Scarpetta: un secolo di teatro a Villa Campolieto
La mostra Scarpetta dopo Scarpetta al Festival delle Ville Vesuviane ripercorre un secolo di storia teatrale attraverso immagini, testimonianze e grandi interpreti del patrimonio scarpettiano
ERCOLANO | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Il Festival delle Ville Vesuviane quest’anno si apre con un evento inatteso: una nuova avventura culturale che caratterizza il Miglio d’Oro di memoria teatrale e suggestioni visive. Scarpetta dopo Scarpetta – Un secolo di ritorni e avventure sulle scene approda nella scuderia di Villa Campolieto, che per l’occasione si trasforma in un percorso narrativo fatto di immagini, tracce, testimonianze. Un luogo che diventa racconto, dove ogni parete sembra respirare cento anni di palcoscenici, applausi, reinvenzioni.
L’inaugurazione è fissata per venerdì 3 giugno alle 19.30, ma la mostra resterà aperta durante gli spettacoli, senza costi aggiuntivi: una presenza discreta e preziosa che accompagna il pubblico lungo le serate del Festival, come un controcanto visivo alla programmazione teatrale.
Nata nel centenario della morte di Eduardo Scarpetta, la mostra porta la firma curatoriale di Francesco Cotticelli, Pino Miraglia e Gianni Pinto, in collaborazione con la Fondazione Teatro Trianon Viviani. È un viaggio attraverso fotografie, locandine, programmi di sala, materiali rari e curiosità visive che ricostruiscono la fortuna scenica di Scarpetta lungo un secolo di teatro italiano. Ogni immagine è una porta: si apre su un attore, un regista, una stagione, un modo diverso di interpretare un’eredità che non ha mai smesso di trasformarsi.
Le sale della scuderia diventano così un archivio vivo, attraversato dalle voci e dalle presenze dei grandi interpreti che hanno custodito e reinventato il mondo di Scarpetta: Salvatore De Muto, Vincenzo Scarpetta, Raffaele Viviani, Eduardo, Totò, Nino Taranto, Luigi De Filippo, Mario Scarpetta, i fratelli Giuffrè. E poi gli autori contemporanei che hanno saputo dialogare con quella tradizione, portandola nel presente con nuovi linguaggi: Carlo Cecchi, Mario Santella, Armando Pugliese, Mario Martone, Arturo Cirillo, Francesco Saponaro.
È un racconto che non si limita alla memoria: è movimento, ritorno, metamorfosi. Un secolo di avventure sulle scene, di interpretazioni che hanno attraversato generazioni e stili, mantenendo vivo un patrimonio che continua a parlare.
La mostra gode del patrocinio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del contributo di Igina Di Napoli e Antonio Roberto Lucidi, che hanno collaborato alla sua realizzazione.
E Villa Campolieto, con la sua eleganza sospesa tra storia e mare, diventa il luogo ideale per accogliere questo omaggio: un viaggio nel teatro che continua a trasformarsi, a tornare, a raccontare.
