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Otium e negotium di Villa Sora

Una villa d’otium di rango senatorio affacciata sul Golfo: le scoperte dell’ultima campagna di scavo di Villa Sora

TORRE DEL GRECO | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI –  Negli spazi storici di Palazzo Vallelonga, sede della Banca di Credito Popolare, sono stati presentati i risultati della campagna di scavo 2025–2026 condotta dal Parco Archeologico di Ercolano a Villa Sora, nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Comune di Torre del Greco e la Banca di Credito Popolare, ha visto il coordinamento scientifico di Domenico Camardo, Marina Caso e Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco.

Villa Sora, residenza di età tardo‑repubblicana e primo‑imperiale, è una delle più sontuose ville d’otium sorte lungo la costa campana. Edificata intorno alla metà del I secolo a.C. e più volte rinnovata, si sviluppava scenograficamente su terrazze digradanti verso il mare, occupando circa 150 metri di litorale. Le indagini 2025–2026 — le prime sistematiche dopo oltre trent’anni — sono state avviate nel novembre 2025 grazie a un finanziamento di 150.000 euro della Direzione Generale Musei (nell’ambito della Campagna nazionale di scavi 2025, per un totale di 4,8 milioni di euro), con il supporto del Packard Humanities Institute (PHI) e il contributo Art Bonus del Comune di Torre del Greco.

 

Aprire cantieri e laboratori al pubblico, condividere le scoperte nel momento stesso in cui emergono: questo è il senso più profondo delle Giornate Europee dell’Archeologia e dell’impegno del Parco a Villa Sora – ha dichiarato Federica ColaiacomoLe indagini restituiscono dati straordinari sulla qualità architettonica e decorativa della villa, confermandone l’eccezionalità nel panorama delle residenze di lusso del Golfo di Napoli.

L’intervento è nato dall’esigenza di mettere in sicurezza il fronte nord‑est dell’area già scavata negli anni ’80–’90, cogliendo l’occasione per ampliare la conoscenza del complesso. Il lavoro si è concentrato sull’ambiente 22, un vano di circa 10 m², già intravisto attraverso un cunicolo, che ha rivelato una decorazione di qualità eccezionale. Contestualmente sono stati ampliati gli spazi visitabili, con il prolungamento della tettoia e una nuova passerella.

La lettura stratigrafica ha permesso di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi del : le colate piroclastiche investirono la villa provocando il crollo delle coperture, del soffitto e infine il cedimento delle pareti.

Scoperte anche straordinarie decorazioni pittoriche: i frammenti di intonaco affrescato, provenienti da pareti e soffitto, rivelano un programma decorativo raffinato, databile intorno al 50 d.C. e attribuibile a maestranze di grande inventiva.

Le pareti, su fondo nero, sono scandite da fasce in cinabro Un candelabro dorato animato da aironi, resi con straordinaria naturalità, mentre il soffitto chiaro è decorato con ghirlande, fregi, grifi e figure mitologiche.

Il ritrovamento più eccezionale è la ricomposizione della figura di un ittiocentauro alato, un soggetto di rarissima iconografia, trattato come protagonista della scena: modellato con chiaroscuri, lumeggiature e una posa dinamica di grande impatto.

All’interno dell’ambiente sono state rinvenute tre cistae plumbee finemente decorate, riconducibili alla stessa officina, insieme a elementi architettonici in marmo bianco di altissima qualità.

Tra questi spicca un capitello corinzieggiante con motivo liriforme, perfettamente conservato, interamente scolpito a scalpello e databile all’età augustea.

La presenza di questi materiali, insieme ad altri frammenti marmorei, indica chiaramente che la villa era in pieno cantiere al momento dell’eruzione: gli elementi erano stoccati in attesa di essere collocati.

I risultati della campagna 2025–2026 confermano il rango eccezionale di Villa Sora e aprono nuove prospettive di ricerca. Sono in corso le operazioni di studio e ricomposizione dei frammenti affrescati, con particolare attenzione al programma decorativo del soffitto. Le prossime campagne punteranno all’ampliamento dello scavo e alla creazione di nuovi percorsi di fruizione, restituendo progressivamente al pubblico una delle ville marittime più affascinanti del Golfo di Napoli.

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