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Totò e la sua New York

 L’inedita esposizione dedicata al legame indissolubile tra il Principe della risata e la sua città all’Italian American Museum di New York per Neapolis 2500

Sarà la prestigiosa sede dell’Italian American Museum di New York ad accogliere, dal 16 aprile al 29 agosto, la mostra Totò e la sua Napoli, un’esposizione inedita che celebra il legame profondo e inscindibile tra Totò e la sua città natale, nell’ambito delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli.

Dopo il grande successo registrato a Napoli, la mostra – resa possibile grazie al supporto del Comitato Nazionale Neapolis 2500 e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale approda a New York come tappa di un progetto internazionale che intende rafforzare il dialogo culturale tra Napoli e il mondo, nel segno di un artista che di quel ponte è stato, e continua a essere, uno dei più straordinari interpreti.

foto di Vincenzo Malaspina, 1948

Il progetto, a cura di Alessandro Nicosia e Marino Niola, è organizzato e prodotto da C.O.R. | Creare Organizzare Realizzare, con la partecipazione degli Eredi Totò, che hanno contribuito mettendo a disposizione materiali inediti e preziose testimonianze, e con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di New York.

La mostra si propone di restituire la complessità del rapporto tra Antonio de Curtis e Napoli: un legame originario e generativo, nel quale si sono formati il suo sguardo, il suo linguaggio comico e quella maschera mutevole e universale che lo ha reso un’icona senza tempo.

Oltre ogni dimensione cronologica, il dialogo tra Totò e la sua città si configura come un patrimonio condiviso: Napoli rivive attraverso il suo interprete più emblematico, mentre Totò trova nella città la matrice profonda della propria identità artistica e umana. Una napoletanità intesa non solo come appartenenza geografica, ma come visione del mondo, sensibilità e cifra espressiva.

Resto un napoletano con tutti i pregi e i difetti del napoletano. Ogni quindici giorni torno a Napoli per un brevissimo soggiorno, non posso stare più a lungo lontano dalla mia città, la gente di là mi dà il calore della vita. E ogni volta mi commuovo come un bambino: così Antonio De Curtis raccontava il suo legame con la città, sottolineandone la dimensione intima e imprescindibile.

Questo rapporto si riflette in tutta la sua produzione: dal teatro – con la Compagnia Stabile Napoletana e le collaborazioni con i fratelli De Filippo – al cinema, con capolavori come Miseria e nobiltà e L’oro di Napoli; dalla poesia, con testi celebri come ‘A livella e Napule, tu e io, fino alla musica, con brani come Malafemmena, autentica espressione del lirismo partenopeo.

Attraverso fotografie, filmati, costumi di scena, documenti originali e manufatti, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio immersivo nell’universo artistico di Totò, facendo emergere aspetti meno noti della sua vita e della sua carriera.

Per i tanti americani di origine napoletana, Totò rappresenta molto più di un attore: è il simbolo vivente di una memoria collettiva, l’incarnazione di un’identità culturale che attraversa oceani e generazioni.

 

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