Mangiare napoletano
Mangiare a Napoli è come “mangiare” la storia, raccontata da Gennaro A. Avano nel suo libro
di Stanislao Scognamiglio
CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nella sede ESI in via Chiatamone, venerdì 12 alle ore 16 si terrà la presentazione del libro di Gennaro A. Avano Mangiare a Napoli e mangiare napoletano.
Al dibattito prenderanno parte, oltre all’autore, Alfonso Iaccarino Fondatore del ristorante e del brand “Don Alfonso 1890”, nonché autore della prefazione e il giornalista Graziano Cetara
La presentazione arriva a ridosso dell’annuncio dell’ingresso della Cucina Italiana nel Patrimonio Immateriale dell’UNESCO: un riconoscimento che rende ancora più significativo la pubblicazione di un volume dedicato alla tradizione culinaria partenopea.
Il libro porta come sottotitolo La tradizione gastronomica napoletana per categorie: storiografia, brand, ristorazione e generi, sottolineando quanto il “mangiare napoletano” sia, prima di tutto, cultura. Una passione quasi “artistica”, che affonda le sue radici nell’antica Roma e nella cucina dell’epoca di Federico II di Svevia.
Il libro. A partire dal riconoscimento internazionale delle maggiori guide turistiche del mondo, Napoli vede oggi un crescente consenso che trova riscontro anche sul piano gastronomico. Questo gradimento, liquidato tal volta come circostanziale, ha in realtà radici profonde che si basano su una tradizione afferente a una koinè, ovvero una cultura comune Meridionale, che rappresenta la più antica tra le tradizioni gastronomiche del mondo occidentale. Offuscata all’indomani dell’evento unitario, la gastronomia napoletana ha progressivamente riconquistato un interesse internazionale grazie all’opera di perpetuazione delle comunità migranti negli Stati Uniti (la cui componente partenopea era assai rilevante). Altro elemento non trascurabile nella vicenda di questo consenso è stata poi la diffusione della Teoria della Dieta Mediterranea, basata su uno studio del fisiologo americano Ancel Keys, condotto in buona parte in Campania. Grazie dunque a questi precedenti, e al recente favore turistico, le categorie gastronomiche napoletane hanno definitivamente trovato una solida affermazione
L’autore. Gennaro A. Avano, classe 1971, napoletano, insegna all’Istituto Tecnico Industriale G. e M. Montani di Fermo. Artista visivo, musicista e studioso di antropologia del Meridione d’Italia ha pubblicato Tracce per una storia delle arti duosiciliane (2006); La minestra è maritata, ritratto storico della gastronomia meridionale (2016-2019); Letteratura gastronomica del Meridione d’Italia (2018); Riti misterici ed esoterismo nella musica meridionale (2020); Una capanna nell’Italia greca, riflessioni storico-antropologiche su Meridione ebraico (2022). Ha collaborato con riviste e quotidiani tra cui Quotidiano Napoli, Infiniti Mondi e Borghi d’Europa. Cura attualmente la rubrica quindicinale Antropologia Culturale del meridione d’Italia per il format Officina Mediterranea.
