in memoriamSocietà

Pietro Gargano, giornalista di razza

Dalla giovinezza a Portici alla carriera al Mattino, Pietro Gargano ha attraversato la storia del giornalismo napoletano con passione, raccontandola fino all’ultimo

di Stanislao Scognamiglio

Pietro Gargano. Nasce a Vico Equense, in provincia di Napoli, il 29 Luglio 1943.

A pochi mesi dalla nascita, arriva a Portici, con i genitori che rientrano nella cittadina vesuviana.

Qui frequenta la scuola dell’obbligo.

Raggiunta la maturità classica al liceo classico Gaetano De Bottis di Torre del Greco, si laurea poi in legge, presso l’Università degli Studi di Napoli.

Da Portici, dove trascorre gli anni della sua gioventù e scrive, da abusivo in nero, esordendo nel 1963 con qualche corrispondenza di cronaca o di sport. Per dar concretezza alla sua grande aspirazione: lavorare per il quotidiano napoletano Il Mattino, si trasferisce a Napoli.

Al servizio della più grande testata giornalistica del Mezzogiorno d’Italia, intraprende una brillante carriera professionale: con il passare degli anni, è: articolista, inviato, redattore, caporedattore centrale. Ricopre quest’ultimo ruolo fino al 2008, anno in cui matura il sospirato pensionamento. Nonostante sia in quiescenza, continua a collaborare con il giornale, confermando di essere ancora tra le firme più prestigiose, scrivendo pezzi e per le pagine culturali, editoriali, prima pagina, cronaca, rubriche.

Negli ultimi anni, seppur costretto a letto, dall’insorgere di una grave patologia, Pietro non demorde nel raccontare ai sui fedelissimi lettori ciò che gli sta a cuore.

A distanza di poco tempo, colpito da due infarti, grazie all’intercessione di San Ciro, ama ripetere, supera anche questi momenti critici. Tuttavia il fisico va sempre più a debilitarsi, per cui nella giornata del 7 aprile 2026, il suo cuore si ferma e lo toglie al mondo dei vivi.

Nella sua carriera è anche autore di saggi e volumi a vario carattere, dedicati alla storia e al costume alle sue città d’adozione Portici e Napoli, pubblicati dalle maggiori case editrici partenopee e di interesse nazionale:

  • storico:

1699 Il riscatto di Portici Dalla servitù feudale alla libertà;

La Repubblica Napoletana del 1799. Le donne;

1799 La Battaglia di Portici Il martirio di Gennaro Serra di Cassano;

Eleonora e le altre. Le donne della rivoluzione napoletana;

Gennaro Serra di Cassano Un portone chiuso in faccia al tiranno;

Portici storia, tradizioni e immagini;

C’è Togliatti;

Le fosse dell’oblio;

Championnet e Jullien. Due francesi nel corpo di Napoli;

Lenuccia di Vico Neve a Materdei. Protagonista delle quattro giornate che salvarono Napoli e gli ebrei.

San Ciro. La gloria del santo medico venuto dall’Egitto

Napule nun t’ ’o scurdà!

  • musicale:

Ciao amore ciao;

Mirna Doris. Regina e reginella. Una grande voce a difesa della canzone napoletana;

Uno scugnizzo fuori dal branco. Pino De Maio. Dalla periferia alla corte della regina d’Inghilterra;

Nuova Enciclopedia illustrata della canzone napoletana. La canzone napoletana;

Mario Lanza. La leggenda. Filignano non dimentica;

Caruso.

  • costume:

I Mestieri di Napoli;

Confesso che mi sono divertito;

Storia sociale delle Olimpiadi;

Il presepe nel mondo.

Il curniciello napoletano. Origini, mistero e magia del talismano più potente al mondo – 

  • gastronomia:
  • La cucina napoletana;
  • Storia del caffè;
  • Il Primitivo di Manduria.

Nel corso della carriera, riceve i premi: Oplonti di Corallo, Napoletanità, Calabria, Eduardo Nicolardi, Scugnizzo d’Oro, Pulcinella d’Argento, Conchiglia d’Argento, Premio Internazionale al Giornalismo Civile, Cosimo Fanzago, La terza Napoli la città che eccelle.

 

 

 

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