Un tesoro barocco ritrovato
Restaurato il pavimento progettato da Cosimo Fanzago nella Cappella del Tesoro di San Gennaro: un capolavoro barocco ritrovato
CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – La Cappella del Tesoro di San Gennaro torna a splendere come non accadeva da secoli. Per la prima volta nella sua storia, è stato restaurato integralmente il pavimento marmoreo progettato da Cosimo Fanzago, uno dei massimi protagonisti del barocco napoletano. L’intervento, promosso in vista dei 500 anni dalla fondazione della Cappella (1527–2027), rappresenta un momento di straordinaria rilevanza per la città e per la storia dell’arte italiana.
Il restauro è stato presentato il 18 giugno 2026 alla presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali, a testimonianza del valore identitario che la Cappella riveste per Napoli. L’iniziativa è stata sostenuta dalla Reale Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro e resa possibile grazie al contributo della Fondazione Deloitte, che ha riconosciuto nel progetto uno dei suoi interventi culturali più significativi.
A testimoniare l’importanza della Cappella di San Gennaro per i Napoletani e non solo, l’evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali. Tra i presenti: Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività produttive Comune di Napoli, Barbara Balbi, Funzionaria restauratrice Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli, Maria Alessandra Risolo, Direttore Tecnico R.O.M.A. Consorzio, Guido Borsani, Presidente Fondazione Deloitte, Mariano Bruno, Deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro, Vincenzo De Gregorio, Abate Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro.
Il pavimento della Cappella, realizzato tra il 1630 e il 1646, è una delle opere più raffinate di Cosimo Fanzago (1591-1678), scultore, architetto e considerato “marmoraro” per la sua maestria tecnica, che ha lasciato un’impronta indelebile nel barocco napoletano. La sua concezione non è puramente decorativa: è un dispositivo simbolico, un tappeto di marmi eseguito con la complessa arte dell’intarsio, che guida lo sguardo verso l’altare.
Il disegno geometrico, composto da tarsie marmoree di diaspro, brecce, giallo antico, portoro e bardiglio, riflette la ricchezza materiale del Tesoro e la devozione della città. Ogni lastra è parte di un sistema più ampio, un mosaico che racconta la stratificazione culturale di Napoli e la sua capacità di trasformare la pietra in narrazione.
Per secoli, questo pavimento è stato calpestato da fedeli, processioni, prelati, visitatori illustri. Le lastre, consumate dal tempo e dalle vicende storiche, non erano mai state restaurate nella loro totalità. L’attuale intervento rappresenta dunque un atto di cura collettiva, un gesto di restituzione verso un’opera che è insieme arte, storia e identità.
L’intervento, durato otto mesi, è stato progettato da Giuseppe Giordano e portato avanti sotto la direzione tecnica di Maria Alessandra Risolo e quella operativa di Melina Pagano del Consorzio R.O.M.A. Il cantiere ha richiesto un approccio altamente specialistico:
- pulitura delle superfici marmoree
- rimozione delle stuccature incongrue accumulate nei secoli
- consolidamento delle lastre e delle parti più fragili
- integrazioni con tarsie marmoree compatibili
- protezione finale con cere microcristalline
Il pavimento è riemerso con una luminosità nuova, restituendo la complessità cromatica e materica pensata dal Fanzago. Un lavoro che ha richiesto equilibrio tra rigore conservativo e adattamento continuo, come accade nei cantieri più delicati del patrimonio storico.
La Cappella del Tesoro di San Gennaro nasce da un patto solenne: il 13 gennaio 1527, gli Eletti della città promisero al Santo la costruzione di una cappella in cambio della sua protezione contro peste, guerre ed eruzioni del Vesuvio. Da allora, la Cappella è diventata uno dei luoghi più rappresentativi della devozione napoletana, custode del busto angioino, della teca con le reliquie e del mistero della liquefazione del sangue.
E sono quasi cinque secoli che la Deputazione della Real Cappella custodisce questo patrimonio, garantendo continuità a un legame che unisce fede, arte e identità civica.
Il restauro del pavimento è solo il primo passo di un percorso più ampio che accompagnerà Napoli verso il 2027, anno del cinquecentenario del Patto. In un momento in cui la città si prepara a una nuova visibilità internazionale — anche in vista della prossima America’s Cup — la Cappella restaurata diventa un simbolo di rinascita culturale e di orgoglio civico.
Restituire il pavimento del Fanzago al suo splendore originario significa restituire alla città un frammento prezioso della sua storia, un luogo dove arte e devozione continuano a dialogare.

Fin dalla sua nascita, Fondazione Deloitte ha individuato nel sostegno alla cultura e ai beni culturali uno dei suoi ambiti di intervento prioritari. Il contributo per il restauro del pavimento della Cappella di San Gennaro si inserisce in questo impegno che portiamo avanti da anni su tutto il territorio nazionale – ha spiegato Guido Borsani, Presidente di Fondazione Deloitte. “Tengo inoltre a sottolineare come questo rappresenti uno dei progetti di maggiore rilievo mai realizzati dalla Fondazione, data la straordinaria importanza del bene coinvolto: la Cappella di San Gennaro non è soltanto un luogo dal profondo significato per i napoletani, ma un autentico gioiello architettonico e storico-artistico di valore nazionale, che merita di essere preservato e valorizzato.
Il restauro delle lastre marmoree del pavimento della Cappella del Tesoro di San Gennaro, realizzate da Cosimo Fanzago, si inseriscono in un progetto più ampio di collaborazione tra la Deputazione di San Gennaro e una serie di attori del Terzo settore, che contribuiscono non solo sul piano economico, ma anche nella diffusione e tutela del Tesoro di San Gennaro e del culto del Santo – ha sottolineato Mariano Bruno, Deputato della Cappella del Tesoro di San Gennaro. “Il progetto di restauro, per la prima volta realizzato sull’intera area del pavimento della Cappella, avviene in prossimità della ricorrenza del cinquecentesimo anniversario del patto tra il Santo con gli Eletti della città, stipulato dal notaio il 13 gennaio 1527. L’iniziativa, inoltre, coincide con un momento particolarmente significativo per Napoli, che si prepara a un impulso internazionale rilevante anche in relazione alla prossima America’s Cup. L’obiettivo è quello di restituire alla città la Cappella restaurata e di avviare un più ampio percorso di interventi conservativi che, a partire dal pavimento, interesseranno progressivamente la Cappella. Un’operazione che consente di valorizzare uno dei tesori più importanti custoditi dalla città, restituito a nuova luce alla comunità che potrà rendere omaggio al culto del Santo patrono nella sua Cappella, ammirandone il rinnovato splendore.
