Stazzema, un dolore ancora vivo
Una strage insensata che non può essere dimenticata: Sant’Anna di Stazzema, la guerra, sonno della ragione, generò mostri
di Stanislao Scognamiglio
SAN GIORGIO A CREMANO | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – A ottantuno anni dall’efferato tragico evento, con inizio alle ore 10.30, in via Cappiello di San Giorgio a Cremano, nei pressi della lapide che ricorda le vittime sangiorgesi, si è tenuta la commemorazione della Strage di Sant’Anna di Stazzema.
In quello che si può definire uno degli episodi più brutali della Seconda Guerra Mondiale, una giovane famiglia, cadde sotto lo spietato fuoco aperto con inimmaginabile brutalità dalla soldataglia nazifascista.
La lapide affissa in loro memoria nello scorso 2022 dall’Amministrazione civica del Comune vesuviano, infatti, recita “A ricordo di / FRANCESCO CAPPIELLO / nato a San Giorgio a Cremano nel 116 / morto a 28 anni / insieme alla moglie / NINA CASTELLI / La figlia di anni 1 / MARIA GRAZIA CAPPIELLO, / La sorella di anni 25 / GIUSEPPINA CASTIELLO /Trucidati nell’eccidio nazista / di Sant’Anna di Stazzema il 12 Agosto 1944 / ove perirono17 napoletani tra le 560 vittime
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto, può ritornare”.
Primo Levi
Amministrazione Comunale 27 Gennaio 2022
Alla manifestazione, indetta dalla Rete Associativa “Verso il 25 Aprile”, oltre a un discreto gruppo di cittadini, hanno partecipato alcuni dei parenti delle vittime innocenti.
Inoltre, sono intervenuti:
- la Vice Prefetto, dottoressa Stefania Rodà, Commissario prefettizio del Comune di San Giorgio a Cremano, la quale nel deporre personalmente la corona dì alloro alla lapide, si è soffermata sull’impegno del Comune per tenere viva la memoria del nefasto evento.
- il dottor Vincenzo Vacca, del direttivo dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), il quale ha parlato dell’eccidio e dell’attualità dell’impegno dell’Associazione contro tutte le guerre e per la Pace.
- Michele Vanacore, a nome della Rete Associativa “Verso il 25 Aprile”, ha letto questo messaggio: Come ogni anno, da quando nacque il “Comitato Antifascista Portici per Stazzema” insieme all’Amministrazione Comunale di San Giorgio a Cremano ci ritroviamo qui, davanti a questa lapide. Essa custodisce più di semplici nomi: raccoglie sogni interrotti, vite spezzate, memorie ferite dalla crudeltà della guerra e dal vile tradimento di uomini creduti amici, che sotto la camicia nera celavano la vergogna della più infima vigliaccheria.
La famiglia Cappiello non appartiene soltanto al passato: è voce che risuona, è eco che abbraccia, è esempio che illumina.
In questa data, il 12 agosto, il dolore di Sant’Anna di Stazzema continua a gridare tra le montagne, e la memoria si fa ponte: tra luoghi lontani, tra storie sospese, tra infanzie perdute.
A Sant’Anna il tempo si è fermato. Il silenzio ha la forma di una culla vuota, e il sangue versato non reclama vendetta: ma chiede voce, dignità, occhi capaci di ricordare.
Il pianto di Maria Grazia quella piccina di appena un anno non ha suono, ma vibra in ogni bambino che muore. A Gaza, da giorni e giorni, altri occhi si chiudono, altri corpi minuscoli svaniscono nel nulla. Là, come qui, si è spenta la ninna nanna. E il mondo guarda e tace, antico nella sua indifferenza.
Ma Maria Grazia non è sola. Ogni piccolo che cade le prende la mano e cammina con lei, nel vento.
Il pianeta intero è diventato un cimitero d’infanzie. Ogni bomba è una ninna nanna spezzata. Da Stazzema a Rafah, il dolore ha un nome — e ci implora che il nostro silenzio si trasformi in rumore. Perché la memoria non sia solo custodia del passato, ma argine contro il presente che sanguina e il futuro che potrebbe ancora ferire.
Che questa lapide non sia solo pietra, ma promessa. Che ogni nome inciso diventi luce. Che ogni silenzio si trasformi in voce. E che la memoria che grida, sia anche quella che salva oggi e domani.
- Emilio Vittozzi. giornalista e scrittore, il quale con vibrante e appassionata voce, ha declamato i versi delle due poesie, composte: l’una “I bambini di Sant’Anna” nel 2007 dai bambini di una scuola elementare di Gubbio, l’altra da Don Janni Sabucco, sacerdote e poeta fiumano, scritte per mantenere viva la memoria delle vittime innocenti, di chi ha sofferto e onorare il loro sacrificio.
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BAMBINI DI SANT’ANNA
Una bambola di pezza dorme su un prato bagnato di rosso. Le mani che l’abbracciavano ora giacciono fredde… Altri visi innocenti hanno incontrato il dolore e riposano assopiti. Il silenzio e il fumo avvolgono tetri il borgo un tempo ridente e spensierato. Una mano muta e tremante raccoglie la bambola perché racconti ad altri bambini la storia di chi ha dormito sul prato e gridi con forza il disprezzo per la guerra che tutto distrugge e spazza via. Una bambola di pezza dorme su un prato bagnato di rosso. Mentre tanti altri bambini dormono tristi come fiori strappati da mani crudeli e spietate. |
Ci sono giorni della memoria
che non entrano in nessun astuccio. Non sono amuleti ma una colonna di fumo e di lezzo. Se è vero che il verme tagliato a metà perdona il vomere perché diventa due, uomini, donne e bambini di S. Anna siete raddoppiati e la giostra degli anni non vi ha spenti. Non per il nome di strade stampate di passi e di uggia che la Versilia vi ha dato ma perché il vostro ossario è la cima più alta dei monti apuani. Dopo abbiamo attraversato stagioni in una terra libera e più giusta ma iniziata da quel 12 agosto di Attila. Crescerete di statura anche nel futuro la prima creatura di Dio è stata la luce e il rogo nel solleone sulla piazza della chiesa è luce pasquale e mai nascerà il muschio sopra di voi che attendete in 560
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(Le foto sono di Michele Vanacore)

* Nell’assordante silenzio dei mass-media su questa Iniziativa, questo articolo di Stanislao Scognamiglio balza “alla menzione” per l’esaustività, la chiarezza, la precisione, l’attenzione rivolta ad una delle tante manifestazioni organizzate dalla “Rete Associativa – Verso il 25 Aprile” di Portici, il cui Referente è il dinamico Michele Vanacore.
Una Iniziativa che ha avuto un prima e dopo: prima) affissione di volantini per la Città di San Giorgio a Cremano in posti ben individuati; invio di messaggi wathsupp, sms, email per annunciare la manifestazione; la stampa di un opuscolo, senza fronzoli, riportante notizie sulla strage; la pulizia del marciapiede dove si è svolta la cerimonia; dopo) l’invio di messaggi a chi non ha partecipato con foto, video ed anche quest’articolo…
Alla prossima!
Preg-mo Emilio Vittozzi
la ringraziamo per l’attenzione prestataci e per le più che lusinghiere espressioni rivolteci.
Alla prossima
Stanislao Scognamiglio