Diario dal Blu – Abissi Partenopei | Episodio 01
Primavera sott’acqua: la magia dell’alga rossa alle Mortelle. La fioritura primaverile della Rhodophyta tra equilibrio biologico e incanto del mare che si rinnova
di Ciro Dell’Anno
Sono ormai più di trent’anni che mi immergo lungo la costa di Portici, e ogni volta che metto la testa sott’acqua, mi sembra di entrare in un mondo familiare ma sempre nuovo. Tra tutti i luoghi che conosco, uno mi è particolarmente caro: la spiaggia delle Mortelle.
Qui, nei mesi di aprile e maggio, accade qualcosa di straordinario. È il periodo della fioritura dell’alga rossa, la Rhodophyta. Non è una vera e propria “fioritura” come la intendiamo sulla terraferma, ma l’effetto è lo stesso: i fondali si tingono di rosso, porpora e amaranto, creando scenari che sembrano usciti da un sogno.
Queste alghe, che spesso passano inosservate a chi guarda il mare dalla riva, rappresentano in realtà un importantissimo tassello dell’ecosistema marino. Offrono riparo e nutrimento a numerose specie di piccoli pesci, crostacei e molluschi, e contribuiscono a mantenere l’equilibrio del fondale. Quando sono in piena crescita, sembrano onde di velluto che si muovono dolcemente al ritmo delle correnti.
Negli anni ho visto questo angolo di mare cambiare. Alcune zone un tempo rigogliose oggi sono più spoglie, altre si stanno lentamente riprendendo. L’occhio dell’abitudine mi permette di cogliere anche le più piccole mutazioni: un nuovo anfratto colonizzato da spugne color zafferano, una colonia di posidonia che resiste ostinata, o un banco di saraghi che ha fatto di quel tratto il suo nuovo rifugio.
Immergersi in primavera a nello specchio d’acqua delle Mortelle non è solo un’esperienza visiva, ma anche emotiva. È come tornare in un luogo che conosci a memoria, ma che ogni volta ti sorprende con qualcosa di diverso. È un invito all’osservazione, al rispetto per un mondo che esiste anche se non lo vediamo tutti i giorni.
Chiunque abbia la fortuna di esplorare questo tratto di costa con maschera e pinne e auto respiratore, si accorgerà che il mare non è mai davvero lo stesso.
E forse è proprio questa la sua più grande bellezza.
Ciro Dell’Anno, Napoli, classe 1973, vive da sempre a Portici ed è figlio e nipote di Palombari. Praticamente il mare fa parte del suo DNA. È istruttore subacqueo, operatore tecnico subacqueo e filmmaker subacqueo professionista. Si occupa anche di assistenza ad attrezzature subacquee e vendita. Praticamente è il punto di riferimento per tutta la subacquea vesuviana.
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