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Procida in Jazz: immagini che suonano, musica che si vede

Il jazz prende forma tra immagini e musica: la mostra Fotografando Jazz di Francesco Truono e il Procida Jazz Fest portano sull’isola di Procida concerti, seminari e grandi interpreti in una cornice storica unica. Un viaggio tra cultura, paesaggio e suoni che raccontano l’identità di Procida

Nel silenzio che precede la musica, profili che emergono appena dal buio, strumenti che sembrano animarsi, volti assorti inondati di luce: sono le immagini che compongono la mostra Fotografando Jazz di Francesco Truono, un viaggio visivo che raccoglie oltre vent’anni accanto ai grandi interpreti del jazz – Javier Girotto, Pino Daniele, James Senese, Chick Corea, Dee Dee Bridgewater, James Brown, Ornella Vanoni, Gino Paoli e molti altri. La mostra, aperta ogni giorno fino al 20 settembre (10.30–13.30; info: asspalazzodavalos@gmail.com – 333.3510701081.8969048), è ospitata a Palazzo d’Avalos, a Procida, come anteprima della prima edizione del Procida Jazz Fest, che dal 10 al 13 settembre trasformerà l’isola in un palcoscenico diffuso.

Dodici concerti, due all’alba, cinque location, oltre cinquanta artisti: un racconto in musica che esplora i linguaggi del jazz e le sue contaminazioni, promosso dalle associazioni New Around Midnight, Napoli Jazz Club e Marina di Procida, in collaborazione con Ministero della Cultura, Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli e Comune di Procida. La Direzione Artistica è affidata a Michele Solipano; media partner la Cooperativa AR.TU.RO e Procida TV.

Solipano, che ha portato la musica jazz in luoghi come Castel Sant’Elmo, la Chiesa di San Giovanni Maggiore e il Teatro Romano di Benevento, vede in Procida una nuova tappa del suo percorso: “Portare il jazz in luoghi suggestivi e carichi di storia significa stabilire un rapporto nuovo con la città”. L’obiettivo è chiaro: inserire l’isola nel circuito dei festival di settore e prolungare la stagione turistica. “Crediamo molto nella cultura e negli eventi di qualità per valorizzare il territorio oltre l’estate”, sottolinea Alessandra Gentile, Assessore del Comune di Procida.

Il festival si apre il 10 settembre con la Half Century Trio Orchestra di Francesco Trio, big band di artisti isolani. L’11 settembre, al Tenimento Agricolo di Terra Murata (ore 19.00), concerto del trio guidato dalla stella turca Hakan Başar, che il mattino seguente (ore 6.00) si esibirà in piano solo al Molo di Sopraflutto. La sera, alla Marina (ore 21.00), spazio a Max Ionata & Hammond Groovers 4et. Il 12 settembre, ancora al Tenimento Agricolo (ore 19.00), i ritmi cubani del Dany Noel Latin Jazz Trio; alle 21.00, alla Marina, Giuseppe Venezia 5et e Fabrizio Bosso. Il 13 settembre, all’alba, concerto della pianista procidana Maria Grazia Ritrovato al Molo di Sopraflutto; al tramonto, la Freedom Jazz Quartet con la leggenda argentina Javier Girotto al Tenimento Agricolo; in serata, chiusura al porto con l’omaggio a Frank Sinatra di Gianluca Guidi ed Elio Coppola Trio.

Parallelamente, dall’11 al 13 settembre (ore 11.00), la Sala Consiliare ospita il ciclo di seminari Storie di Jazz con lo scrittore e regista Lino Volpe, che domenica alle 17.00 presenterà il suo libro Jazz Story, il diario di Tony Monten, un saggio in forma di romanzo destinato a diventare una serie per Amazon Prime. Tutti gli eventi sono gratuiti; per i seminari è necessaria la prenotazione: procidajazzfest@gmail.com.

E mentre la musica attraversa l’isola, Procida racconta se stessa. La più piccola delle isole del Golfo di Napoli, abitata fin dall’antichità, frequentata da Greci e Romani, poi normanna, angioina e aragonese. Nel Cinquecento, sotto gli Aragonesi, nasce Terra Murata, borgo fortificato che ancora oggi domina il paesaggio. Per secoli legata alla pesca, alla marineria e all’agricoltura, Procida ha sviluppato una forte tradizione marinara; nel Settecento entra nell’orbita borbonica, nell’Ottocento partecipa al Risorgimento. Oggi conserva un patrimonio storico e paesaggistico unico: borghi colorati, architetture marinare, un rapporto intimo con il mare. Nel 2022 è stata Capitale Italiana della Cultura, riconoscimento che ha ulteriormente valorizzato la sua identità.

Il Procida Jazz Fest si inserisce in questa storia come un nuovo capitolo: un ponte tra passato e futuro, tra fotografia e musica, tra memoria e innovazione. Un modo per dire che l’isola, ancora una volta, sa trasformare la sua bellezza in cultura.

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