San Ciro, medico e martire
Il culto di San Ciro è vivo e sentito. Nel 250esimo anniversario della proclamazione, i Frati Minori Conventuali di sant’Antonio di Padova ospitano un convegno dedicato alla figura del Santo Patrono
PORTICI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nel 2026 la città celebra i duecentocinquant’anni della proclamazione di San Ciro come suo patrono. Per l’occasione, il Convento di Sant’Antonio di Padova, in via dell’Università, sabato 2 maggio alle ore 17 ospiterà una giornata di studi dedicata alla figura del santo, alla sua storia e al suo radicamento nella comunità locale.
L’evento si aprirà con i saluti e l’introduzione di fra Luigi Carillo, frate guardiano del convento, che accoglie studiosi, cittadini e devoti.
La giornata prosegue con l’intervento del deputato Alessandro Caramiello, che riflette sul valore della festa di San Ciro come patrimonio culturale immateriale della città di Portici, sottolineando il legame profondo tra tradizione religiosa e identità urbana.
Seguirà la relazione della professoressa Maria Rosaria Marchionibus, che conduce il pubblico in un viaggio dall’Egitto al Vesuvio, ricostruendo l’iconografia e il culto di San Ciro attraverso secoli di storia dell’arte.
L’archeologo Marcello Gelone approfondirà, invece, le testimonianze epigrafiche più antiche legate ai santi Ciro e Giovanni nell’area napoletana, offrendo un quadro storico e documentario di grande rilievo.
Lo storico locale Stanislao Scognamiglio racconterà l’evoluzione del culto di San Ciro a Portici, dal semplice atto devozionale alla piena istituzione del patronato cittadino.
L’architetto Stefano Gei analizzerà l’architettura della basilica di Santa Maria della Natività e San Ciro, mettendo in dialogo storia, iconografia urbana e trasformazioni del territorio.
La storica dell’arte Antonella Pisano si concentrerà sugli apparati decorativi del santuario dedicato al santo, mentre il teologo Gennaro Zeno esplorerà il tema dell’incubatio, del sogno e della narrazione spirituale, mettendo a confronto fenomenologia e tradizione religiosa. L’incubatio era, appunto, il rito che consisteva nel dormire in un luogo sacro per ottenere, tramite il sogno, una risposta divina.
Chiuderà il percorso la dottoressa Anna Amabile, che restituisce la figura di San Ciro come medico e taumaturgo, ponte ideale tra Cristo e Ippocrate.
A coordinare e moderare l’intera giornata sarà l’archeologo Loris Cozzolino, che guiderà il pubblico attraverso un itinerario di storia, fede e identità che unisce Portici alla sua memoria più profonda.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
