Culturateatro

Michele Riondino in Art

Un quadro bianco, un’amicizia messa alla prova e la sottile ferocia dell’autrice: Michele Riondino nella commedia francese contemporanea più rappresentata al mondo

CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Al Teatro Nuovo in via Montecalvario da giovedì 12 febbraio, alle ore 21 (repliche fino a domenica 15), arriva Art di Yasmina Reza.

La pièce è rappresentata nella versione diretta e interpretata da Michele Riondino.

Presentato da Argot Produzioni e Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito in co-produzione con Teatro Stabile d’Abruzzo e Fondazione Sipario Toscana onlus – La città del Teatro, l’allestimento inizia con una frase semplice, quasi innocente: «Il mio amico Serge ha comprato un quadro». Da lì in poi, niente sarà più innocente.

Si tratta di un quadro completamente bianco, pagato una cifra spropositata, ma è sufficiente per far crollare un’amicizia che sembrava indistruttibile

Da un pretesto apparentemente banale prende forma una delle commedie più feroci e intelligenti del teatro contemporaneo, scritta con penna affilata e sguardo chirurgico.

 Art è stata tradotta in oltre quaranta lingue ed è oggi la commedia francese contemporanea più rappresentata al mondo. Un testo che, sotto la superficie brillante e comica, nasconde una lucidissima analisi dei rapporti umani.

Michele Riondino affronta Art mettendo al centro la parola e il corpo degli attori, lasciando che il testo dispieghi tutta la sua forza senza sovrastrutture. In scena con Daniele Parisi e Michele Sinisi, dà vita a un triangolo umano fragile e incandescente, in cui ogni battuta diventa un colpo assestato con precisione, ogni risata apre una crepa più profonda.

Il disegno luci è di Christian Zucaro, le scene di Vito Giuseppe Zito, i costumi Silvia Segoloni.

La discussione sull’arte si trasforma rapidamente in un regolamento di conti: emergono rivalità mai dichiarate, risentimenti accumulati nel tempo, paure di essere giudicati, superati, abbandonati.

L’amicizia, che sembrava un terreno solido, rivela tutta la sua precarietà. Reza osserva questo processo con un’ironia spietata, capace di far ridere il pubblico mentre, sotto la maschera della commedia, affiora una malinconia sottile e persistente.

Non si ride mai in modo innocente in Art, perché ci si riconosce, perché le sue dinamiche appartengono a tutti. È qui che la commedia smette di parlare di arte contemporanea e comincia a parlare di noi.

Art si conferma un classico moderno, capace di attraversare il tempo senza perdere mordente. Uno spettacolo divertente e amaro, che usa un quadro bianco come specchio e l’amicizia come campo di battaglia, lasciando allo spettatore una domanda tanto semplice quanto scomoda: cosa siamo disposti a mettere in gioco pur di non mettere in discussione noi stessi?

Sinossi. Il mio amico Serge ha comprato un quadro» annuncia Marc, da solo in scena, ad apertura di sipario. «È una tela di circa un metro e sessanta per un metro e venti, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche».

Subito dopo Marc viene a sapere dallo stesso Serge che il quadro bianco a righe bianche è stato pagato duecentomila franchi: cosa che Marc giudica grottesca, poiché secondo lui è «una merda».

Un terzo amico, Yvan – che ha già abbastanza guai con i preparativi del suo matrimonio –, non prende posizione, venendo accusato dagli altri due di pusillanimità e doppiezza.

Così, la serata che i tre decidono di trascorrere insieme si trasforma in un regolamento di conti, in un gioco al massacro: il quadro bianco a righe bianche diventa il rivelatore da cui affiorano a poco a poco nevrosi, risentimenti e rivalità, mentre le parole si fanno sempre più velenose, sempre più acuminate, fino a ridurre in macerie la fragile impalcatura di un rapporto fondato sull’egoismo, la vanità e l’ipocrisia.

Yasmina Reza, di cui conosciamo la penna affilata e lo sguardo chirurgico, tocca in questa commedia nera vette di comica crudeltà, si diverte e ci fa divertire – perché ridiamo molto, anche se sempre più a denti stretti, a mano a mano che da sotto la maschera buffa del théâtre de boulevard vediamo spuntare la malinconia.

Tradotta in quaranta lingue e interpretata da attori quali Jean-Louis Trintignant, Fabrice Luchini, Albert Finney, Tom Courtenay, Art è la commedia francese contemporanea più recitata al mondo.

Michele Riondino

Daniele Parisi

Michele Sinisi

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *