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Nellie Bly, la miglior reporter d’America

La vita professionale di Nellie Bly pioniera del giornalismo d’inchiesta e prima reporter di guerra

Tiziana Muselli

What girls are good for, A cosa servono le ragazze: questo il titolo di un articolo del 1885 sul quotidiano statunitense Pittusburg Dispatch.

L’autore Erasmus Wilson sosteneva che l’occupazione femminile dovesse riguardare solo la sfera domestica e l’educazione dei figli criticando aspramente le donne lavoratrici.

Tra le missive di protesta che giunsero al giornale, una firmata Lonely Orphan Girl, Ragazza Orfana Solitaria, suscitò la curiosità di George Madden, direttore della testata. Madden invitò la ragazza a presentarsi in redazione. Le propose di replicare le sue ragioni in un articolo. Il pezzo intitolato The Girl Puzzle conquistò il direttore che assunse la giovane come giornalista facendola firmare con lo pseudonimo Nelly Bly.

Il nome, poi divenuto Nellie, trasse ispirazione dall’omonima canzone del compositore americano Stephen Foster. Nellie Bly, al secolo Elizabeth Jane Cochran, nacque a Cochran’s Mills in Pennsylvania il 5 maggio 1864.

Il padre Michael morì quando lei aveva sei anni. In seguito la madre si risposò, ma le violenze del nuovo marito la indussero a chiedere il divorzio. Elizabeth, appena adolescente, testimoniò contro gli abusi del patrigno.

La famiglia inoltre versava nel disagio economico e ciò non permise alla ragazza di poter proseguire gli studi per divenire insegnante.

Nellie scrisse per il Pittusburg Dispatch fino al 1887. Nei suoi articoli dai toni diretti e caustici si occupò di cronaca locale scrivendo di divorzio, di sfruttamento e sicurezza del lavoro femminile. Le sue denunce provocarono il disappunto delle aziende che minacciarono il giornale di bloccarne i finanziamenti se Nellie non avesse interrotto le sue inchieste. La giornalista fu,  quindi, relegata a scrivere di moda e giardinaggio.

Elizabeth, frustrata, chiese al giornale di inviarla come corrispondente in Messico. Nellie raccontò gli usi e costumi della società messicana, fino a trattare di politica rivelando la corruzione del governo allora presieduto dall’ex generale Porfirio Diaz.

Gli scritti del periodo messicano conversero nel libro Sei mesi in Messico. Elizabeth poi a causa delle sue indagini, fu costretta ad abbandonare il Messico per tornare negli USA.

Nel 1887 a New York fu assunta dal quotidiano The World diretto da Joseph Pulitzer e vi scrisse fino al 1896. Produsse un reportage sul manicomio femminile di Backwell’s Island per investigare sulle condizioni in cui versavano le pazienti. Nellie si finse pazza per farsi internare così da acquisire informazioni sul luogo. Vi rimase per dieci giorni.

Elizabeth scrisse il dossier Dieci giorni in manicomio in cui denunciava gli abusi a cui lei stessa fu costretta tra vitto scadente, maltrattamenti, freddo, scarsa igiene e violenza. Scoprì inoltre che molte pazienti internate nella struttura non erano pazze ma venivano rinchiuse contro la loro volontà perché emarginate dalla società o rifiutate dai propri familiari.

L’intervento di Nellie spronò New York City a emanare una riforma legislativa stanziando un fondo di più di un milione di dollari destinato a risanare le condizioni dei manicomi.

Gli articoli di Elizabeth spaziavano su argomentazioni varie prediligendo le cause sociali: truffe smascherate, povertà e soprusi nei riguardi di donne e bambini. Le sue inchieste diedero vita al giornalismo investigativo in cui la reporter agiva spesso sotto copertura per scoprire la verità.

Nellie si affermò in una professione che secondo i canoni sociali dell’epoca era prevalentemente maschile dimostrando determinazione e talento. La sua popolarità divenne tale che spesso il giornale intitolava gli articoli con il suo nome per narrare ai lettori le sue prodezze.

La giornalista, inoltre, fece il viaggio del mondo per sfidare le gesta di Phileas Fogg, personaggio immaginario del romanzo d’avventura Il giro del mondo in 80 giorni di Julius Verne.

Chiese al giornale di finanziare la sua impresa e partì da sola il 14 novembre 1889 presso il New Jersey, circumnavigò la Terra verso est attraversando Europa ed Asia. Tornò quindi a New York il 25 gennaio 1890 compiendo così un viaggio di 72 giorni. Documentò l’esperienza in Il libro di Nellie Bly: il giro del mondo in 72 giorni.

The World propose inoltre il gioco da tavola Il giro del mondo con Nellie Bly in cui i lettori dovevano indovinare in quale parte del mondo si trovasse la reporter.

Nel 1889 il quotidiano pubblicò a puntate, Il mistero di Central Park, il suo primo romanzo. In seguito Nellie lasciò The World e dal 1890 al 1893 scrisse dei racconti per la testata London Story Paper tra cui New York di notte, una reporter donna che segue una rapina da 500.000 dollari, le storie d’amore Dott.ssa Alta Lynn e La fedele amica di Wayne.

Nel 1893 tornò al The World e continuò le sue inchieste tra cui documentò lo sciopero dei Ferrovieri a Pullman, il movimento per il suffragio femminile e i maltrattamenti subiti dagli animali dello zoo.

Nel 1895 in seguito alle nozze con l’industriale Robert Seaman abbandonò il giornalismo. Alla morte del marito fu lei a dirigere l’azienda che nonostante i suoi sforzi nel 1914 dichiarò il fallimento. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Nellie si trovava in Austria per visitare un’amica.

Contattò l’ex direttore del The World, Arthur Brisbane, che dirigeva il The Evening Journal e si propose come corrispondente di guerra. Fu una delle prime donne a scrivere reportage dai campi di battaglia.

La giornalista continuò in seguito a difendere soprattutto i diritti dei bambini spesso all’epoca protagonisti di casi di sparizione.

Elizabeth Jane Cochran morì il 27 gennaio 1922 a New York affetta da una polmonite.

The Evening Journal in suo omaggio la definì migliore reporter d’America. I suoi articoli sono tuttora consultabili sul sito Nellie Bly Online e raccolti nelle The Nellie Bly Collection.

 

Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore

Nellie Bly

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