CulturaScienza e Ambiente

Partenope arriva a 64 qubit

L’Università Federico II installa un nuovo processore superconduttivo: più qubit, meno errori e un’infrastruttura competitiva a livello europeo

Napoli si conferma uno dei poli più avanzati dell’innovazione tecnologica italiana grazie al potenziamento di Partenope, il primo computer quantistico pubblico del Paese basato su tecnologia superconduttiva. Installato presso il Quantum Computing Center dell’Università Federico II, il sistema è passato dai 25 qubit iniziali a 64, compiendo un salto tecnologico significativo.

Il risultato è stato possibile grazie all’installazione di un nuovo processore realizzato dall’azienda Quantware, testato nel febbraio 2026. L’iniziativa, sostenuta dal Centro Nazionale ICSC attraverso i fondi del PNRR e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, proietta l’infrastruttura napoletana tra le più competitive in Europa.

L’aumento dei qubit consente di affrontare una delle sfide centrali del calcolo quantistico: la tolleranza agli errori. A differenza della tecnologia fotonica studiata a Roma, basata sulla luce e particolarmente efficace per la trasmissione delle informazioni a lunga distanza, la piattaforma superconduttiva sviluppata a Napoli utilizza circuiti simili a quelli dei computer tradizionali. Questo approccio facilita l’integrazione con i supercomputer classici e rende il sistema più facilmente riconfigurabile.

Partenope è uno dei pilastri della roadmap nazionale sul calcolo quantistico che coinvolge anche le università di Roma, Firenze e Padova, impegnate su piattaforme complementari come atomi freddi e ioni intrappolati. L’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica dell’Italia in un settore cruciale per sicurezza, ricerca e sviluppo industriale, formando al tempo stesso una nuova generazione di specialisti.

Il potenziamento di Partenope rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento dell’ecosistema italiano della ricerca, ha sottolineato il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, evidenziando come gli investimenti del PNRR stiano producendo risultati concreti nello sviluppo delle tecnologie quantistiche.

Più qubit fisici sono disponibili, più diventa possibile raggiungere livelli di tolleranza agli errori necessari al calcolo quantistico, spiega Francesco Tafuri, docente della Federico II e responsabile del Centro di computazione quantistica superconduttiva – Il nuovo processore a 64 qubit permetterà di implementare algoritmi sempre più complessi e soluzioni multinodali di calcolo parallelo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *