistente e invalidante, fisica, emotiva e mentale, che non migliora con il riposo e può interferire con le attività quotidiane, che colpisce fino al 65% dei pazienti oncologici, con un picco di incidenza durante le terapie ma che può persistere anche dopo la conclusione dei trattamenti. Le cause sono molteplici e includono il tumore stesso, i trattamenti, il dolore, la depressione, l’ansia, problemi di sonno, anemia e altre condizioni mediche.
Integrazione tra neurologia, psichiatria e neuroscienze
La III Sessione, che inizia nel pomeriggio, “Integrazione tra neurologia, psichiatria e neuroscienze nel XXI secolo: a che punto siamo?”, prevede come primo intervento: “Il disturbo motorio funzionale: competenza psichiatrica o neurologica?”, del dottore Lorenzo Verriello.
Il disturbo motorio funzionale è un’alterazione involontaria del movimento dei muscoli, che si appalesa come tremore, oscillazioni ritmiche, debolezza e perdita di forza, rigidità, lentezza, distonia (posture fisse e dolorose dovute a contratture), instabilità e difficoltà di marcia, Non è causata da una malattia neurologica strutturale, quale un danno organico del cervello, bensì da una malregolazione all’interno dei circuiti cerebrali responsabili del controllo motorio. Tipicamente, si osserva miglioramento deli sintomi quando il paziente è distratto.
La successiva relazione, “Il cervello in fiamme: l’encefalite autoimmune paradigma di patologie psichiatriche” del Professore Alberto Vogrig, tratta dell’encefalite autoimmune: un gruppo di patologie in cui il sistema immunitario attacca erroneamente il proprio tessuto cerebrale, causando neuroinfiammazione e danni strutturale responsabili di problemi cognitivi, convulsioni, alterazioni comportamentali.
In “Comorbidità psichiatriche e bassa qualità di vita nell’epilessia farmaco-resistente”, la dottoressa Giada Pauletto si focalizza sull’epilessia farmaco-resistente che, definita dalla persistenza delle crisi nonostante almeno due farmaci, colpisce circa un terzo dei pazienti: spesso si complica con malattie psichiatriche come depressione, ansia, psicosi, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo bipolare, disturbo da abuso di alcol, che possono peggiorare significativamente la qualità della vita. Per una individuazione precoce, è raccomandato uno screening di routine per disturbi psichiatrici nei pazienti con epilessia.
Invecchiamento e patologie neuropsichiatriche
Infine la IV Sessione della prima giornata, “Invecchiamento e patologie complesse: dalla diagnosi alla cura”, contempla quale prima relazione: “Trattamento del decadimento cognitivo e della depressione nel diabete mellito”, del professore Alessandro Cavarape. Decadimento cognitivo e depressione nel diabete mellito vanno gestiti con controllo glicemico ottimale, farmaci specifici, interventi sullo stile di vita e approccio integrato.
Sono fondamentali, sia come prevenzione che come terapia, la gestione ottimale del diabete stesso, evitando picchi glicemici e ipoglicemie, e uno stile di vita attivo, sia fisicamente che mentalmente. Indicato l’uso di farmaci come gli agonisti del recettore del GLP-1 che mostrano benefici cognitivi.
La successiva relazione, “Psicosi e Alzheimer: diagnosi differenziale e opportunità terapeutiche”, del dottor Iacopo Cancelli si incentra sul rapporto tra psicosi (disturbi del pensiero e della percezione) e malattia di Alzheimer (un disturbo neuro-cognitivo): pur essendo entità cliniche completamente diverse, hanno punti in comune in quanto le psicosi possono essere un sintomo della malattia di Alzheimer. Le terapie variano: per la malattia di Alzheimer si usano farmaci come gli inibitori dell’acetilcolinesterasi e nuovi agenti biologici come il Lecanemab, mentre i sintomi psicotici richiedono farmaci antipsicotici specifici.
In “Approccio integrato ai bisogni psico-fisici dell’anziano fragile”, la dottoressa Debora Donnini farà riferimento a bisogni essenziali al benessere dell’anziano fragile quali accudimento e supporto fisico, cure mediche, sicurezza e affetto, evitamento dell’isolamento sociale, senso di valore, riconoscimento e rispetto, stimolazione cognitiva e fisica.
Congresso Nazionale SIMA
La seconda giornata, il 26 settembre, dal titolo “Adolescenti in salute e benessere: tra mente e corpo”, accoglierà il Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Saranno affrontati i nodi cruciali di quelle che sono attualmente tra le sfide più critiche nel campo dell’assistenza agli adolescenti del terzo millennio, gli aspetti clinici e diagnostici della consulenza adolescentologica e l’approccio all’adolescente con patologia cronica o rara. In occasione del Congresso ci saranno anche le elezioni del prossimo Consiglio Direttivo; dovranno essere eletti 4 Consiglieri, 1 componente del Collegio dei Probiviri, il Presidente per il biennio 2025-2027 e il Presidente eletto per il biennio 2027–2029. Potranno votare i Soci in regola con il versamento della quota annuale. Le candidature alle posizioni di Consigliere, Componente del collegio dei Probiviri (necessaria l’iscrizione a SIMA per almeno 8 anni) e Presidente 2025 – 2027 e Presidente Eletto 2027-2029 dovranno essere inoltrate al Presidente in carica compilando il modulo presente sul sito www.medicinadelladolescenza.it entro, e non oltre, il 15 Settembre 2025.
Sfide e soluzioni per la prevenzione nella transizione
La I Sessione della seconda giornata, “Sfide e soluzioni: navigare la prevenzione nella transizione” contempla come primo intervento: “Diabete nell’adolescente: criticità, soluzione e sfide nel percorso verso la transizione”, a cura delle dottoresse Francesca Franco e Sandra Agus.
Gli adolescenti possono essere colpiti dal Diabete di tipo 1, malattia autoimmune in cui auto-anticorpi contro le beta-cellule pancreatiche inficiano la produzione di insulina, per cui l’organismo è dipendente dalla sua somministrazione, o dal Diabete di tipo 2, in cui si verifica una resistenza periferica all’azione dell’insulina prodotta normalmente dal pancreas. Il tipo 2 sta diventando sempre più comune negli adolescenti a causa dei crescenti tassi di obesità e degli stili di vita sedentari. Una sensibilizzazione alla prevenzione, una diagnosi precoce (attuare screening e pensarci in caso di sintomi sospetti come stanchezza o aumento della sete) e una gestione efficace basata su terapia, monitoraggio, dieta, attività fisica e supporto emotivo sono fondamentali per garantire le difficili sfide del diabete nell’età di transizione. Ciò richiede una proficua alleanza tra operatori sanitari, famiglia e scuola.
La relazione successiva, “Cancer survivors in transizione: il futuro che sostiene”, della dottoressa Chiara Pilotto, affronta le sfide dei sopravvissuti al cancro in adolescenza, che necessitano di follow-up medico e supporto psicologico e sociale specifici per affrontare le sequele della malattia e del trattamento.
La relazione “Dalle psicosi alle altre condizioni di rischio: l’esperienza di un ambulatorio di transizione”, del professore Marco Colizzi, approfondirà l’esperienza di un ambulatorio dedicato agli adolescenti con psicosi. La psicosi nella transizione infanzia-adolescenza è una condizione a grave rischio per lo sviluppo di disturbi mentali, anche per la specifica vulnerabilità biologica e psicosociale di questa fascia di età. Una intercettazione precoce dei segnali di rischio consente un intervento tempestivo, che includa farmaci, psicoterapia e supporto familiare, essenziale per migliorare significativamente prognosi e qualità di vita.
Con la relazione “Interferenti Endocrini: prevenzione e terapie future”, la professoressa Maria Elisabeth Street si focalizzerà sulla prevenzione e cura dell’azione degli interferenti endocrini sui sistemi biologici, attraverso la riduzione dell’esposizione e la correzione degli squilibri indotti dalle sostanze pericolose a danno della salute umana, soprattutto durante le fasi critiche della crescita.
Cambiamenti e sensazione di diversità in adolescenza
La II Sessione del mattino, “L’essenza del cambiamento in adolescenza: come e perché sentirsi diversi”, inizia con la relazione: “Benessere e Identità di genere in età evolutiva”, del dottor Piernicola Garofalo. L’identità di genere è il senso interiore e profondo di appartenere a un genere, entrambi o nessuno dei due. Nell’infanzia, varianze nell’identità di genere sono comuni, ma nella maggioranza dei casi sono transitorie e richiedono solo supporto alla libera sperimentazione ed espressione di sé; è solo dall’adolescenza che si valuta la possibilità di un percorso di affermazione di genere nel caso di disforia di genere, il profondo disagio mentale causato da un’incongruenza duratura.
In “Adolescenti con Disforia di Genere: terapie e sfide emergenti”, il professor Gianluca Tornese affronterà il ventaglio di opportunità terapeutiche per la disforia di genere negli adolescenti, dal supporto psicologico ai bloccanti dello sviluppo puberale a, in età più avanzata, la terapia ormonale di affermazione di genere (GAHT), che può essere seguita da chirurgia dopo la maggiore età. Le sfide emergono dall’esigenza di creare ambienti accoglienti e inclusivi, garantire accesso a cure adeguate e bilanciare il supporto psicologico con le opzioni mediche, in contesti come quelli attuali dove spesso l’ideologia cerca di interferire con le scelte basate su prove scientifiche di fronte a decisioni complesse e di vitale importanza per la persona.
Nella relazione “Crescita Ottimale: strategie, terapie e ormone della crescita”, la professoressa Rossella Gaudino, nell’affrontare il tema del deficit di GH sotto gli aspetti clinici, diagnostici e terapeutici, parlerà della novità rappresentata dall’introduzione di farmaci a lunga durata d’azione (LAGH), come somatrogon, che riducono la somministrazione da giornaliera a settimanale. Questo semplifica il trattamento, migliora l’aderenza terapeutica e ottimizza la qualità di vita dei pazienti con deficit di GH, ma richiede una sorveglianza a lungo termine per monitorare eventuali rischi.
Concluderà la mattinata la relazione “Alimentazione in adolescenza: uno strumento per integrarsi…e per differenziarsi”, del professor Andrea Vania. L’alimentazione nell’adolescenza è fondamentale per supportare in maniera adeguata il picco di crescita e sviluppo, ma nello stesso tempo è altamente influenzata dalle istanze psicologiche ed emotive, così determinanti nelle scelte dei ragazzi, soprattutto nella fase in cui iniziano ad acquisire autonomia dal controllo della famiglia.
Conclude la mattinata la Lettura Magistrale della dottoressa Francesca Sinopoli: “Salute Sessuale: dal codice rosso al consenso in adolescenza”. Il consenso sessuale è la comunicazione verbale con la quale si afferma la propria volontà di praticare un rapporto sessuale, nella piena consapevolezza e coscienza della propria libertà e diritto; può essere revocato in qualsiasi momento e deve essere espresso per ogni singola volta e pratica. La comunicazione è assolutamente di tipo verbale: lo sguardo, il silenzio, i comportamenti, l’atteggiamento, la situazione, il contesto, il luogo, l’abbigliamento, i discorsi, l’aver già avuto un rapporto sessuale con quella persona, l’avere una relazione stabile, aver bevuto alcol o fatto uso di droga, non rappresentano elementi di consenso a un rapporto sessuale. In Italia, la legge stabilisce l’età del consenso sessuale a 14 anni. L’età scende a 13 anni solo quando anche l’altro è un minore, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a quattro anni. Un rapporto sessuale senza consenso è da considerare stupro.
Cibo e salute mentale
Aprirà il pomeriggio la III Sessione, “Cibo e salute mentale: l’ascendenza dell’alimentazione sulla mente degli adolescenti”. Tra gli interventi: “La PEA: un alimento a fini medici speciali per il benessere psichico”, del dottor Riccardo Bortoletto. La PEA (Palmitoil-Etanol-Amide) è una molecola endogena con proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive che può essere utilizzata come alimento a fini medici speciali per supportare la funzione cerebrale, il benessere psichico e la salute mentale. Grazie alla sua capacità di interagire con il sistema degli endocannabinoidi e di agire su recettori implicati in percorsi biochimici collegati a infiammazione, risposta immunitaria, difesa dallo stress ossidativo prodotto dai radicali liberi e neurotrofismo, contribuisce a migliorare umore, qualità del sonno e funzioni cognitive in disturbi dell’umore, psicosi, declino cognitivo.
Con la relazione “Adolescenti con anoressia nervosa severa: screening e fattori di rischio”, la dottoressa Elena Bozzola focalizzerà l’attenzione sull’intervento precoce sull’anoressia nervosa dell’adolescente, emergenza psichiatrica responsabile di gravi complicazioni fisiche e psichiche. Una intercettazione tempestiva degli adolescenti a rischio può consentire di intervenire in tempo per modificare i meccanismi chiave alla base del disturbo come la dispercezione corporea, il pensiero disfunzionale su peso e forma e il controllo ossessivo dell’alimentazione.
Con “Nutrire la mente: quali alimenti per le nuove generazioni?” il dottor Carlo Alfaro affronterà il tema di come l’alimentazione sana e bilanciata e i nutrienti chiave quali Omega-3 (DHA), vitamine, ferro, calcio, iodio, selenio e zinco, composti antiossidanti, colina, possano influenzare il corretto sviluppo del cervello, il funzionamento cognitivo, le emozioni e i comportamenti.
Con: “Oltre il peso: il ruolo dei farmaci per l’obesità nella salute mentale”, il dottor Graziano Grugni si addentrerà nel tema degli effetti sulla salute mentale dei farmaci per l’obesità, che possono avere effetti positivi, come i GLP-1 RA, migliorando l’umore, il benessere emotivo e la qualità della vita e riducendo ansia e depressione, ma anche avere effetti negativi recando una sensazione di vuoto e un calo della gratificazione derivante dal cibo o slatentizzando depressione e ideazione suicidaria (descritti con semaglutide e la liraglutide, in particolare quando assunti insieme ad antidepressivi o benzodiazepine). Pertanto è richiesto un monitoraggio attento degli effetti collaterali psichiatrici e un approccio personalizzato.
Adolescente con malattia cronica e disabilità
Infine, la IV Sessione della seconda giornata, “I bisogni dell’adolescente con malattia cronica e disabilità”, comincerà con la relazione: “Malattie infiammatorie croniche e terapia con farmaci biologici” della dottoressa Claudia Banzato. I farmaci biologici sono terapie avanzate usate per le malattie infiammatorie croniche quando le terapie standard non sono sufficienti. Agiscono bloccando specifici mediatori infiammatori come le citochine, ad esempio il TNF-alfa, per ridurre l’infiammazione e indurre/mantenere la remissione della malattia.
La relazione successiva, “Il sostegno al benessere psicofisico nelle malattie rare”, del dottor Andrea Bordugo, affronta il tema del supporto al benessere psicofisico per chi vive con una malattia rara, tali interventi includono servizi di ascolto, informazione, orientamento, counselling psicologico, assistenza materiale e supporto emotivo sia per il paziente che per i familiari, attraverso percorsi olistici gestiti da team interdisciplinari.
“Tra depressione e psicosi: quando la neurodiversità può diventare una condizione invalidante” è il titolo della relazione del dottor Dario Marin: depressione e psicosi sono condizioni che possono diventare invalidanti quando la persona neurodivergente sperimenta disagio, sofferenza, isolamento rispetto a un ambiente sociale, scolastico, lavorativo rigido e poco inclusivo.
In “Attività Motoria Preventiva Adattata: lo sport nell’adolescente con malattia cronica” il dott. Ugo Giordano spiega come l’Attività Motoria Preventiva Adattata (AMPA) rappresenti un programma di esercizio fisico personalizzato e strutturato, progettato per prevenire malattie e infortuni e per migliorare la funzionalità di persone con ridotte capacità fisiche, disabilità o patologie croniche. Si basa sull’adattamento degli esercizi alle esigenze individuali, tenendo conto dell’età e della condizione fisica del soggetto, per stimolare il benessere fisico, psichico e sociale.
La terza giornata
Infine, la terza giornata, il 27 settembre, coinvolgerà stakeholder e associazioni per discutere modelli innovativi di cura, prevenzione e accesso ai servizi, con l’obiettivo di rafforzare le reti di supporto tra sanità pubblica e privata.
Il professore Massimo Robiony presenterà la “Carta di Udine”, progetto nazionale da lui ideato per l’umanizzazione delle cure e il benessere organizzativo che parte proprio da Udine. L’iniziativa, insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, rappresenta una strategia per rispondere ai bisogni di salute della popolazione attraverso un modello che coniuga la prospettiva clinico-assistenziale e quella organizzativo-gestionale, nel contesto di un Servizio Sanitario Nazionale sostenibile e di qualità che garantisca l’universalità delle cure. Il documento scientifico di indirizzo enfatizza il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale, pilastro sociale imprescindibile e vuole promuovere un cambio virtuoso di paradigma nella filiera della salute, costruito interamente sulla persona/paziente, ridando centralità alla dimensione umana e puntando sulla coesione sociale e all’ottimizzazione dell’uso delle risorse.
A seguire, la dottoressa Gabriella Pozzobon presenterà la relazione: “A spasso tra le generazioni: l’adolescenza che cambia”. Le generazioni di adolescenti cambiano a causa dell’influenza dei contesti sociali, tecnologici e culturali in cui crescono, che modificano le loro esperienze, i loro valori e le loro abilità, ma le fasi dello sviluppo adolescenziale rimangano simili: cambiamenti fisici, sviluppo della personalità, importanza dei legami sociali.
Tra le peculiarità della generazione attuale, la Generazione Z, la forte appartenenza al mondo digitale, l’adultizzazione precoce, con un accesso sempre più anticipato a informazioni e conoscenze, la consapevolezza sociale e ambientale e la cultura delle differenze. Il professore Stefano Stagi coordinerà successivamente 10 presentazioni orali inerenti i temi del Congresso: “Obesità ipotalamica acquisita: caso clinico di trattamento in adolescenza” (professoressa Rossella Gaudino); “Valutazione neuropsichiatrica nella chirurgia dell’epilessia” (dottor Nicolò Ditta); “Trattamento della depressione resistente con esketamina: meccanismi biologici” (dottoressa Elisa Morandin); “Maggiore complessità terapeutica nei pazienti con Sclerosi Multipla Recidivante Remittente e comorbidità psichiatriche” (dottor Alessandro Zoratti);
“Benessere psicologico nelle persone che convivono col l’HIV” (dottoressa Tosca Semenzin); “L’impatto delle comorbidità organiche sul benessere psichico in gravidanza” (dottoressa Giovanna Tavian); “Trattamento dell’insonnia cronica con daridorexant in pazienti con comorbidità mediche” (dottor Daniele Pagliaro); “Lo ‘svantaggio’ di diventare adulti: Rachitismo Ipofosfatemico (XLH)” (dottor Thomas Zoller); “NF1: slatentizzazione di disturbo psichiatrico in presenza di burnout genitoriale e insorgenza di pubertà precoce” (dottoressa Silvia Zoletto); “Comorbidità psichiatriche nel paziente sottoposto a trapianto d’organo” (dottoressa Claudia Scipioni).
Concluderà i lavori l’intervento dei rappresentanti delle associazioni dei pazienti, che recheranno il loro punto di vista, fondamentale in quanto espressione autorevole dei bisogni e delle attese delle persone affette da patologie, che diventano così, da soggetti passivi, partner attivi nel percorso di cura.
Le associazioni svolgono verso i pazienti e le loro famiglie una serie di ruoli chiave: supporto pratico ed emotivo; rappresentanza e advocacy di bisogni, diritti e istanze; empowerment (rafforzamento della partecipazione attiva) fornendo conoscenze e strumenti per la consapevolezza; engagement (coinvolgimento nel processo decisionale); partecipazione nella ricerca clinica e nella governance del sistema sanitario, contribuendo a cambiamenti politici, sociali e culturali che migliorano l’accesso alle cure, la prevenzione e la qualità dell’assistenza e favoriscono l’aggiornamento delle linee guida.
Vai al sito per il Congresso:
https://www.depratocongressi.it/congresso_dettaglio.php?cong=333
