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Sant’Anna di Stazzema, l’eccidio

Nel piccolo borgo di sant’Anna di Stazzema, in alta Versilia, 560 vite innocenti — tra cui 130 bambini — furono spezzate dalla ferocia nazi‑fascista. Ricordare è l’unico modo per restare uomini

di Stanislao Scognamiglio

SAN GIORGIO A CREMANO | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – La mattina del 12 agosto 1944, a Sant’Anna di Stazzema, piccolo borgo montano dell’alta Versilia, sugli ignari abitanti e sugli sfollati arrivati dalla fascia rivierasca, lì riparati perché ritenuto luogo più sicuro, incombe una trista minaccia di morte.

Calati da diversi sentieri che solcano i crinali delle circostanti Alpi Apuane, militari tedeschi, aiutati da collaborazionisti fascisti, circondano il paese.

Rastrellano indiscriminatamente quanti incrociano sul loro cammino, costringendo le donne, gli anziani e i bambini a uscire dalle loro case. Li radunano poi davanti alla chiesa e qui, con una ben congegnata azione procedono a un barbaro massacro, uccidendo ben 560 persone inermi.

Di queste vittime innocenti, 130 sono bambini, di cui il più piccolo ha solo un anno.

Non paga, nel tentativo di cancellare ogni traccia della brutale strage di “pericolosi nemici”, l’orda nazi-fascista completa la vile e feroce azione con il lancio delle bombe e dando i corpi alle fiamme assieme alle vicine case.

Tra le sole 394 persone identificate, figurano il sangiorgese Fraancesco Cappiello e la sua famiglia.

Per ricordare con rispetto e profonda commozione i caduti dell’infame eccidio, nel suo 72simo anniversario, alle ore 10.30 di mercoledì 12 agosto, l’Amministrazione civica del comune sangiorgese deporrà una corona d’alloro al monumento posto in via Cappiello.

Alla manifestazione interverranno esponenti delle Sezioni dell’A.N.P.I (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di: Napoli “Lenuccia”, Portici “Ciro Siciliano”, Ercolano, Napoli Nord, Sant’Anastasia, Napoli Orientale nonché rappresentanti della Rete Associativa “Verso il 25 Aprile”.

Nel sottolineare che calpestando ogni valore di umanità, fratellanza e rispetto della vita, a Sant’Anna l’uomo ha tradito l’uomo. Ricordarlo è l’unico modo per restare uomini, si invita la cittadinanza a intervenire.

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